Cosa è rimasto dello sport italiano? Tanti “nomi con cariche” che nei momenti topici scompaiono per riapparire sotto qualche riflettore alla prima scemenza da commentare in radio e in tv. Le luci dello spettacolo hanno pur sempre il loro fascino …
Così abbiamo un presidente dell’assoallenatori ,
Renzo Ulivieri , che si incatenò a furor di telecamere per i colleghi dilettanti che rischiavano di vedersi soffiare alcune panchine sulle quali sedevano per puro diletto ,
fingere di non vedere la latrina in cui è stato trascinato Conte. E’ vero, Conte ha raggiunto
con merito un posto ambito, ha alzato molti trofei e magari si è tirato dietro la giusta
invidia di colleghi costretti a vivacchiare offrendo le loro chiacchiere a qualche trasmissione da bar spot. Ma è anche colui che dà lustro all’intera categoria, che ha riportato un grande club al successo, che questa stagione fa il suo ingresso in Champions League e che ha le carte in regole per far riacquistare un po’ di credibilità al povero calcio italiano,
quello dei risultati sul campo, bistrattato e surclassato anche da piccole realtà europee. E’ anche colui che ha osato
ribellarsi ad una giustizia da inquisizione e che si è inimicato i potenti politici del pallone mettendo a nudo le vergogna di un
sistema corrotto sin dalla radice. Meglio rimanerne fuori, stare lontani da un personaggio scomodo, avrà pensato il buon Ulivieri, ci saranno altri momenti per gesti eclatanti… Ricordiamo che già Ancelotti, Capello e Lippi, per citare i nomi più importanti, hanno preferito lasciare l’Italia: riflettere sul perché non sarebbe una cattiva idea.
E non dimentichiamo il presidente dell’assocalciatori
Tommasi salito agli onori della cronaca per aver fatto iniziare il campionato di calcio 2011-2012 con una settimana di ritardo a causa del mancato rinnovo del contratto dei privilegiati calciatori, ma che davanti alla bufera che sta stroncando la carriera di molti atleti
preferisce non prendere posizione e dare giudizi solo a conclusione dei processi. D’altra parte delle seconde linee, quelle vittime di aggressioni e pressioni di associazioni malavitose, non è mai importato niente a nessuno. Bonucci e Pepe sono juventini: che a nessuno passi per la testa di prendere posizione per loro! Poi in questo momento, pur nel ridicolo in cui è piombata l’intera inchiesta di scommessopoli, meglio non fare troppo rumore. Ci sono i rinnovi delle cariche a breve, perché mettere in dubbio certi
privilegi riservati a pochi eletti? Ci sarà modo per mettersi in mostra proclamando un altro sciopero generale, quando ai calciatori non sarà magari concesso il permesso di "maternità" per sostituire la consorte impegnata in qualche campagna pubblicitaria… Chiedete a Pesoli,
Gheller o Criscito ; chiedete cosa Tommasi e l’assocalciatori han fatto per loro…
Valutate voi quale è l’utilità di queste figure a rappresentanza di queste categorie e se chi le rappresenta, che si nasconde nei momenti in cui un loro intervento potrebbe essere quantomeno opportuno, scegliendo di non fare ingerenze, possano ancora rappresentare le categorie di calciatori e allenatori. Se sono figure inutili possiamo anche farne a meno; ma se hanno una loro importanza è bene che a rappresentarle ci sia qualcuno spinto da ben altri lavori.
Poi abbiamo
il Coni e la Figc che anziché rimettere mano a riforme che da anni avrebbero bisogno di un restyling, preferiscono fare
politica con le chiacchiere da bar, finendo per appoggiare i deliri di chiunque possa in qualche modo far passare il loro messaggio di parte, magari indossando la maglia di un club per quel tocco di vero senso di onnipotenza. Tutto il loro lavoro è incentrato a lasciare la situazione esattamente come è ora: malleabile e che si presti a soddisfare le più svariate esigenze …
Dovrebbero essere istituzioni a tutela dello sport, ma finiscono per tutelare interessi che nulla hanno a che vedere con il sacro fuoco di Olimpia. Avete forse qualche dubbio? Basta fare un giretto su internet e ne scoprirete delle belle: regolamenti che vengono cambiati in corsa, prescrizioni ad orologeria, archiviazioni d’ufficio, pentiti credibili a ore e condanne ad personam… Tutto altamente credibile e garantito da loro stessi.
Istituzioni indifferenti davanti alla rovina di atleti finiti all’interno dei verbali di qualche pentito, che dopo aver imparato a nuotare nel fango, a guadagnare dal vendersi e dal vendere la propria passione, decide di trascinarci dentro chiunque possa in qualche modo offrirgli un appiglio.
Istituzioni che difendono, attraverso le loro contestate decisioni, il diritto alla truffa e calpestano il diritto alla giustizia. Chi combina partite e si pente gode di protezione, è credibile, gli viene offerta un’altra possibilità e magari finisce per essere eretto a simbolo della sportività. Questo è l’insegnamento tratto da dalla gestione tarallucci e vino dell’ultimo calcioscommesse. Si, proprio l’autonomia di fare dello sport, il giochino di chiunque “investe nel calcio”…
Istituzioni indifferenti davanti alla rovina in cui siamo finiti, incapaci di raggiungere risultati accettabili, frenati dall’avidità dettata dai favoreggiamenti politici ed
impossibilitati nel garantire negli anni competizioni regolari. Da calciopoli a scommessopoli, passando per premiomopoli è stato tutto uno scandalo.
Ma in questo acquitrino chi vorrebbe giocare? Perché c’è ancora gente che si sorprende se qualche campione pur di non arrivare in Italia si ferma in qualche aeroporto preferendo altre realtà, meno ambiziose e che offrono meno soldi in busta paga?
Chi può garantire al “campione” che domani un altro Carobbio non venga ritenuto credibile permettendogli di rovinare la carriera al malcapitato che ha il giusto curriculum per essere vittima appetibile ad immagine del nuovo scandalo? Bastano delle voci e nessuna prova per rovinare un atleta…
Chi può garantire che il prossimo Farina che denuncerà un tentativo di combine finirà per rimanere con tanti onori e nessun contratto?
Chi mai potrà mettere in dubbio le poltrone di chi dopo anni di fallimenti conclamati continua ancora a governare con favoreggiamenti verso i soliti noti?
Tutto lo sport dovrebbe ribellarsi a questa situazione. Ogni singolo atleta, senza distinzione di tifo, dovrebbe ribellarsi ad un modo sportivo incapace di proteggerlo e di proteggere lo sport. Ogni allenatore dovrebbe dichiararsi schifato dal processo indiziario di cui oggi è vittima un collega e che domani potrebbe vederlo protagonista. Ogni singolo tifoso dovrebbe ribellarsi davanti alla mancanza acclamata di quei valori garanti di una competizione degna di questo nome, senza crogiolarsi dietro vittorie a tavolino prive di storia.
Pubblicato sul numero 35 di Professione calcio: :


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