Scorrendo qua e là nel forum, possiamo notare che molti degli amici Giulemanini hanno in comune la passione per i Manga. Io stesso, nonostante la mia veneranda età, porto come avatar l'immagine di un personaggio della saga di Dragonball.
Sarà pertanto chiaro ai più cosa si intende quando si parla di “Fan service” nei fumetti giapponesi; è un espediente vecchio come il mondo per
solleticare le attenzioni del lettore, sfruttato prima che nei fumetti dalla televisione e prima ancora dalla pubblicità, fin da quando qualcuno scoprì la notevole differenza di potenziale trainante tra un paio di buoi ed un singolo pelo pubico.
Gli autori giapponesi amano spesso, infatti, infarcire i loro lavori con elementi spesso estranei alla trama, con situazioni casuali o del tutto irrilevanti, che permettano di mostrare le eroine del fumetto in abbigliamenti discinti, in tenute dalla forte valenza feticistica (scolaretta o camerierina,ad esempio) o in atteggiamenti involontariamente piccanti (classica la ventata che solleva le gonne o la maglietta bagnata che si appiccica addosso).
Tutto ciò solo ad uso e consumo di quella componente voyeuristica che c'è in tutti noi.
In pratica il disegnatore piega la sua storia alle esigenze del lettore,
gli mostra ciò che lui vuole vedere. Per ottenere -ovviamente- un ritorno, perchè i lettori gli si affezionino e comprino puntualmente i suoi fumetti, attirati dalla storia, dai disegni, ma anche dalle immagini di una procace fanciulla.
Di qualcosa di simile, applicato al mondo del calcio, ne abbiamo tantissimi esempi. Come dimenticare, ad esempio, quel noto calciatore svedese che al suo arrivo a Torino dichiarò che fin da bambino aveva appesa in camera la sciarpa della Juve, salvo poi accorgersi che il bianco non era bianco, ma più azzurrino... e poi dichiararsi da sempre tifoso azulgrana... ma di aver sempre amato il panetun de Milan... e -stanti le ultime notizie- innamorato da sempre della Tour Eiffel e di Edith Piaf?
Alle presentazioni dei giocatori, in questo periodo estivo di calciomercato, assisto da anni con lo stesso sorriso amaro. Giocatori che baciano maglie, che le sollevano come un trofeo... gente che giura eterna fedeltà a una squadra e dopo tre mesi è già in un altro spogliatoio... ma
possibile che noi tifosi siamo così gonzi? Siamo né più né meno che quelle contadinotte ruspanti e ingenue che popolano la canzone tradizionale italiana, che si concedevano al primo bersagliere o alpino che dichiarasse loro amore eterno e che il giorno dopo era già in un altro paese, in un altro fienile a fare gli stessi giuramenti.
Il caso che in questi giorni è salito più di ogni altro agli onori della cronaca, è quello del neo-acquisto della Juventus: Lucio, arcigno difensore sudamericano proveniente dall'Inter. Già, quella odiata squadra di Milano i cui giocatori vestono smoking bianchi.
Il brasiliano, appena sbarcato a Torino, e firmato il contratto con la Juve, si lascia andare ad una dichiarazione di quelle che, almeno a parole, "pesano" alquanto.
"Quanti sono gli scudetti? 28 o 30?" gli domandano.
E lui: "Io... la penso esattamente come il mio Presidente!"
A questo punto, con queste parole, si aprono tre scenari plausibili.
Scenario A: Quando Lucio dice "il mio Presidente" intende ancora quello che sta sulle sponde del Naviglio (corso d'acqua frequentato -non a caso- da ratti di vario tipo e dimensioni) e quindi dice la verità. Cioè pensa che non sono nè 28 nè 30, ma anzi dovevano togliervene venti, brutti rubbentini, noi vinsciamo sensa ruvvare, ollellè ollallà.
Scenario B: Lucio invece intende Andrea Agnelli, e quindi sottintende 30. Perchè la Juve era oggettivamente più forte o perchè nei suoi anni interisti si è reso conto di ciò che fu veramente Calciopoli. E qui ringraziamo sentitamente, ma queste parole, al momento restano solo, appunto, belle parole.
Scenario C: Lucio intende Andrea Agnelli, sottintende 30, ma in realtà non gliene può fregà di meno. E ha buttato qui la risposta per attirarsi i favori della platea, già oggettivamente turbata da questo "colpo di mercato". E qui ricadiamo nel vecchio, trito e ritrito "Fans service". E non mi va.
Non mi va perchè
significa prendere in giro la gente. E non mi va perchè, come possiamo facilmente immaginare vedendo semplicemente un po' al di là del nostro naso, chi oggi grida "sono 30, sono 30!" domani può andare -ad esempio- alla Roma di Zeman e dire "Ha ragione il Maestro, a Torino son tutti dopati!"
Per questo motivo ho molti dubbi su questo acquisto, sia pure a costo zero.
Ma anche per altro: come giocatore, al di là della militanza nel team milanese, non mi è mai piaciuto troppo. Doti da ottimo difensore, certo, ma anche una sciagurata propensione a prendersi quotidianamente qualche "licenza" (vedere alla voce "svarioni") che, come sapete, si paga spesso cara.
Con questa frase Lucio
voleva probabilmente ingraziarsi il tifo Juventino e "purificarsi" ai loro occhi da un passato nerazzurro. E probabilmente con molti tifosi c'è riuscito, quegli stessi tifosi che hanno i cali di zuccheri quando un neo-acquisto bacia la sciarpa gettatagli dalla curva come fosse un giuramento d'amore eterno e indissolubile e non, invece, qualcosa di fatto solo per compiacere gli spettatori.
Ma non c'è riuscito con me. Caro Lucio, se davvero pensi anche tu che gli scudetti siano trenta, ciò significa che sai qualcosa, e del resto non potrebbe essere altrimenti, avendo militato fino a ieri l'altro nella squadra che uno sparuto drappello di psicotici rancorosi e paranoici complottisti sostiene sia la "Spectre" dietro l'infame complotto battezzato Calciopoli, anche se ci sei arrivato solo qualche anno più tardi.
Bene.
Allora, nel caso, vai da Palazzi e raccontagli la tua verità dei fatti, le cose che hai visto, le cose che hai sentito, le cose che hai saputo. Certo, rischierai un'incriminazione per "omessa denuncia", ma vedrai che (la storia e la cronaca di questi giorni insegnano) magari ti vedrai assegnare un'aureola con la scritta "Santo Subito" e verrai additato come l'eroico campione che si ribella all'omertà. Carobbio docet.
Altrimenti, per quanto mi riguarda, potevi star zitto.
Certo, quando vestirai la maglia bianconera sarò il primo a gioire per un tuo intervento in scivolata, sarò il primo a bestemmiare per un "liscio" ma anche a perdonarti per il successivo recupero. Ma, anche se vincessimo la Coppa dei Campioni, rimarresti sempre uno di "quelli là", anzi, uno di "quelli là" che ha cercato di farsi bello proprio sul cadavere di Farsopoli.
Buon Campionato, Lucio.
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