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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 21/04/2012 10:51:16
Nuovi guai e vecchio vizio

 

L’opera di moralizzazione del calcio procede a senso inverso. E’ notizia di questi giorni quella di una nuova truffa verso il fisco: scoperto un sistema volta ad ottenere vantaggi fiscali indebiti che vedrebbe coinvolti club e procuratori.
Tutti i procuratori: Claudio Pasqualin, Silvano Martina, Alessandro Alberti, Giorgio Parretti, Letterio Pino, Michele Palmisano, Paolo Conti, Giuseppe (Oscar) Damiani, Umberto Fusco, Fulvio Marrucco, Alessandro Moggi, Giovanni Branchini, Giocondo Martorelli, Matteo Roggi, Paolo Bordonaro, Pasquale Gallo, Mauro Camarlinghi, Tullio Tinti, Andrea Pastorello, Marcello Bonetto, Giuseppe Bonetto.

Sapete come Repubblica presenta il suo articolo-inchiesta sull'argomento? Una bella foto di Alessandro Moggi per condizionare immediatamente chi decide di leggere l’articolo.
Il momento è maturo per lanciare un appello a certe testate: non è necessario rendersi patetici in questo modo. Il vizietto è tanto noto quanto inopportuno...

Ma la parte più bella della vicenda ce la spiega la gazzetta dello sport con questo inciso: “Il dato di fatto è che negli anni il mondo del calcio ha rispettato le sue regole in completa autonomia e il Fisco non s’è mai curato di approfondire certe consuetudini. Ora, tuttavia, è maturata la consapevolezza complessiva che sia necessario un chiarimento. E i club stanno battendo la strada del dialogo con il Fisco per uscire dagli equivoci. Il tavolo potrebbe presto dare nuovi frutti, con gli esperti di Figc e Lega nel ruolo di garanti.”
Avete letto bene. Il mondo del calcio ha fatto rispettare in completa autonomia le sue regole. La stessa autonomia che gestisce la giustizia sportiva usandola come arma impropria, non per pretendere il rispetto delle regole da parte di tutti, ma per favorire qualche interesse particolare.

Un serbatoio quello del calcio, dal quale per ogni situazione pescano esperti di Figc e Lega che finiscono per essere garanti nelle trattative - questa volta con il fisco - per uscire da quello che viene definito un equivoco. Gli stessi esperti che magari hanno consigliato Abete di dichiararsi incompetente lasciando che le decisioni importanti venissero prese dai potenti club che hanno occupato il posto di comando negli ultimi anni… Un tavolo di dialogo era già aperto, quindi presumibilmente questa situazione era già nota.
Una gestione questa che ha molte affinità con altre situazioni di “pericolo” affrontate negli ultimi anni…

In certi casi si dice che è meglio ridere per non piangere. Ma se dal un lato Petrucci afferma che in questo momento c’è bisogno di “decisionismo”, ammettendo forse che in altri momenti è mancato, Abete parla sempre più in modo incomprensibile. Un esempio: “La dialettica puo'essere stressata dalla competitività e dai risultati ma i comportamenti devono essere all'altezza dei valori che il calcio rappresenta”.
Insomma, una dura presa di posizione del presidente della Figc in un momento tragico; un impegno forte da parte della prima istituzione sportiva...magari non appena si capirà cosa voleva dire con queste parole capiremo anche le reali intenzioni. Perché succede spesso, che la Figc faccia politica solo con le parole dimenticando di concretizzarle con i fatti, aspettando qualche altro scandalo per nascondere il precedente. E la ruota continua a girare...



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