L’istituto giuridico della
vigilanza sull’operato delle federazioni sportive è un’esclusiva prerogativa del CONI. Il Presidente Petrucci, che in alcune circostanze non ha potuto evitare di intervenire pubblicamente schierandosi con Abete, non ha nascosto un certo
fastidio per gli imbarazzi che continua a creare l’operato e le non decisioni del presidente della Figc.
Il Coni dovrebbe quindi vigilare e se non lo fa nel modo dovuto, diventa
corresponsabile delle violazioni. Davanti alla non competenza e alle non decisioni di Abete, che hanno
impantanato il calcio italiano immobilizzato nell’inerzia totale, Petrucci ha tentato di oleare i meccanismi bloccati dal presidente della Figc attraverso le solite
furbate all’italiana, a partire dal fantomatico
“tavolo della pace” .
Grazie alla
giustizia sportiva di parte, che proprio per questo
non può garantire un giudizio super partes, Abete e Petrucci hanno potuto esercitare un enorme potere
cambiando in corsa norme che hanno permesso di aggiustare la mira colpendo proprio chi si voleva lontano dal calcio, ed evitando di prendere decisioni che andavano a modificare la ricostruzione voluta di calciopoli, sostenuta stenuamente nel corso degli ultimi anni. Una forzatura evidente che
nessuno ha contestato. Quale motivo ha condizionato l’intera struttura del calcio italiano - almeno quella sufficiente a garantire il sostegno utile per non perdere le poltrone – tanto da non pretendere dalla Figc e Coni, una presa di posizione su tematiche vitali per salvare calcio?
Gli interventi di Petrucci a sostegno di Abete si vanno moltiplicando, sintomo della perdita di
influenza del presidente della Figc, spaziando anche su tematiche legate alla nazionale italiana di calcio. Ha di recente dichiarato:
"E' sbagliato dire no agli stages della Nazionale e questa decisione non può passare sotto silenzio. Sono certo che i presidenti più saggi possano ritornare sull'argomento e rivedere la loro posizione negativa parlando con Abete e Prandelli e trovando una soluzione per le esigenze del Club Italia. La Nazionale è sempre stata e deve rimanere il valore più alto di un intero movimento. Anche per questo auspico che si intensifichi il dialogo tra Prandelli e i tecnici di club per individuare quelle sinergie necessarie al supremo interesse del calcio italiano".Perché interviene Petrucci anche per la nazionale? Il presidente FIGC che ci sta a fare?
Ad essere maligni verrebbe da pensare che
Abete, soprattutto quando c'è di mezzo la Milano calcistica, diventa improvvisamente incompetente ...
E’ stato infatti Galliani a chiudere pubblicamente agli stages richiesti dal ct della Nazionale Prandelli. Ricordiamo le sue parole:
"Non ho capito quando dovrebbero essere questi stage ma credo che il problema per noi non ci sia perché i prossimi quattro martedì e mercoledì saremo impegnati in Coppa Italia, nell'andata e nel ritorno dei quarti di Champions League e per un turno infrasettimanale di campionato''. Questo stato di cose deve far riflettere ancora una volta. Nell’ultima sessione di Coppe europee ci sono state 3 eliminazioni su 4. Fallimenti che si sommano ai tanti, non ultimo l’esclusione dalla candidatura alle Olimpiadi, che sotto la gestione Abete e Petrucci sono diventati veramente troppi per essere giustificati con le solite manovre
sotto banco…Il loro sforzo è volto a far apparire bello questo calcio italiano mediocre, piagnone e stracolmo di stranieri. Poi per mettere in piedi una Nazionale
decente sono costretti a convocare 7 giocatori di quella squadra odiata da tutti, che nel 2006 hanno tentato di cancellare e che oggi ancora vogliono limitare.
Questa è l’etica di cui vanno fieri gli esimi Abete e Petrucci e il sotterfugio,
nel silenzio complice di chi dovrebbe denunciare, l’unica politica sportiva di cui possono fregiarsi.
Ricordiamo che la carica di presidente del Coni e della Figc implica anche
doveri e chi le riveste deve essere responsabile di
rettitudine morale e sportiva…Commenta l'articolo sul nostro forum!Scarica GiulemanidallaJuve News, clicca qui
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