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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. FILIPPIN del 13/10/2012 09:41:33
Genoa – Milan: relazioni pericolose

 

L'”amore” tra Milan e Genoa, che sta caratterizzando pesantemente gran parte del mercato italiano delle ultime stagioni, è esploso, diciamo così, in tutta la sua forza nell'estate 2010 (dopo alcune operazioni passate su cui non ci sarebbe stato molto da dire).
Protagonista uno dei personaggi del calcio italiano che ci ha fornito più spunti e occasioni di riflessione: Enrico Preziosi..
Da quella sessione, infatti, è stato (ed è tutt'ora) tutto un susseguirsi di scambi incrociati di giocatori, rimbalzati di qui e di là, presi, a metà o per l'intero, restituiti, tutti o in parte, poi ripresi, con la parvenza di un vero e proprio ping pong, con valutazioni e formule di trasferimento variabili e originali, tanto da far girare la testa e perdere la bussola.

Cercando di fare un po' d'ordine, cominciamo da Papastathopoulos, difensore greco non certo memorabile, che passa al Milan proprio nell'estate 2010, in cambio della comproprietà di una nidiata di giovani rossoneri (Oduamadi, Strasser e Zigoni, che verranno poi l'anno successivo tutti riscattati dal Milan), salvo poi essere rispedito al mittente dodici mesi più tardi, giusto in tempo per essere a sua volta rivenduto al Werder Brema.
La maxioperazione è solo la prima di una estate che ha visto anche il passaggio in rossoblù di Kaladze, l'ingaggio in prestito di Amelia da parte del Milan e l'acquisto in comproprietà di Kevin Prince Boateng.

Proprio quello di Boateng è uno dei casi più bizzarri ed interessanti.
Viene, infatti, acquistato dal Genoa nell'agosto 2010 dagli inglesi del Portsmouth per 5,7 milioni di euro (oltre a Vanderborre), non per giocare (il Genoa partecipa all'evidenza senza alcun interesse tecnico), ma solo per essere immediatamente ceduto in prestito con diritto di riscatto dell'intera proprietà al Milan (la notizia appare anche in via ufficiale nel sito).
Nel giro di qualche giorno, però, l'operazione si trasforma in una comproprietà per 1 milione di euro più un giovane (Beretta), che, però, rimane a giocare a Milano nella primavera rossonera.
Il Milan si accolla, nel contempo, l'intero ingaggio del giocatore (molto oneroso per i parametri del Genoa), che nel frattempo gli era stato riconosciuto.
La seconda metà del giocatore tedesco/ghanese viene riscattata l'anno successivo, dopo un'ottima stagione, per sette milioni di euro.
Il Genoa nella sostanza, si comporta nell'occasione non come una società di calcio, ma quasi come una società di leasing.
L'estate 2011, oltre a quelle già riferite, vede un'altra operazione importante: El Shaarawy, giovane attaccante in prestito al Padova, che si è messo in evidenza nella precedente stagione di serie B.
In cambio della comproprietà, il Milan offre sette milioni più la comproprietà, a sua volta, del centrocampista Merkel.
Gennaio 2012. Il Milan, alle prese con la lotta scudetto con Juventus, è un po' a corto di fiato a centrocampo, anche a causa di troppi infortuni e di recuperi più lenti del previsto da parte di giocatori non più giovanissimi.
Il soccorso si materializza subito da Genova: arriva (anzi ritorna temporaneamente a casa) proprio il tedesco Merkel, in prestito gratuito, almeno così ci risulta.
“Abbiamo fatto un favore al Milan. Erano in difficoltà a centrocampo”: così “spiega” l'operazione, senza ombra di imbarazzo, Preziosi.
Non sarà un ritorno pieno di gloria. Il giocatore, dopo un grave infortunio, torna nuovamente a Genova, questa volta per l'intero, nell'operazione che vede il riscatto, con l'aggiunta di un conguaglio, della seconda metà di El Shaarawy, che rimane così a Milano.
Se avete perso il filo, non siete i soli.

Ad evitare che qualcuno si preoccupasse nei lunghi mesi tra la sessione invernale e quella estiva di mercato, giunge a marzo la precisazione di Preziosi: «Anche questa estate, faremo delle cose insieme al Milan. Il nostro è un asse non tanto caldo, ma nemmeno così tiepido».
“Non tanto caldo”
, figuriamoci.
La conferma arriva puntuale, quando, in occasione di una partitella tra amici (o almeno così ci è stato raccontato, visto che la dinamica non è mai stata chiarita), si infortuna gravemente al ginocchio Muntari.
La prognosi è pesante: 6 mesi almeno e prima metà stagione compromessa.
In men che non si dica (praticamente ancora prima che si diffonda la notizia dell'infortunio del ghanese) Galliani porta già a casa il suo sostituto, tal Constant ovviamente in prestito, con una trattativa (?) lampo, probabilmente al costo di una telefonata.
Inizio stagione: Pato, in uno scontro in allenamento, si procura l'ennesima distrazione muscolare della carriera; anche qui è previsto un lungo stop, con tempi di recupero tutti da valutare, visti i precedenti, non certo incoraggianti.
Qual è il problema? Corre subito in aiuto l'amico Preziosi e la soluzione è a portata di mano in un baleno e risponde a nome di Zè Eduardo.
Peccato che il “pacco regalo”, questa volta, con un moto di orgoglio ammirevole, rifiuti il trattamento alle condizioni prospettategli dal Milan, ove non dovevano essere del tutto convinti dell'occasione, seppur, come di consueto, offerta a prezzo di favore.
Evidentemente il detto “a caval donato non si guarda in bocca” non è di casa a Milanello...

Ci viene, però, un dubbio, a questo punto, su chi abbia avuto l'iniziativa.
Che il rapporto, quasi da sede principale/succursale, sia ormai consolidato, lo dimostra anche un recente bizzarro intervento del Presidente del Genoa in occasione dell'ultimo derby Milan – Inter.
«A me Stramaccioni non è piaciuto con quegli eccessi di entusiasmo, quella voglia di gridare e di alzarsi. È giovane, deve ancora capire che ci vuole anche un po’ di rispetto».
Tutto magari anche giusto, se a pronunciarsi fosse stato un dirigente del Milan indispettito o se si fosse trattato di un comunicato dell'Ufficio stampa rossonero.
Ovviamente il nostro Preziosi, nel pronunciare queste frasi, è riuscito, dall'alto della diplomazia che lo contraddistingue, a salvaguardare lo storico e consolidato rapporto con l'Inter, del quale parleremo, però, un'altra volta, essendo stato ugualmente fecondo.

Tornando al “campo”, tutte queste operazioni, prese una per una, potrebbero passare anche inosservate all'occhio distratto dei più, come semplici scambi di mercato tra società amiche.
Preziosi e il Genoa, per alcuni, sono solo un alleato del Milan, magari un alleato migliore di altri.
Sì, un alleato, ma anche, ci pare, un po' banca e finanziaria, un po' intermediario, un po', forse, prestanome, sicuramente un bacino di giocatori tenuti al caldo e pronti per ogni emergenza, cui far ricorso nelle situazioni di necessità, senza neanche doversi guardare intorno.
Ci piacerebbe che qualcuno, dall'alto del ruolo istituzionale che occupa, ci spiegasse entro che limiti tutto questo può avvenire tranquillamente o se, raggiunti questi livelli record (quanto riferito, per ovvie ragioni di spazio, copre solo una parte delle operazioni realizzate negli ultimi due anni), non si sfoci, invece, in una “relazione pericolosa” che rischia di creare una alterazione del campionato, in cui, ci risulta, ognuno dovrebbe fare per sé.
Ad essere sinceri, dobbiamo dirlo, abbiamo assistito questo inverno ad un tentativo da parte della nostra dirigenza di instaurare un rapporto proficuo con il Genoa (anche se di tenore ben diverso), con un doppio scambio di comproprietà, seppur avvenute in tempi diversi, che ha fatto storcere il naso a molti tifosi, tra cui il sottoscritto.
Se sia un caso eccezionale o un tentativo di non essere tagliati fuori del tutto dall'asse Milano - Genova, lo dirà il tempo; certo che, viste alcune dichiarazione estive di Preziosi su Destro e Verratti, in chiave chiaramente antijuventina, se era quest'ultimo l'obiettivo, non ci pare sia andato a segno.
Speriamo di non doverci pentire anche dal punto di vista tecnico, quando a fine stagione sarà ora di ridiscutere le comproprietà.

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