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Attualità di F. FILIPPIN del 06/10/2012 14:25:49
Conte: come un leone in gabbia

 

Sono passate solo poche ore dalla pubblicazione del lodo, peraltro ampiamente anticipato dai soliti beninformati, e ancora non riusciamo a capacitarci di una simile decisione.
Non conosciamo ancora le motivazioni, ma non vediamo quale arzigogolo giuridico possa giustificare una condanna che ha dell'inverosimile.

“Sconto” doveva essere e “sconto” è stato , così era scritto e così è avvenuto e sappiamo già che qualcuno ci dirà, come è accaduto in passato quando abbiamo provato ad alzare la voce, che ci è andata bene, che poteva essere usata una mano ben più pesante, come se quello a cui abbiamo dovuto assistere in questi mesi non fosse stato un procedimento giudiziario articolato in gradi, ma quasi una richiesta di grazia ad una entità superiore, che può decidere della sorte di qualcuno a piacimento, al di là di regole o dei principi basilari di giustizia, che valgono, o dovrebbero valere, in qualsiasi stato di diritto.

Non sappiamo se ci saranno altri ricorsi né, ovviamente, quali e quante possibilità di accoglimento questi possano avere.
Quello che è evidente, però, che visti i tempi ristretti e la condanna già in parte scontata, è quasi impossibile che qualsiasi decisione arrivi prima del suo completo compimento.
Rimarrà, se del caso, la più che legittima pretesa di veder riconosciuta la propria innocenza, di cui nessuno può dubitare a ragion veduta, e, conseguentemente, ripristinata la propria immagine di uomo onesto, quale è Antonio.
Non sappiamo neppure quanto servirà, perché chi ha voluto la sua condanna avrà già festeggiato per aver ottenuto quello che si era prefissato in partenza, convinto che mesi di assurda gogna mediatica e una squalifica che molti definiranno infamante basteranno ad abbattere quello che è diventato in pochi mesi il simbolo della rinascita per chi aveva dovuto già subire ogni sorta di angheria negli ultimi anni.

Ma è una illusione.
Le persone che ora pensano di aver distrutto Conte incomincino pure a preoccuparsi, perché Antonio Conte è un leone, e non basta rinchiudere un leone per alcuni mesi in una gabbia, anche se è talmente stretta da non riuscire a muoversi, non basta aver cercato di umiliarlo in ogni modo, per fargli perdere la fierezza e la forza che hanno tutti gli “animali da campo” come lui.
Potranno pensare di averlo addomesticato e noi con lui.
Ma non è così.

Forse oggi sarà abbattuto e forse in questi mesi qualche volta gli sarà venuta voglia di mollare tutto, ma, proprio come un leone, non appena quella odiosa gabbia verrà aperta, ne siamo certi, salterà fuori più forte e convinto di prima.

Perché per distruggere Antonio Conte e il popolo bianconero che lo sostiene ci vuole ben altro.

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