Ora è ufficiale, Pep Guardiola lascia la guida del Barcellona a fine stagione.
Da quando ha smesso la casacca del calciatore, ha dimostrato che:
- se si ritiene di avere ragione, si può fare ricorso contro una squalifica anche quando non se ne ha più interesse, solo per ristabilire onore e verità: e ce l'ha fatta;
- non sempre si deve rincorrere il grande nome dell'allenatore straniero, spendendo decine di milioni di ingaggio. A volte basta valorizzare i talenti, se ci sono, che sbocciano in casa propria;
- può esistere la cultura di far crescere i giovani del vivaio, cedendo i cosiddetti top-players, ed investendo quindi sulla loro maturità. I quali giovani, nel suo caso, sono diventati a loro volta top-players, vincendo tutto;
- si può creare cultura, vincendo, giocando la palla, tentando sempre di imporre il gioco, senza speculazioni;
- si può intendere il calcio segnando più di tutti e subendo meno di tutti, vincendo 13 trofei in 4 anni, di cui 2 champions, senza un attaccante cosiddetto "di ruolo" e men che meno "di peso";
- si possono vivere le rivalità sportive senza mettere le dita negli occhi agli allenatori avversari, senza deridere gli altri, senza disperatamente infuocare i bassi istinti della gente, senza essere mai volgari e sopra le righe.
Piaccia o non piacca il modulo del tiki-taka, credo che solo per quanto evidenziato sopra un "GRAZIE" forte e riconoscente vada indirizzato all'ormai ex allenatore del Barcellona.
In un mondo dove l'immagine è troppo, e dove talvolta può sembrare migliore o anche solo più furbo chi alza più forte la voce.
In uno sport dove, al di là dei riconoscimenti di facciata e delle sfacciate campagne pubblicitarie in sostegno di qualcuno, "fair play" sembrano troppo spesso due parole inglesi accostate senza significato.
In un calcio sempre meno credibile ed all'apparenza sempre meno pulito, nonchè, tecnicamente, sempre meno spettacolare in favore della potenza dell'agonismo, i quattro anni del Barcellona di Guardiola resteranno a lungo, e forse per sempre, impressi negli occhi e nel cuore di chi, lo sport e specificatamente il calcio, lo ha sempre vissuto e recentemente osservato con malinconia.
Gracias Pep, felicidad y suerte!
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