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Farsopoli di E. LOFFREDO del 07/06/2012 10:31:10
Narducci, etica via sms

 

«Mi scrisse con un sms di volere partecipare all'attività di giunta, perché viveva probabilmente un momento di difficoltà in magistratura», parole del sindaco di Napoli Luigi De Magistris a proposito dell'assessore alla legalità Giuseppe Narducci.

La discesa di Peppeniello nostro nell'agone della politica partenopea aveva suscitato le perplessità persino dell'ANM, che non vedeva di buon occhio che un pm (che aveva appena indagato su alcuni politici locali) diventasse assessore nella città nella quale aveva fino ad allora esercitato la funzione magistratuale.

Alla fine tutti ce ne facemmo una ragione, nonostante fosse eticamente strano, dovemmo “obtorto collo” accettare che quello che non è vietato è lecito. Niente e nessuno poteva vietare a Narducci di entrare nella giunta De Magistris, se era stato chiamato a farvi parte.

Oggi, grazie forse a qualche frizione con il sindaco, scopriamo che in realtà non fu chiamato, ma si propose senza alcun pudore. Con questo scenario è doveroso che chiunque abbia senso civico e rispetto per le istituzioni si ponga delle domande sul comportamento istituzionale di Peppeniello Narducci.

L'ex pm di calciopoli con quale spirito stava in magistratura? L'integerrimo accusatore di Moggi aveva sì o no il dovere magistratuale come propria stella polare? La domanda, crediamo, non è fuori luogo se pensiamo che non appena ha potuto ha monetizzato le inchieste condotte con un posto in politica.

Già scendere in politica senza neanche candidarsi, senza cioè superare il vaglio della fiducia popolare è di per sé opinabile (possiamo dire che Narducci è stato un tecnico ancor prima di altri), proporsi addirittura dopo le votazioni, sapendo già chi è il vincitore, depone ancor meno a favore dello sceriffo del Mississippi. Pare un atteggiamento da banderuola al vento...

Si dice che il magistrato deve essere indipendente dalla politica. Chissà cosa ne pensa allora il CSM di Narducci, che quando era ancora un po' magistrato era già molto politico.

C'è poi un'altra ruga etica nelle attività di Narducci. Sopra abbiamo metaforicamente scritto che ha monetizzato in politica il lavoro da magistrato. Monetizza invece in modo concreto e reale l'attività da pm vestendosi da scrittore (già aveva curato la prefazione per un libro sulla dittatura in Argentina ai tempi del mondiale del 78, e si prestò – in pieno processo calciopoli – a intervistare l'interista Zanetti); il tredici giugno a quanto pare uscirà un suo libro su calciopoli. E anche qui la domanda ricalca la precedente: è etico che un pm (in aspettativa) scriva un libro avvalendosi degli atti di indagine a sua disposizione? È etico che Narducci si giovi delle informative, delle intercettazioni e quant'altro pagato dalla collettività per un lucro personale? E pensare che gli indagati (uno in particolare) ha dovuto spendere fior di euro per avere copia delle intercettazioni!

Ovviamente, come per ogni libro che si rispetti ci sarà una prefazione curata da un personaggio di prestigio. E indovinate chi farà la prefazione al libro di Narducci? Ma sì, avete indovinato: il giornalista più bravo a fare i libri con gli atti delle procure.

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