Carissimi amici giulemanisti, con colpevole ritardo causato dalle ferie ischitane del buon vostro, riparte la consueta rubrica sul Calciomercato.
Se l'anno scorso ai più parve che il calciomercato italiano si fosse sviluppato in tono decisamente minore, quest'anno, almeno fino ad oggi, scopriremo che al peggio non c'è mai fine, oppure, per rimanere in tema di detti, che il football italico sta raschiando il fondo del barile; con una sola unica eccezione, forse...
Come l'anno scorso, infine, si riparte all'ombra tetra delle possibili sentenze sul calcioscommesse, alla faccia della rapidità della GS e del suo torquemada Palazzi.
JUVENTUSAl momento è sicuramente la regina del mercato. Ha acquistato due fra i talenti migliori della splendida Udinese degli ultimi due anni: l'eclettico terzino/centrocampista Isla e il potente centrocampista Asamoah; ha riportato alla base Giovinco, che dati alla mano è stato la miglior seconda punta dello scorso torneo; ha riscattato gli ottimi Giaccherini e Caceres; ha strappato a parametro zero Lucio all'Inter come prima riserva della miglior difesa dello scorso torneo; ha investito pesantemente su tanti giovani talenti, quali Boakye, Leali, Masi e ha preso a parametro zero dal Manchester United uno dei migliori talenti mondiali in prospettiva: Pogba; operazione che ha provocato un evidente malumore in Sir Alex Fergusson... Al momento per rendere la squadra perfetta manca davvero poco: un terzino sinistro di spinta adatto sia al 4-3-3 che al 3-5-2, e in tal senso pare che Armero sia vicinissimo, un centravanti da 20/25 gol a stagione e se proprio vogliamo esagerare un trequartista che sappia anche adattarsi nel ruolo di esterno d'attacco, per dare a Conte l'ultima alternativa tattica ad un progetto già ricchissimo e di alto valore. Per rendere il mercato perfetto, e non solo la rosa a disposizione del mister, saranno necessarie le cessioni dei rientri dai prestiti di Melo, Iaquinta, Martinez, Motta e Pazienza. Dispiace non vedere più in squadra, almeno per ora, Estigarribia e per sempre Manninger. Provoca sincera eccitazione nel buon vostro, invece, non vedere finalmente più la leggendaria numero 6 sulle spalle di Grosso, una delle icone della più vergognosa gestione societaria della storia bianconera.
MILANL'anno passato è stato un mezzo fallimento per la prima squadra di Milano: i sogni europei si sono infranti sulle spiagge di Barcellona; quelli per un bis scudettato contro l'imbattuta armata di Conte; idem per quanto riguarda la Coppa Italia. Come se non bastasse, al momento il Milan si priva di quasi tutti i suoi campioni: ceduti Nesta e Thiago Silva in difesa, sostituiti dal solo Acerbi, che, nomen omen, fa venire brividi ghiacciati sulla schiena del popolo rossonero; via anche Seedorf, Gattuso, Aquilani e Van Bommel a centrocampo per far posto a Montolivo, tale Traorè, entrambi a parametro zero, e Costant preso per sostituire temporaneamente il lungo degente Muntari. Ma soprattutto se ne va Ibrahimovic, tanto inconcludente in Champions' League, quanto spaventosamente prolifico in campionato; il reparto offensivo sarà privato anche di Maxi Lopez e di Pippo Inzaghi, nella speranza che Pato abbia finalmente risolto ogni problema fisico, che Cassano abbia fatto altrettanto e che El Saharawi sia veramente il Faraone che tutti gli esperti prevedono che sia. Al momento la distanza tecnica con la Juve è semplicemente imbarazzante
UDINESEChiusa una delle stagioni più belle della sua storia, l'armata Guidolin dovrà ripartire dalla miriade di giovani che ha sparsi per il globo terraqueo, visto che, al contrario dell'anno scorso, quando sull'altare del bilancio furono sacrificati solamente Inler e Sanchez, quest'anno la splendida boutique friulana è stata depredata un pò da tutti: Isla e Asamoah, in attesa di Armero, sono andati alla Juve; Handanovic all'Inter e Cuadrado, l'erede naturale di Isla, non ha fatto in tempo ad arrivare a Udine che subito è stato ceduto alla Fiorentina. Di contro, la solita pletora di talentuosi Carneadi è approdata in Friuli per essere valutata e poi valorizzata da Guidolin: Muriel dal Lecce, Maicosuel dal Botafogo, Willians dal Flamengo e Faraoni dall'Inter, tanto per dirne alcuni. Certo: passare il turno preliminare di CL sarà l'ennesima impresa impossibile, ma viste le attuali campagne acquisti delle altre squadre, l'idea di potersi qualificare anche quest'anno per le coppe europee non rimarrà certo un sogno estivo.
LAZIOCambia l'allenatore: via l'ottimo Reja, Lotito si affida al presunto nuovo guru del calcio Petkovic. Ad oggi l'attacco è stato completato con l'ex giovane talento Ederson, di cui un paio d'anni fa si diceva un gran bene, col ritorno a casa dell'eterno incompiuto Zarate e col rientro dell'ariete Floccari. Vedremo: se Petkovic sarà un genio alla Conte, piuttosto chè alla Zeman; se Ederson sarà quel talento che si credeva che fosse; se Hernanes troverà la definitiva consacrazione; se Klose si scorderà a casa la carta d'identità, ma soprattutto: se arriveranno un terzino destro e un centrale difensivo di rendimento, la Lazio potrebbe essere la candidata principale al terzo posto-
NAPOLIEsaltante in CL, eliminata ai supplementari dalla futura squadra campione; balbettante in campionato a causa degli impegni europei infrasettimanali. Quest'anno il Ciuccio potrà dedicarsi quasi esclusivamente al campionato, visto che l'EL per le nostre società è poco più che un'inutile rottura di scatole. Siamo al terzo anno completo dell'era Mazzarri: mancherà, dopo 5 anni, Lavezzi, sostituito dal giovane e promettente Insigne; il centrocampo è stato completato con l'arrivo dell'eclettico Behrami e la difesa col solido Gamberini. Se De Laurentiis resisterà alle sirene anglo-spagnole per Cavani, il Napoli si candiderà come la più seria antagonista al titolo per la Juventus.
INTERTriplete tre stagioni fa; tripletino due stagioni fa; zeru tituli, come piaceva a loro sbeffeggiare il prossimo, l'anno scorso. I numeri sono impietosi, come impietoso è stato il ritorno all'antico: anche quest'anno tre allenatori macinati in stagione; squadra affidata ad un ragazzino che ha tre anni meno dell'eterno giovane Capitan Segafredo Zanetti; campagna acquisti al momento di bassissimo profilo, con l'ingaggio di Handanovic in vece del possibile partente Julio Cesar, di Silvestre per lo scaricato Lucio, di Palacio per l'inutile Forlan (unico cambio a segno positivo); in attesa dell'eventuale addio di Pazzini, di Stankovic e di Sneijder, si continua a sognare Lucas, non più Paulinho, ma intanto si compra a 1,5 milioni di euro Gaby Mudingayi...
ROMAFatto fuori, come ampiamente prevedibile, il marziano Luis Enrique, la Roma si tuffa nell'operazione nostalgia richiamando a casa Zeman. Un talismano in salsa antijuventina; un'operazione da Matricole&Meteore per buttare fumo negli occhi al popolo giallorosso, che ad oggi vede ritornare alla base Borriello, Pizarro e Brighi; che vede gli acquisti di Bradley e di tal Dodò, ma anche le cessioni di Juan, Kjaer, Gago e soprattutto di Borini, l'unico vero talento in prospettiva che la Roma avesse in rosa l'anno scorso, seppur sostituito dal giovane Destro. In pratica in attacco cambia poco, anche se il popolo giallorosso sogna il nuovo Pruzzo.
PALERMOAl momento operazioni di dettaglio e niente più, a parte la cessione importante di Silvestre. Sarà dura fare un campionato decente attaccandosi ancora all'estro sbiadito del panza de lu Salentu.
FIORENTINANuovo allenatore: arriva Montella, che tanto bene ha fatto a Catania. Partono Behrami e Montolivo a centrocampo e non è detto che sia un male viste le prestazioni dell'anno scorso. Via anche Gamberini, Kroldrup e De Silvestri in difesa e Amauri in attacco, che un gol fece l'anno scorso: quello che di fatto consegnò lo scudetto alla Juventus... Al momento l'unico arrivo di rilievo è l'esterno destro Cuadrado dal Lecce, via Udinese, anche se di Roncaglia, difensore ex Boca, si dice un gran bene. Ma Pradè/Montella dovrebbero essere garanzia per un mercato oculato e magari pensato sulla figura fondamentale di Jovetic, l'unico campione in squadra. Sempre che non vada alla Juventus...
GENOALa solita preziosa baraonda incomprensibile di acquisti e cessioni, spesso anche per conto terzi...
LE ALTREInnanzi tutto un "Ben tornato" alle squadre neopromosse: al
PESCARA, la cui permanenza in A senza i gioielli Verratti, Insigne e Immobile pare alquanto in dubbio; alla
SAMPDORIA, che si affiderà a Ciro Ferrara che tanto male fece alla Juve, quanto bene ha fatto sulla panchina dell'U21; al
TORINO, che spesso e volentieri ha voluto dire per i colori che noi tifiamo, sei punti garantiti a stagione; e poi un sincero in bocca al lupo al
SIENA che sarà agnello sacrifcale per ottenere la squalifica di Conte e che dovrà affrontare la stagione di A (o di B?) senza il talentino Destro; occhi ben aperti sull'
ATALANTA, che quest'anno si vedrà derubata di soli due punti dalla federazione; il
PARMA privo di Giovinco, ma con un Amauri di ritorno, proverà a ripetere un campionato eccezionale, anche se l'impresa sarà ardua; il
BOLOGNA perde Di Vaio e sarà dura, soprattutto se anche Ramirez dovesse essere ceduto; il
CATANIA perde dopo tanti anni il suo deus ex machina: Lo Monaco e l'allenatore che le ha dato un gioco a tratti spettacolare: Montella. Per il resto mercato di bassissimo livello per chi ci aveva abituato ai colpi Maxi Lopez e Silvestre; il
CHIEVO vende il presunto talento Acerbi al Milan e Bradley alla Roma. Come tutti gli anni farà le solite nozze coi fichi secchi; il
CAGLIARI cede una delle sue colonne difensive, Canini, al Genoa. Vediamo se venderà anche Astori allo Spartak Mosca per decretarne un inizio di mercato disastroso.
Per chiudere... No, non mi ero scordato di Lui; noblesse oblige, l'ho lasciato per ultimo.
Un addio, anzi: spero un arrivederci ad
Alessandro Del Piero , la cui partenza dalla Juve prima di tutto e dal campionato italiano poi, lascerà un vuoto immenso, incolmabile di classe, di qualità umane e di sobrietà. Questa è la vera, grande incolmabile perdita per il nostro calcio; altro che Ibra e Thiago Silva al PSG; altro che Seedorf e Nesta nelle Americhe, come si diceva una volta...
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