Leggo che a Pescara, come altrove, è partito il solito e preventivo
insulto di ribellione alla Juventus. Nel caso specifico il destinatario delle rimostranze abruzzesi è stato Antonio Conte.
Per chi ancora non lo avesse capito ricordiamo che la disapprovazione per il tecnico bianconero è più che giustificata. È solo grazie a Conte che gli italiani sono tornati a pagare la tassa sulla casa (prima, seconda o terza che sia), è per decisione di Conte che la super e il diesel si pagano circa dieci centesimi di più al litro, è stata una scelta di Conte l'innalzamento al 21% dell'aliquota IVA (e menomale che non è riuscito a portarla al 23%!). E infine sarà colpa di Conte se questo Paese non avrà una nuova legge elettorale e dovrà ritrovarsi rappresentato in Parlamento dalla solita e vecchia classe politica.
In tutto ciò, e scrivo a titolo personale, c'è un'ulteriore e massima aggravante per il tecnico della Juventus: se avesse provveduto a far abbassare il tasso di disoccupazione, oggi molti di quelli che lo contestano sarebbero occupati a lavorare e avrebbero meno tempo per contestarlo.
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