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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. FILIPPIN del 25/07/2012 07:54:40
Muntari: nulla di nuovo sotto il sole

 

O forse sì...


Torniamo sempre lì, viene da esordire.
Appena archiviato il fondamentale preludio alla stagione giocato sulla spiaggia di Bari (una volta per sminuire questi tornei si parlava di “calcio d'agosto”, ora siamo addirittura al “calcio di luglio”), ancora freschi e immacolati dalle polemiche della nuova stagione che ci attende, qualcuno non ha trovato di meglio che rispolverare il solito vecchio refrain che ci ha accompagnato per tutta la primavera scorsa.
Faremmo volentieri a meno di dedicare ancora righe alla vicenda, ma le occasioni che ci vengono di volta fornite ci “costringono” ad intervenire.

E' di questi giorni la nuova intervista al buon Sulley Muntari, il quale, tornando sull'unico argomento che evidentemente gli sta a cuore, così si è espresso su Tuttosport (a cui, probabilmente, avanzava proprio una pagina, dopo il consueto spazio dedicato al mercato): “Il mio gol non convalidato? Ho sempre pensato che se avessero dato quel gol avremmo potuto vincere la partita e poi magari perdere lo scudetto. O, al contrario, si poteva perdere contro la Juventus e poi conquistare comunque il campionato. Ma guardiamo avanti e pensiamo a vincere il prossimo tricolore. Se potevo ribadire nuovamente la palla in porta? Certo. Ma io ho visto che la palla era dentro. E anche Buffon l'ha visto, chiaramente. Io non ho idoli nel calcio. Però ritenevo Buffon un campione di correttezza. So bene che la palla era dentro. Ma anche lui lo sapeva, da subito.”
Tanta roba, andiamo con ordine.

Primo: ci pare ovvio che il nostro eroe, dopo un travagliato inizio estate caratterizzato da un grave infortunio, occorsogli in circostanze mai del tutto chiarite, e la conseguente arrabbiatura della società, con multa milionaria al seguito, si senta in obbligo di riguadagnare un po' di quella popolarità e quel gradimento tra i tifosi (e sopratutto tra i dirigenti) rossoneri che gli aveva garantito solo l'episodio in questione (ricordiamoci che da ex interista, per giunta non molto simpatico agli avversari, non poteva certo essere considerato un idolo).
Quale occasione migliore che una “nuova” intervista su una “vecchia” vicenda? Mica poteva limitarsi a qualche bellicosa dichiarazione in vista del campionato, dal momento che, ancora con le stampelle, pensiamo, non sarebbe stato molto credibile e, soprattutto, non avrebbe avuto il risalto che qualche frase rivolta alla Juventus e ad un suo giocatore possono certamente dare.

E veniamo al secondo punto: pur con tutta la buona volontà che deve averci messo il ragazzo, ci pare che sia incappato in un grave errore, che avrà di certo fatto “rizzare i capelli” in testa a Galliani e ad Allegri.
“Ho sempre pensato che se avessero dato quel gol avremmo potuto vincere la partita e poi magari perdere lo scudetto”.
Ma come? Non ci avevano illuminato da via Turati e da Milanello, in base a complicati calcoli astrali, tenendo conto del massimo vantaggio avuto dal Milan in stagione, dei tre punti sicuri nello scontro diretto e dalla differenza reti di nuovo a loro vantaggio, che, in caso di convalida del gol, l'esito del campionato sarebbe stato certamente favorevole ai rossoneri?
Ora, invece, qualcuno osa attribuire all'episodio il suo reale valore.
Immaginiamo che il povero Sulley passerà un brutto quarto d'ora quando si presenterà in società per chiedere uno sconto sulla multa ricevuta, convinto di aver reso un favore.

Chiudiamo con l'ultima parte dell'intervista – rivelazione, ovvero la nuova puntata dell'ormai imprescindibile gioco-tormentone dell'estate 2012, in cui, qualsiasi cosa si dica, si va sempre a segno: il tiro a Buffon.
Se questo nuovo passatempo nazionale, praticato da giornalisti, opinionisti, politici, magistrati, psicologi e sociologi, aveva un pregio (si fa per dire), era quello di prendere forza di volta in volta da spunti sempre diversi, che fossero la mancata confessione sul gol non gol, l'accusa alla Procura di diffondere notizie che avrebbero dovuto essere riservate, il modo di spendere i propri soldi senza offendere il comune sentimento popolare o una considerazione del tutto ovvia sui pareggi.
Quella sollevata da Muntari, ci pare, invece, una questione già trita e ritrita, che, un po' (?!?) ci annoia.

Peccato che non abbia fatto lo stesso effetto su chi quella intervista l'ha raccolta e su chi ha deciso di pubblicarla, dal momento che non ci pareva il caso di dare ancora spazio ad una questione che di spazio ne ha avuto fin troppo.
Mi rendo conto, però, che sto facendo lo stesso, per cui, questa volta, una tirata d'orecchie me la merito pure io.

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