Ecco a voi l'ennesima schifezza esibita in uno stadio italiano.
L'ennesima riferita alla Juventus od a suoi tesserati. L'ennesima verso una di quelle persone, Gianluca Pessotto, che si ritengono oggettivamente al di sopra delle violenze verbali del tifo: al di sopra per la sua umanità, per il rispetto che ha sempre portato all'avversario dentro e fuori dal campo, per la sua vicenda di uomo fragile e sensibile.
Ed è perfettamente inutile ricordare gli altri vomitevoli, incivili cori o striscioni sulle vittime dell'Heysel o sulla tremenda fine di Gaetano Scirea. Inutile perchè gli idioti non ci arrivano; gli idioti non capiscono; gli idioti non hanno cultura, rispetto, umana "pietas".
E per idioti non intendo solo coloro che scrivono tali vigliaccate, ma anche
chi permette loro di far entrare simili lenzuoli allo stadio, in barba alle norme vigenti; chi
permette loro l'impunità, evitando di comminare multe e squalifiche alle società ed ai loro impianti oppure se ne lava le mani con una multarella da 4.000 euro, come in questo caso; chi si indigna, giustamente, per i cori su Balotelli, per i quali invece che la multarella è sopraggiunta la chiusura dell'impianto per un turno, ma poi vigliaccamente non vede, non sente e non parla sui cori e sugli striscioni "dedicati" alla Juve, ai suoi tesserati ed alla sua Storia.
Per non parlare, in fine, della casta giornalistica italiana, che si indigna per gli striscioni di protesta dei tifosi atalantini verso se stessa, ma
continua ad omettere o a relegare in trafiletti pressochè invisibili infamità ben più gravi, come quella riferita a Pessotto; che ormai, è bene ricordarlo, è diventato un lugubre must nelle curve italiane.
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