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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. GIACOMINI del 16/11/2012 11:41:55
Nicchi: la forza per far tacere…

 

Prima della decisione, controversa per molti, del Commissario ad Acta di continuare a far sedere l’Associazione arbitri all’interno del Consiglio federale, prendendo spunto solo da alcuni passi del regolamento FIFA, le Leghe cercarono di trovare un tacito accordo chiedendo l’esclusione del presidente Marcello Nicchi dal Cf e di conseguenza di togliere il voto all’A.I.A., ci è stato riferito che quel giorno lo scontro più duro non avvenne, come da tutti ipotizzato, tra Nicchi e il numero uno della Lega di Firenze Mario Macalli, ma in realtà l’aretino si adirò e urlò la sua rabbia contro il presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi: “Nicchi usò contro il presidente Abodi parole irripetibili” , ci ha spiegato uno dei membri del Consiglio federale. Doverosa precisazione che irradia di luce le parole, queste sì buie, di Nicchi subito dopo la sua rielezione: «Ora tutti si rimettano in ordine, mi riferisco a leghe, tv e giornali...» . Rimettersi in riga? Da chi? Da cosa? Dalle critiche oggettivamente giuste delle modifiche al regolamento elettivo dell’A.I.A. che meno di un mese fa il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Carlo Tavecchio ha definito “modifiche che non si vedono neanche in Congo, con tutto il rispetto per quella terra”? Dei giornali che portano, come questo, alla luce, gli strani fatti che accadono a via Tevere?

Onore a Nicchi che ha vinto le elezioni con una maggioranza schiacciante ma questo non sposta il nostro pensiero: l’A.I.A. degli ultimi anni non ha mantenuto le promesse elettorali fatte circa quattro anni fa, anzi ha usato la sua forza per far tacere chi la pensava diversamente, perché come ha detto l’assistente arbitro Paolo Donini all’ex presidente della Sezione di Bergamo Belloli, mentre cercava di convincere l’allora presidente ad “abdicare”: “Questa è la soluzione che si prospetta da Roma “, quella di disporre visite ispettive al fine di rivelare irregolarità contabili o amministrative, “Roma trarrà le sue conseguenze” e ultima ma non ultima: “è stato paventato di prenderti di mira”.

Proprio l’avvocato Attilio Belloli è uno dei sette firmatari di un documento che sarebbe potuto servire alla Procura federale per capire il modus operandi di alcuni dirigenti A.I.A.. Modus operandi che non è stato preso in considerazione dalla Procura, che a tempi record, fosse così sempre, ha archiviato il procedimento nei confronti di Marcello Nicchi, ma di questa storia abbiamo già parlato.

Non abbiamo parlato, perché fino ad ora non l’ha fatto nessuno, della riforma dei campionati. Dalla Lega Dilettanti l’idea sarebbe quella di una Serie A a 18 squadre, una Serie B a 20 tre gironi di Lega Pro da 20, in pratica la riforma condivisa anche dalla lega di Firenze, ma c’è un piccolo segreto che circola nelle stanza di via Allegri ed è quello di una “rivoluzione”, che per qualcuno era già pronta, di una massima serie a 20 squadre, due B da 20 e addio alla vecchia e cara Lega Pro. In pratica si sarebbe buttata giù dalla torre la tanto cara Lega voluta da Artemio Franchi più di cinquant’anni fa, fortunatamente questa “rivoluzione” resterà chiusa nei cassetti di via Allegri.

Intanto il presidente Mario Macalli non ha sciolto ancora i dubbi su una sua eventuale ricandidatura, che noi ci sentiamo di dare per certa, anche se non si conosce ancora la data dell’Assemblea elettiva e questo sta creando non pochi malumori a chi vorrebbe sfidare l’attuale presidente della Lega Pro. In pole due nomi, ma solo uno dovrebbe scendere in campo. Voci dicono che Gabriele Gravina è uno dei due papabili ma che attende le decisioni dell’altro probabile sfidante. Vi terremo aggiornati.

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