«Il mio rapporto con Grava e Paolo Cannavaro era ed è buono, ma non particolarmente confidenziale»; «per mia personale valutazione ritenevo che a nove giocatori su undici delle due squadre potesse andare bene il pareggio... Intendo chiarire che per la partita in questione non ho chiesto a nessun calciatore di concordare il risultato della gara; io riportavo soltanto le notizie e le sensazioni che ero in grado di assumere nello spogliatoio e sicuramente sono stato superficiale nel dare corda a Giusti e Cossato nel farmi strumentalizzare nei loro interessi di scommettitori»; «Ricordo che sia Cannavaro che Grava diedero immediatamente e con estrema decisione una risposta negativa. Dall’espressione dei loro volti, compresi che erano visibilmente risentiti per la proposta ricevuta».
Queste sono dichiarazioni di Giannello (ex calciatore del Napoli) ai pm della procura partenopea che indagano sul calcioscommesse. Non so se sono il solo, ma ho la sensazione che Giannello quando parla si premuri troppo di non coinvolgere il Napoli e di mantenere indenni, per quanto possibile, gli ex compagni di squadra. Troppo amore per la vecchia maglia o cosa? Non vorrei che il Napoli sia troppo importante per essere trascinato nel calcioscommesse, in città (e non solo) ci sono troppi interessi dentro, fuori e intorno al ciuccio.
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