“Sono iniziate le lotte per le prossime elezioni”. Con queste parole una voce dal Palazzo ci introduce a quello che ci aspetterà subito dopo l’Europeo di calcio. Proprio così perché il vero spartiacque politico è la massima competizione continentale che vedrà gli azzurri battersi non solo per un posto tra i primi d’Europa ma
anche perché se dovessero fallire sarebbe impossibile per Giancarlo Abete essere riconfermato alla guida della Federcalcio. Tutti ad attendere giugno allora con alcuni nomi che però già stanno lasciando il terreno della competizione per
mancanza di appoggi politici. Uno di questi è
Demetrio Albertini, l’ex calciatore del Milan è stato abbandonato proprio dall’amministratore delegato dei rossoneri Adriano Galliani e questo la dice lunga su quanto potrebbe essere concreta una sua corsa verso via Allegri.
Inoltre, circolano voci sempre più insistenti di
maretta tra Calcagno, Grosso e Tommasi dell’Associazione Italiana Calciatori.
Il nome nuovo potrebbe essere quello di
Andrea Abodi ora presidente della Serie B, che è al suo primo anno e al suo primo mandato ma è giovane e ha buone idee anche, ma manca d’esperienza.
Qualcuno aveva tirato fuori il nome di
Franco Carraro ma l’ex presidente FIGC punta ad avere quello che gli era stato promesso da Giancarlo Abete al momento del suo appoggio per l’elezione del “non legato alle logiche della poltrona”, promessa disillusa e cioè quella di far diventare l’ex Sindaco di Roma presidente onorario della Federcalcio.
La Serie A potrebbe candidare
un nome a sorpresa proprio in prossimità delle elezioni federali ma ancora non trapela nulla anche perché le società sono concentrate a capire quello che accadrà in questo finale di stagione tra calcio scommesse e anche loro attendono l’Europeo per saltare alla gola di Abete.
Carlo Tavecchio il presidente della Lega Dilettanti è un altro papabile ma bisognerà vedere quali sono le sue velleità; se Abete dovesse rinunciare a candidarsi allora il numero uno di Piazzale Flaminio diventerebbe il maggior indiziato a prenderne il posto. Anche per quanto fatto in questi tredici anni di presidenza LND.
La battaglia per le prossime elezioni non si gioca solo tra presidenti ma anche tra direttori generali visto che dal Palazzo sussurrano che
Antonello Valentini non veda per niente di buon occhio il suo pari alla Lega Pro Francesco Ghirelli. Chissà perché!
Capitolo Abete. L’attuale presidente è
inviso alla Lega di A che negli ultimi anni lo ha sempre messo al muro prima non invitandolo alla presentazione dei calendari nella scorsa stagione, poi non sedendo mai nei Consigli Federali, per poi non concedere i calciatori delle società di A per gli stage richiesti dal commissario tecnico Cesare Prandelli e altri screzi di varia natura come la denuncia della Juventus per risarcimento danni dopo il fatto di Calciopoli.
Rapporto inesistente anche con il presidente della Lega di B Andrea Abodi che ha mal digerito la candidatura di Michele Uva, voluta proprio da Giancarlo Abete, a presidente di Lega in contrapposizione alla sua. Anche la Lega Pro di Mario Macalli si è distanziata dal “non legato alle logiche della poltrona”.
Se proprio da Firenze arrivò il nulla osta alla sua elezione quattro anni fa, ora la situazione è diversa anche perché il direttore generale di via da Diaccetto è Francesco Ghirelli, come abbiamo scritto prima molto amato a Via Allegri e in particolare da Antonello Valentini.
Vista così l’unica risorsa che ha l’attuale numero uno di via Allegri è
un successo, o almeno un grande risultato, agli Europei di Polonia e Ucraina, altrimenti risulta davvero difficile vederlo riconfermato alla presidenza della FIGC.
Anche se le vie del Signore sono infinite, come quelle di
Gianni Petrucci, attuale presidente del Comitato Olimpico Nazionale che si candiderà a
Sindaco di San Felice al Circeo e visto che una poltrona non basta mai allora l’attuale presidente del CONI andrà a ricoprire il ruolo di numero uno della Federbasket al posto di Dino Meneghin che fiutata l’aria ha già annunciato che lascerà a fine mandato.
Meneghin a gennaio era stato accusato da Petrucci di gestire in maniera apatica la federazione cestistica italiana:
“Scendere in campo per aiutare Fip e società a trovare un’intesa? Dico si, ma Dino potrebbe non gradire il mio intervento” . E ancora:
“Se non è d’accordo con ciò che sostengo lo dichiari apertamente e mi spieghi perché dovrei essere felice di quello che vedo”. Queste le dichiarazioni di Petrucci, che, come nel caso Di Rocco, presidente della Federciclismo attaccato duramente dal numero uno del CONI per il caso doping, subito dopo uscita la notizia che Di Rocco voleva candidarsi alla successione di Petrucci, poltrona che il buon Gianni vuole affidare al suo segretario Lello (“ti mandiamo 10000 medici”)
Pagnozzi, non perde mai occasione per dare una bella strigliata a quei presidenti che ricoprono cariche che gli interessano personalmente, altrimenti non si spiega perché Petrucci non attacchi frontalmente come fatto con Meneghin il numero uno di Via Allegri Giancarlo Abete che in questi anni non è riuscito in nessuna occasione a gestire in maniera “consona” la Federazione Giuoco Calcio.
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