Abbiamo assistito ancora una volta ad uno spettacolo indegno. Palazzi ha dimostrato la debolezza delle sue accuse con motivazioni letteralmente stracciate dall’ottima difesa dei legali di Antonio Conte. Non poteva essere altrimenti.
Il presidente di Corte, Gerardo Mastrandrea ha ieri aperto il dibattimento, motivando il poco tempo a disposizione delle difese con queste parole: "Vi assicuro che abbiamo passato il ferragosto a leggere le vostre memorie, abbiamo letto praticamente tutto...". Cioè non tutto? E se queste sono le premesse …
Una cosa possiamo dirla subito: se passa questa linea di Palazzi è chiaro, intrinsecamente ed estrinsecamente usando aggettivi cari al procuratore, che questa non solo non può essere definita giustizia, ma nemmeno una pagliacciata, semplicemente perché non fa “ridere” nessuno, considerando le conseguenze a cui potrebbero andare incontro i malcapitati citati dal delinquente Carobbio.
Abbiamo potuto ascoltare tutti l’imbarazzo di un procuratore che ha cercato di far passare come credibile un teste da lui stesso non giudicato tale; che non ha addebitato l’omessa denuncia a chi ha dichiarato, smentendo il testimone, di non aver sentito Conte pronunciare parole riconducibili alla combina, pur essendo presente alla riunione, perché qualcuno si sarebbe potuto alzare abbandonandola; che Carobbio poteva infierire di più su Conte ( e sul Siena) e non lo ha fatto per rispetto..(allora ha mentito e va bene comunque?). Palazzi non ha portato fatti a comprova della sua tesi, ma ancora una volta soltanto la sua valutazione soggettiva, basata sulle dichiarazioni di Carobbio sostenendole con l’uso di aggettivi vicini alla beatificazione.
Palazzi non ha convinto, la Bongiorno ha toccato i tasti giusti e li ha esposti in modo chiaro non lasciando dubbi di sorta: “Se fossi stata l’avvocato di Carobbio, avrei fatto di tutto per derubricare l’accusa in ‘accordi di spogliatoio’, in modo da passare da associazione a delinquere a frode sportiva. Quando di mezzo c’è la possibilità, nel processo penale, di prendersi 13 anni di carcere, è facile accusare Conte”.
La giustizia non dovrebbe mai mostrarsi così povera e piegata a chissà quale logica. Il fallimento della giustizia sportiva è evidente e Palazzi, con l’imbarazzante prova data nella replica alle difese, ha mostrato ancor più la strumentalizzazione che ne sta facendo.
Vediamo quale sarà il verdetto atteso per domani.
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