Poteva uno che ha fatto della
sportivité, dell'
umilté, e della
cultura del rispetto per la sconfitta alcuni dei cardini del proprio personaggio esimersi da un commento su scommessopoli? Certo che no, e infatti Arrigo Sacchi ha voluto dire la sua in merito. Commentando le dichiarazioni del capo della Polizia, ha detto che ormai
«viviamo in un paese dove non ci dobbiamo meravigliare veramente più di nulla». Ormai quello del calcioscommesse è un bubbone da cui può venire solo il proseguimento di una storia malata. Il mister da Fusignano però spera che non ci siano sviluppi negativi e ricorda che nel mondo del calcio
«ci sono tante persone serie che lavorano con impegno e passione».Bene, bravo! Però c'è un "però". Se, come pare di capire, secondo la migliore moralità Arrigo Sacchi condanna le scommesse (quelle clandestine), non posso trascurare di ricordare che le scommesse sottobanco non sono altro che la degenerazione di un fenomeno che si è voluto rendere legale: la mutuazione delle scommesse secondo il modello inglese. In Italia a quanto pare siamo abilissimi a far degenerare i fenomeni che importiamo. Si è voluto diffondere il costume di scommettere e poterlo fare su tutto, risultati, gol fatti, primo calcio d'angolo, ammonizioni, eccetera. E lo stesso calcio italiano si è ampiamente speso con svariate sponsorizzazioni per promuovere siti di cosiddetto betting.
Attraverso cartelloni, sfondi per le interviste e persino con il main sponsor sulle maglie (Milan, Juve, Palermo ...) FIGC e Lega di ci invitano a scommettere, dall'altra poi ci raccontano che scommettere (in nero) è uno dei mali del calcio. Quando si accetta un fenomeno, non sarebbe quindi il caso di considerarne anche le possibili degenerazioni? Evidentemente non lo si è fatto, ed è una grave mancanza da chi dovrebbe vigilare. Tanto più che nella storia neanche troppo remota del calcio italico ci sono già state cattive esperienze.
A questo punto vale per Abete e chi altri doveva vigilare la massima giuridica di recente creazione: "non poteva non sapere".Allo stesso modo non può non sapere Sacchi, che da una parte si rammarica per la scommessopoli italiana, però dall'altra è sostenitore delle scommesse online. Per chi non lo sapesse l'ex allenatore del Milan ed ex ct della Nazionale è testimonial di uno dei principali siti di scommesse online (quello che fino a due anni fa era sulle maglie della Juve).
Promuove le scommesse e poi pontifica sulla sua degenerazione. Che modello di morale è questo? Come dice Arrigo
"non ci dobbiamo meravigliare veramente più di nulla".
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