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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. GIACOMINI del 05/06/2012 08:04:33
Giustizia sportiva? Ennesima farsa!

 

Chi guarda al futuro è anche, e sempre più, Gianni Petrucci che, appena eletto Sindaco di San Felice al Circeo, si mormora sia in pole per la sostituzione di Dino Meneghin, da lui attaccato frontalmente in più di un occasione, situazione che ha costretto all’angolo l’ex stella del basket italiano che ha già dichiarato di non volersi più ricandidare, a numero uno della Federbasket.
Ma l’attuale presidente del CONI non sembra accontentarsi di questi ruoli ma punta in alto, molto in alto, visto che si parla di una sua ambizione alla poltrona di Sottosegretario allo Sport, per un’eventuale nuovo governo nel 2013.
Intanto, il magistrato Alberto Lari, che si era occupato del caso frode sportiva riguardante il presidente del Genoa Preziosi per l’affaire Venezia, ha dichiarato all’Espresso che: “Abbiamo passato tutte le informazioni che avevamo riguardo Preziosi e il suo rapporto con gli Ultras alla giustizia sportiva che, però, non ha ritenuto necessario dare seguito”.
Questa dichiarazione viene fuori dopo che anche Zednek Zeman aveva dichiarato: “che senso ha denunciare presunti illeciti se poi queste denunce finiscono nei cestini? Molte volte ho avvertito la Procura Federale ma non hanno mai indagato”.
Questo da il senso di quello che sta accadendo in queste ore per la prima tranche del processo sportivo per “i pentiti del calcio scommesse” che sta diventando l’ennesima farsa di una giustizia sportiva inadeguata e che viene ogni volta spronata a “far bene e far veloce”, là dove è impossibile sia far bene, per via delle difficoltà oggettive che derivano dalla mancanza di tutti gli incartamenti e sappiamo bene che con la velocità si usano sempre, volenti o nolenti, due pesi e due misure. Qualcuno dovrebbe dare delle risposte chiare di fronte a tutti questi silenzi, accertati, eclatante fu il caso della denuncia di Simone Farina che rimase nel cassetto di Palazzi per 40 giorni per poi essere tirata fuori solo dopo che la giustizia ordinaria ha fatto deflagrare il primo filone dell’inchiesta sul calcio scommesse.
Perché la Procura Federale non si muove di fronte alle denunce dei tesserati?

E Giancarlo Abete dovrebbe spiegarci come è possibile che ora gli passi per la testa di impugnare le sentenze emesse dalla Disciplinare che è si “una facoltà attribuita dal codice di giustizia sportiva al presidente federale", come fanno ben presente dalla Federcalcio, ma che va a scontrarsi con il suo motto principe, no non quello post fallimento mondiale: “non sono legato alle logiche della poltrona”, ma il “fate bene e veloci” , di cui abbiamo parlato prima.
A Palazzi lo hanno messo su un tapis roulant dicendogli di correre il più veloce possibile e quando lo ha fatto lo hanno abbandonato e ora lo vogliono anche delegittimare, questo perché a via Allegri 14 sta andando in scena una follia collettiva che sta coinvolgendo tutti nessuno escluso.
Anche Prandelli, da Coverciano, non passa giorno che non dichiari qualche assurdità: “Sfigatelli”, “Bonucci non è nella stessa situazione di Criscito”, “Se vogliono non partiamo per gli Europei” e nessuno che lo faccia tacere, nessuno che si erga a capo e prenda in mano la situazione.
Perché Abete non ne è in grado e lo ha dimostrato più e più volte negli anni, Abete è solo “quel foglio di carta che caduto in strada ad ogni soffio di macchina o di camion si erge e grida credendosi una spada”. Abete è solo sono quel foglio di carta e niente più.

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