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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 19/03/2012 08:02:49
Allegri e la protezione mediatica

 

Dalla partita Milan-Juventus, il ritornello di Allegri con cui reclama il gol fantasma di Muntari, viene riproposto insistentemente dai media che dimenticano di enfatizzare in eugual modo un altro episodio, certamente meno simpatico, che ha visto protagonista sempre il giovane allenatore rossonero.
Parliamo della partita Atalanta-Pistoiese del 20 agosto del 2000 che Doni ha confessato recentemente come truccata. Qualora il Procuratore Federale decida di riaprire l'inchiesta, potrebbe chiedere un nuovo processo con il rischio di nuove condanne per i protagonisti.
L’inchiesta aperta a suo tempo aveva portato in primo grado alla squalifica di sei giocatori: un anno per Aglietti e Allegri (Pistoiese), Siviglia, Gallo e Zauri (Atalanta), sei mesi per Banchelli, prosciolti Amerini, Bizzarri e Lillo, oltre allo stesso Doni. Poi la Caf assolse tutti in appello per insufficienza di prove (c'erano i contatti telefonici non le intercettazioni).

A questo punto entra in gioco la macchina mediatica della Gazzetta , sempre in prima linea a dettare suggerimenti.
Il segnale “forte” di Palazzi è identificato nell’ascolto della confessione di Doni - avvenuta il 29 febbraio 2012 - nonostante il reato sia già prescritto per infliggere una “condanna morale”, come quella comminata all'Inter. (Link all’articolo)
Acquisita la deposizione di Doni, Palazzi potrebbe interrogare Allegri, Aglietti, Amerini, Bizzarri, Lillo, Siviglia, Galli, Zauri, Banchelli e altri eventualmente coinvolti e poi giudicarli, ma solo in modo virtuale.
Non finisce qui, l’esercizio scaccia ipotesi alla ricerca della verità, continua con un nuovo articolo a firma di Ruggiero Palombo, che scrive: ”Palazzi non faccia scherzi. E, per l’amor di Dio, si guardi bene dal dispiegare forze e tempo per un’indagine che consegnerebbe ai posteri un altro reato sportivo ‘prescritto’, in questo caso ‘solo’ da una decina di anni. Per intendersi bene, delle 80 pagine del dossier calciopoli due per stanarne fuori tempo massimo l’inter questa volta non sappiamo cosa farcene. Basta e avanza il verbale dell’interrogatorio di Doni (che, toh, sul presente è meno loquace), due paginette per dirci quello che già sappiamo e che è tutto prescritto”. (Link all’articolo)


Di diverso avviso è Tuttosport, che sull’argomento evidenzia che per la “questione” Inter, ad essere prescritto sarebbe stato un “fatto” emerso come illecito successivamente (le nuove intercettazioni), qui saremmo in presenza di una “sentenza”. Richiamando nel punto il noto articolo 39 (revisione e revocazione): "Se è stato omesso l'esame di un fatto decisivo che non si è potuto conoscere nel precedente procedimento, oppure sono sopravvenuti, dopo che la decisione è divenuta inappellabile, fatti nuovi la cui conoscenza avrebbe comportato una diversa pronuncia". La confessione di uno dei “taroccatori” sarebbe un "fatto nuovo" e dunque consentirebbe a Palazzi non soltanto l'apertura di una nuova inchiesta, ma anche la richiesta di un nuovo processo alla Corte di Giustizia, entro il termine di 30 giorni (da conteggiare in questo caso dall’ultimo interrogatorio di Doni). (Link all’articolo).

In realtà questa situazione offre un ulteriore spunto di riflessione a conferma di una malafede persistente di alcuni media, quelli che “possono condizionare l’opinione pubblica” per intenderci.
Proprio perché la presunta combina tocca Allegri, un “protetto” dai media, c’è premura nel minimizzare il fatto descrivendo il reato come prescritto e la ricerca della verità come una perdita di tempo.
Premura non usata di recente per Bonucci, che nemmeno sotto inchiesta, è stato sbattuto in prima pagina con il solito stile “bava alla bocca” degli antijuventini.
D’altra parte parlare male del mondo Juve altro non è che un’esca per vendere qualche copia in più tra i tifosi delle due squadre di Milano. La società torinese, che pur controlla la stampa attraverso importanti testate, lascia correre in tacito silenzio…

Ricordiamo che la gazzetta, paladina dell’accusa nel 2006, oltre ad aver omesso una visione globale di calciopoli, presentando solo la versione colpevolista e di parte, ha evitato di entrare nei dettagli e di approfondire quello che è emerso dal dibattimento del processo penale e dalla lettura delle motivazioni. Perché l’ esercizio di ricostruzione della verità è considerato solo una perdita di tempo!

Più entriamo del dettaglio di una certa stampa e di una certa informazione e più abbiamo conferma della loro malafede, quella che avvolge e protegge gli amici anche a discapito della giustizia.

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