Scrive Buccheri su la Stampa: “
L’illecito è il reato più grave nel mondo del calcio, punito con almeno tre anni di squalifica e aperto al patteggiamento della pena soltanto
se l’imputato ha la forza e la volontà di allargare il quadro delle colpe.
L’omessa denuncia cambia in rapporto a chi la compie:più lieve nelle conseguenze per i giocatori, più indigesta per allenatori, dirigenti, vertici di società.
Partendo da questo presupposto, Carobbio ha ben interpretato il manuale del perfetto pentito. Accusato di illecito, ha patteggiato allargando il quadro nel quale è finito anche Antonio Conte che, accusato per questo di omessa denuncia, può subire una pena più pesante per l’aggravante di essere “allenatore”, quindi in una posizione più “indigesta” per il complesso codice di giustizia sportiva.
Le accuse di Palazzi- Le accuse di Carobbio «appaiono univoche e concordanti» ma derubrica l’idea di illecito da addebitare a Conte a omessa denuncia. Forse così univoche e concordanti non lo sono;
- «In Carobbio non c’è alcun motivo di risentimento». A supporto della conclusione, in contrasto con la difesa del tecnico juventino, vengono usate nuovamente le parole del super pentito: «Ho sempre nutrito grande stima confronti del mister rifiutò dicendo che la mattina successiva non poteva fare a meno di me. Tale circostanza mi inorgoglì molto per l’attestazione di stima e fiducia, e mi fece capire che riteneva essenziale il mio ruolo». Anche la moglie, nell’intervista rilasciata, conferma proprio questo aspetto, forse non casualmente;
- «in un tecnico vincente come Conte il rischio di mancare la promozione a quel punto del campionato può averlo indotto ad accettare anche il compromesso del pareggio». Compromesso che nessuno ha provato ovviamente.
In dubio pro reo«La procura ritiene che
non si possa affermare con certezza che si tratti di una condotta integrante un atto idoneo e diretto a realizzare l’alterazione del regolare svolgimento o del risultato di una gara...» ma «anche in applicazione della regola di giudizio costituita dal principio “in dubio pro reo” si deve ritenere integrante la mera violazione dell’obbligo di denunciare senza indugio...».
Carobbio esclude l’illecito di Conte «La condotta tenuta da Conte, per come riferita da Carobbio,
non lascia desumere con certezza l’apporto da parte del predetto di un contributo causale idoneo e finalizzato all’alterazione della gara. Tutti gli elementi riferiti da Carobbio, che lascerebbero ipotizzare la partecipazione fattiva di Conte, sono contrastanti con l’altro dato, con Carobbio che
correttamente ha riferito la circostanza che Conte aveva lasciato ai calciatori la decisione finale e aveva aggiunto che era ancora possibile vincere». «Preciso che l’allenatore era d’accordo nel concedere la vittoria all’AlbinoLeffe per farla accedere ai play-out, anche se lasciò a noi la decisione finale, ricordandoci che, in caso di nostra vittoria e di un risultato sfavorevole dell’Atalanta, saremmo ancora riusciti a vincere il campionato (e ricevere un premio del club, ndr)».
Il caso Larrondo. Quando le dichiarazioni del pentito hanno un valore probatorio a prova di contraddizioni o smentiteCarobbio: «... al discorso di Conte che ci informava del pareggio concordato, nessuno di noi si stupì più di tanto... ricordo che, durante la gara, mentre mi scaldavo a bordo campo insieme al mio compagno Larrondo, lo stesso, essendo un giovane e straniero, mi chiese, alla luce di quanto riferito da Conte nella riunione tecnica, come si doveva comportare se l’allenatore l’avesse fatto entrare in campo. Lo tranquillizzai dicendogli di fare movimento senza segnare...». Notate come ogni richiesta parte sempre da Carobbio, non da Conte.
Larrondo smentisce: «... ricordo la partita Novara-Siena. Ricordo che giocai pochi minuti finali: nella riunione tecnica pre-gara l’allenatore ci disse che voleva vincere a ogni costo. Non ricordo di aver parlato con Carobbio a bordo campo...».
NOVARA – SIENA Deferiti: Bertani, Drascek, Gheller, Carobbio, Larrondo, Vitiello. Deferiti i due club per responsabilità oggettiva. Per omessa denuncia deferiti il tecnico bianconero Conte, il vice Alessio, il collaboratore tecnico Stellini, il preparatore dei portieri Savorani e il preparatore atletico D'Urbano.
ALBINOLEFFE - SIENA Deferiti: Garlini, Poloni, Bombardini, Passoni, Sala, Carobbio, Coppola, Terzi, Vitiello, Stellini, Gervasoni e Mario Cassano. Per responsabilità oggettiva deferiti anche i due club.
Nessun altro giocatore, presente alla riunione tecnica, è stato deferito.
Ricordiamo che Coppola, Terzi, Vitiello, Stellini hanno smentito le accuse verso Conte davanti alla giustizia sportiva. Evidentemente non sono risultati attendibili ed è singolare che proprio i loro nomi siano quelli affiancati a Conte per sostenere l’accusa. Passoni, Garlini e Poloni ascoltanti anch’essi dalla giustizia sportiva, pur confermando l’accordo tra giocatori, mai hanno tirano in ballo Antonio Conte.
LA DIFESA DI CONTE Novara-Siena« In occasione della gara NOVARA-SIENA del 1.5.11
non ho appreso in alcun modo che i miei calciatori VITIELLO e COPPOLA si fossero incontrati con DRASCEK o con altri tesserati del Novara (...) con il Novara arrivammo un giorno prima rispetto al solito solo per testare il campo sintetico, ma ci fu comunque una sola riunione tecnica (...) in occasione di Novara-Siena, noi venivamo da una sconfitta con il Portogruaro e ricordo che CALAIÒ mi fece pervenire attraverso ALESSIO la richiesta di un giorno in più di riposo, nonostante ne avessi già concessi due per le festività pasquali; essendo stato dissuaso da ALESSIO, CALAIÒ non mi chiese più nulla; la cosa mi infastidì comunque ed anche per questo serbai con tutta la squadra un atteggiamento di estremo distacco,
ritenendo che avessero perso le motivazioni; ricordo quindi che in occasione della riunione tecnica prima di Novara-Siena, mancando solo 4 gare alla fine del campionato, parlai molto dei miei trascorsi da calciatore, sia delle vittorie conseguite, ma anche delle sconfitte, proprio al fine di caricarli emotivamente per fargli comprendere che, dopo un lungo cammino, sarebbe stato assurdo perdere le motivazioni proprio nel momento più delicato (...)
escludo di aver mai detto ai calciatori che il pareggio sarebbe potuto essere un buon risultato anche perché, in tal caso, avrei vanificato tutta la mia
opera motivazionale (...) non so perché CAROBBIO possa aver riferito una simile circostanza, forse posso ascriverlo al fatto di avergli negato un permesso per raggiungere la moglie che stava per partorire; non concessi il permesso in quanto era fondamentale prepararsi bene, dovendo affrontare una partita molto importante; CAROBBIO non ebbe nulla a replicare in ordine alla mancata concessione del permesso; anzi, in effetti lo stesso CAROBBIO aveva chiesto prima a STELLINI se fosse il caso di chiedermi un permesso e STELLINI gli suggerì di andare a Bergamo e di chiamare direttamente da fuori dicendo che la moglie era stata ricoverata d'urgenza in modo di potersi trattenere; CAROBBIO, però, evidentemente, preferì correttamente venire da me a chiedermi il permesso, anche perché, altrimenti, mi sarei comunque molto alterato; solo recentemente ho appreso del pessimo consiglio fornito al CAROBBIO dallo Stellini con il quale mi sono infuriato; lo stesso peraltro, in medesima circostanza, ebbe a riferirmi di aver raccolto le lagnanze di CAROBBIO in merito alla mia
carenza di umanità, appellandomi come "uomo di merda". In occasione di Juventus-Siena, successivamente alle notizie relative all'indagine di Cremona, la mia compagna mi ha riferito di un colloquio avuto in tribuna con la moglie di VERGASSOLA, durante il quale la medesima le riferiva testualmente "hai visto, quello ve la sta facendo pagare"; successivamente a tale incontro, la mia compagna, a quel punto, ritenne di raccontarmi quanto accaduto in occasione della festa della figlia di BRIENZA; la moglie di CAROBBIO, alla presenza del medesimo, si era lamentata con lei con tono acceso, additandola con l'indice, in quanto, a causa del diniego del permesso al marito, in occasione della nascita della figlia, aveva dovuto sostenere una spesa di 1500,00; In tale circostanza la mia compagna ebbe anche a riferirmi che la moglie di VERGASSOLA, riaccompagnandola a casa dalla festa sopra indicata, le
consigliò di non riferirmi nulla, temendo le mie possibili reazioni (...)
CAROBBIO non giocò più titolare, quando cominciò a mostrare problemi di interdizione (...) non ricordo se concessi a CAROBBIO un giorno in più di permesso dopo la partita per trattenersi con la moglie e la bambina appena nata, ma non posso escluderlo (...) non accolsi bene la sconfitta con l'Ascoli, ma in effetti la meritammo; ricordo, però, che
misi sotto pressione la squadra, in quanto io metabolizzo male ogni sconfitta; anche nella riunione tecnica, ribadiì l’importanza di arrivare primi (...) ».
Siena-Albinoleffe« Non mi accorsi di nulla di particolare in occasione di Siena-Albinoleffe, in quanto, essendo molto arrabbiato per il gol subito nei minuti finali, andai via velocemente; STELLlNI, solo recentemente, a seguito delle notizie stampa che lo indicavano come coinvolto in presunti accordi presi dal CAROBBIO per la partita di ritorno, mi ha riferito che, al termine della gara in oggetto, vi era stata una rissa tra i calciatori delle due squadre al quale il medesimo aveva partecipato, e, pertanto, essendo preoccupato che potessero accadere incidenti nella gara di ritorno,
sollecitò CAROBBIO, quale ex dell'Albinoleffe, a parlare con i suoi ex compagni per cercare di stemperare gli animi; lo scrupolo di STELLINI derivava dal fatto di essere rimasto coinvolto in prima persona nella rissa e pertanto si sentiva ancor più responsabile (...) STELLINI non mi esplicitò i motivi della rissa, anche perché non entrai nei particolari, essendo rimasto molto contrariato per non essere stato informato tempestivamente di quanto accaduto (...) STELLINI
non mi riferì neanche i nomi dei partecipanti alla rissa (...) in occasione di ALBINOLEFFE-SIENA del 29.5.11,
non ho mai saputo di un incontro tra i miei calciatori e alcuni calciatori avversari fuori del nostro albergo (...) poiché i calciatori non potevano uscire dall'albergo in occasione dei ritiro, non so come si siano potuti incontrare, lo addebito ad un po' di lassismo da fine campionato; se lo avessi saputo mi sarei infuriato (...) anche nella riunione tecnica precedente la gara ALBINOLEFFE-SIENA
cercai di motivare i ragazzi per ottenere una vittoria anche perché saremmo potuti ancora arrivare primi, davanti all'Atalanta con la quale avevo una rivalità personale (...) ».
IL PROCESSO SPORTIVO - Il Primo giorno è quello riservato ai patteggiamenti. Inizio fissato per il 1 agsoto;
- La disciplinare di Artico emetterà i verdetti entro il 10 (forse il 13) agosto che -ricordiamo- saranno immediatamente esecutivi, seppur provvisori;
- Il secondo grado è quello della Corte di Giustizia Federale il cui appello è previsto per il 17 agosto;
- Ultimo grado della giustizia sportiva: Tnas
Ipotesi ricusazione DisciplinareL'ipotesi è stata fatta trapelare dai media. La spiegazione del perchè di questa possibile soluzione arriva dal Legale Flavia Tortorella: “il pm
si richiama alle sentenze di Cdn e Cgf, che già si sono espresse nel merito. Per questo qualcuno potrebbe ricusare il presidente di Commissione, Artico e il suo vice, Franchini . Flavia Tortorella: In fondo, ben può parlarsi di anticipazione di giudizio laddove la Disciplinare, invece di stralciare le posizioni fra loro collegate, scelse di stralciare solo alcune di esse andando poi però a statuire, seppur marginalmente, su entrambe. Una scelta che adesso ritengo possa costituire un arma in più per le difese nell’ambito dei due processi che si vanno ad aprire sul caso Siena e su quello che ruota attorno al Bari. Specie se il Procuratore richiama con tanta forza nelle sue tesi d’accusa proprio quei passaggi dei giudici di ieri e di oggi sull’attendibilità dei Grandi Accusatori.”
RESTRINZIONI PER CONTE CON L’EVENTUALE SQUALIFICA Niente spogliatoi, niente interviste post-gara in campionato o in Champions, ed ovviamente niente panchina. L’allenatore avrebbe comunque accesso allo stadio e alla tribuna dove c’è il divieto di dare direttive alla squadra.
IPOTESI PATTEGGIAMENTO Gazzetta, Corriere dello Sport, Tuttosport e La Stampa propongono ai ai lettori la stessa convizione: patteggiamento già deciso. Conte convinto a patteggiare, in virtù della convinzione che "patteggiare per la giustizia sportiva non è un'ammissione di colpa".
Visione concorde anche sull'eventuale squalifica da patteggiamento: 6 mesi ridotti a 4 con il pagamento di una multa congrua.
Quanto riportato in questo articolo riprende notizie e approfondimenti pubblicati dai principali quotidiani sportivi il giorno successivo ai deferimenti.
Come potete leggere voi stessi, anche solo da qualche passaggio estrapolato dai lunghi verbali, è chiaro che Carobbio non può essere il testimone credibile che inguaia, non casualmente, Antonio Conte e il suo staff. Non è credibile nemmeno per Palazzi che, come ha dato ampiamente modo di dimostrare in altri frangenti, ha un compito diverso da perseguire; diverso da quello che la sua figura dovrebbe rappresentare per la giustizia sportiva. Lo sta eseguendo alla perfezione anche questa volta.

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