Archiviati gli Europei, ritroviamo un
Abete con la
voce grossa. Ne ha per tutti.
Prima si
pavoneggia per il risultato della nazionale
“'Siamo soddisfatti del gioco, del risultato e dell'immagine che questa nazionale ha offerto. In un momento difficile per il calcio italiano, la squadra azzurra ha riconciliato tanti tifosi, ha restituito loro amore e affetto per la nazionale”; poi
bacchetta la Lega:
”Il problema dei rapporti con i club non è la Federazione, ma il fatto che mai la Lega ha avuto un ruolo così insignificante. La somma di interessi personali è così esplosiva che manca un ruolo rappresentativo della Lega” ; ed infine
rassicura l’ex PM di calciopoli Narducci e il giornalista Travaglio sul calcioscommesse:
“Voglio tranquillizzare Narducci e Travaglio: nessuno mai ha pensato a indulti o colpi di spugna. Neanche se avessimo vinto noi 4-0”. Un secondo posto all’Europeo
non può cancellare anni di gestione fallimentare del calcio italiano dovuta anche ad una figura, quella ricoperta da Abete quale Presidente della Figc, incapace di far fronte a quei problemi che risolti, avrebbero potuto donare una ritrovata credibilità al calcio italiano.
E’ quasi
ridicolo il richiamo fatto a Travaglio. Non per i contenuti, che possono essere anche condivisibili, ma perché quel tipo di giornalista, con le continue spinte polemiche colpevoliste su calciopoli – per ricordare un esempio – gli ha permesso di rimanere su quella poltrona.
Esilarante la bacchettata all’ex Pm Narducci:
“La gente si inventa situazioni, capisco che Narducci e Travaglio debbano vendere i libri e che cerchino pubblicità. Ma a Narducci dico che c’è ancora da svolgere un appello per il processo di Calciopoli e che nemmeno lo potremo vedere quando giocheremo a Napoli perché nel suo nuovo ruolo ha avuto problemi con il Sindaco...” Abete che richiama Narducci sulla necessità di non esprimere giudizi definitivi visto che deve svolgersi ancora un appello per il processo calciopoli ha dell’incredibile, soprattutto ricordando che proprio per calciopoli, oltre a
dichiarazioni di incompetenza a catena , non ha fatto altro, pur potendo e pur dovendo per il ruolo che riveste e per i poteri che gestisce.
Non-decisioni che hanno penalizzato ancora una volta la sola Juventus a vantaggio delle dirette concorrenti, che non solo hanno mantenuto un titolo di campione d’Italia (lo scudetto di cartone dell’inter) grazie alla prescrizione del reato (ma sarà poi realmente prescritto il reato?), ma che hanno impunemente goduto di un trattamento di favore dalla Figc,
che ha dettato i tempi delle inchieste affinchè la decisione arrivasse giusto in tempo per non dover prendere decisioni scomode. Situazione statica che, per chi cerca di rimanere incollato alla poltrona ed ha bisogno dell’appoggio dei grandi club, gli permette di continuare ad esercitare, in una sorta di limbo, un potere talmente grande da essere disposti a tutto pur di mantenerlo… Anche mostrandosi ridicoli con inversioni a u sui temi caldi della politica sportiva...
Qualsiasi italiano, tifoso o non tifoso, moralmente integro si vergognerebbe di Abete, Narducci e Travaglio, esimi rappresentanti della loro categoria nell’eccezione più negativa. Dal Presidente poltronato incompetente, all’ex pm che si appropria di atti di indagine per scrivere un libro di parte raccontando di un processo che non è ancora chiuso “piaccia o non piaccia”, per finire col giornalista forcaiolo che vive spettacolarizzando inchieste parziali, grazie a veline contenenti spesso informazioni coperte dal segreto istruttorio, che magicamente finiscono sulla sua scrivania.
Tornando ad Abete ed alla gestione della giustizia sportiva: perché anziché affrettarsi a salire sul primo carro che incontra per strada, non pensa a garantire processi sportivi seri e non teatrini inquisitori appiattiti sulle tesi del procuratore federale?
Perché le belle parole, i sermoni di Abete memoria, oltre alla solita spinta pre-elezione per accattivarsi le simpatie di qualche presidente, volano via lasciando spazio alla miseria portata da una politica fallimentare del calcio italiano.
Buffon, dopo la visita al Presidente Napolitano, ha voluto lanciare una stilettata indirizzata a chi ha sollevato inutili polemiche:
"L'Italia è piena di miseria ma non solo economica....". Dichiarazione da sposare in pieno...
Pubblicato sul giornale nr 28 di :
