Venerdì 9 novembre, il TG3 ha dedicato un piccolo spazio all’udienza del rito abbreviato di calciopoli focalizzando l’attenzione sulla difesa di Pieri. Gli ingredienti usati dall’accusa per sostenere le condanne sono sempre gli stessi e il finale la solita bolla si sapone. Ovviamente i media, quelli che orientano l'opinione pubblica, non hanno dato visibilità a questa udienza, limitata alla solita cronaca di circostanza.
Questo il contenuto del servizio andato in onda con la riflessione dell'avvocato di Pieri.
‘In appello il procuratore generale ha chiesto 3 anni, tutto ruota intorno alla solita
scheda telefonica svizzera. Pieri sostiene di non averla mai posseduta, la procura è convinta del contrario.
L’arringa dei difensori prende in esame intercettazioni telefoniche finora
ignorate dall’accusa, una in particolare riguarda Moggi e un interlocutore non identificato, arriva alla vigilia di Parma-Milan del 2004 diretta proprio da Pieri. Moggi parla di ammonizioni ai giocatori del Milan per sfavorire una
squalifica in vista della sfida contro la Juventus in programma due giornate dopo.
La difesa dell’ex arbitro giudica questa telefonata fondamentale come prova a discolpa perché in Parma-Milan nessun rossonero è stato ammonito.
Avv. Caludio Palazzoni (difesa Pieri):
“Se Moggi esplicita il proprio intento, che è quello di far avanzare il Milan nelle ammonizioni e il giorno successivo Pieri arbitra Parma-Milan e non ammonisce nessun giocatore del Milan, significa che tutto il teorema accusatorio casca e si dissolve in una bolla di sapone” ‘
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