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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. FILIPPIN del 13/11/2012 13:03:49
Il patriottismo é solo tricolore e non bianconero?

 

É di questi giorni la notizia che il Senato ha approvato in via definitiva la legge che prevede l'insegnamento dell'inno di Mameli nelle scuole.
Non so dire se questa sia una scelta opportuna o meno, se serva all'intento che ha ispirato la legge, o se si tratti della solita mossa demagogica, in un momento difficile in cui si fa molta fatica, per usare un eufemismo, ad essere orgogliosi di essere italiani.
É evidente, però, che la scelta pare dettata dalla necessità di favorire e sviluppare nelle giovani generazioni quel senso di appartenenza e di patriottismo che pare ormai irrimediabilmente svanito.
Anche nel mondo del calcio questa necessità pare sempre più evidente, anche, se non soprattutto, per ragioni di mero opportunismo e per meri calcoli aritmetici.
Non si perde occasione, infatti, per ricordare ad ogni latitudine che è assolutamente doveroso tifare in modo incondizionato per tutte le squadre italiane impegnate nelle coppe europee, a prescindere dal tifo di parte, in quanto fiere rappresentanti del Paese e perché la sorte del nostro calcio per club é inevitabilmente legata ai loro risultati, che possono evitare, tramite il complicato meccanismo dei coefficienti, il sorpasso ai nostri danni da parte di nazioni emergenti, Portogallo e Francia su tutte, con conseguente riduzione dei posti Uefa a noi riservati.
Andando a spulciare i dati di questo inizio stagione, scopriamo che é la Juventus, al momento, la squadra italiana che fornisce per quest'anno il maggior numero di punti all'Italia.
Più del Milan, più dell'Inter e delle riserve europee del Napoli, che rischia, quest'ultimo, di farci perdere punti oltre che rispetto ai citati e pericolosi francesi e portoghesi, anche a russi e turchi.
Ovviamente una qualificazione agli ottavi, non c'è nemmeno bisogno di dirlo, dovrebbe essere, se non altro per queste motivazioni di comodo, auspicabile per tutto il nostro movimento.
Tutti felici ed orgogliosi per le rinnovate ambizioni della Juve (e, conseguentemente, del calcio italiano), dopo la vittoria contro i danesi?
Mica tanto, se é vero che i risultati dei bianconeri non vengono visti di buon occhio neppure dai tifosi di quelle squadre che potrebbero essere avvantaggiate, ben più di noi, da un quarto posto Champions (o quantomeno dalla conferma del terzo posto, ormai a rischio) o da un ulteriore posto in Europa League.
Abbiamo "scoperto" al termine dell'incontro di mercoledì (in realtà abbiamo avuto solo la riprova di ciò che già si sapeva), che anche per i giornalisti sportivi, che riempono pagine di giornali di analisi sullo stato disastrato del nostro calcio e sulla necessità di ottenere risultati in Europa, quando si tratta di Juventus non c'è nazionalismo né coefficiente Uefa che tenga.
Prevale l'odio antijuventino, l'unico sentimento che unisce veramente metà della "popolazione calcistica" italiana.
É pur vero che, trattandosi, nell'occasione, con tutta probabilità di tifosi granata, grosse preoccupazioni per i posti disponibili nelle coppe non dovrebbero averne per molto tempo, anche se per assurdo di posti l'Italia ne conquistasse dieci...
Fatto sta che l'esultanza in occasione del gol del Chelsea che, in teoria, potrebbe creare grattacapi alle ambizioni di qualificazione della Juventus, anziché essere presa ad esempio da tutti per condannare l'ipocrisia oramai acclarata di certi ambienti del calcio, é stata presa solo come occasione per attaccare ancora una volta Conte, "colpevole" di una reazione sopra le righe nei confronti di chi non stava facendo, in fondo, nulla di strano.
Viva l'Italia.
 
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Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
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