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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 04/12/2012 09:07:35
La solita giustizia sportiva...

 

Pazienza finita, troppo evidente la disparità di trattamento e i due pesi e le due misure usate dalla giustizia sportiva.
Succede che il solito Moratti innesca la classica polemica sull’arbitraggio e i rappresentanti delle massime istituzioni calcistiche, quelli che dovrebbero esser super partes, si schierino apertamente per difendere l’ennesimo capriccio del presidente interista. Va anche detto che dopo tanti anni, dopo calciopoli, dopo i reati prescritti, è veramente antipatico ascoltare il solito ritornello dal medesimo presidente beneficiario di così tante gentilezze e vedere come tutti pendano dalle sue labbra.

Non è una cosa normale che Petrucci, nella veste di Presidente del Coni, si lasci andare a una dichiarazione di questo genere: ”E' chiaro che ieri c'era amarezza e la capisco, tornerà il sereno''. Non è altrettanto normale, anche se prevedibile, l’accodamento di Abete: "Polemica Inter-Juve? Non ce n'era bisogno. I giornali di oggi presentano in maniera corretta quanto accaduto; quando si legge di uno scontro che fa solo danni, di polemica fuori luogo, questo rappresenta una dimensione comprensibile sul versante delle emozioni ma che non fa bene ad un corretto clima per portare avanti un campionato ancora all'inizio. Queste situazioni non ci gratificano a livello internazionale". Hanno in sostanza giustificato Moratti.

Non ci meravigliamo delle dichiarazioni che sembrano scritte dall’ufficio stampa interista, ma uscite dalla bocca dei rappresentanti di Coni e Figc., anche perché, parliamoci chiaro: Abete e Petrucci sono quelli che erano al timone quando è stata portata avanti la farsa; sono gli stessi che per sei anni hanno insabbiato con l'archiviazione, la prescrizione, i compromessi e l'incompetenza. Non è che si possa pretendere che da un giorno all’altro si mettano a fare le cose in modo corretto perché dovrebbero rinnegare tutto quello che hanno fatto e detto in questi anni. Sono chiaramente coinvolti negli scandali e hanno indirizzato le sentenze come meglio non avrebbero potuto fare, interferendo nelle falle di un sistema che glielo ha permesso.

Non ci meravigliamo nemmeno che interisti a vario titolo, che occupano comode poltrone negli affollati salotti televisivi o che casualmente si trovano un microfono alla bocca non appena c’è da sparare veleno, non siano in qualche modo moderati. Gli schiamazzi fanno oramai parte di un certo ambiente mediatico atto al condizionamento. Un asservimento evidente ed evitabile anche solo con un pizzico di buon senso che invece è esasperato senza mai, furbescamente, entrare nel merito del problema ma mantenuto vivo solo attraverso quelle certezze che un solo titolone di parte in prima pagina può garantire.

Ovviamente l’unisona comprensione del duo Petrucci-Abete, ha evitato sanzioni a Moratti, mostrando ancora una volta come sia immune da provvedimenti. A evidenziare che non tutti sono uguali per la giustizia sportiva un recente fatto di cronaca. Gianpaolo Pozzo, patron dell'Udinese, è stato deferito dalla procura federale alla Disciplinare "per aver espresso pubblicamente, travalicando i limiti di un legittimo diritto di critica, giudizi e rilievi lesivi" nei confronti dell'arbitro Daniele Doveri dopo la sfida dei friulani sul campo del Chievo lo scorso 11 novembre". A titolo di responsabilità oggettiva è stata deferita anche l'Udinese.

Riportiamo anche le dichiarazioni di Moratti nel post partita di Inter-Cagliari: "Non posso stare zitto e mi dispiace non poterlo fare, perché non voglio ritornare a pensare a situazioni che erano del passato. Oggi c’era un rigore grosso come una casa nei nostri confronti, se poi qualcuno vuole dire che si poteva e non si poteva fischiare non mi interessa. Io sono di parte e sono arrabbiato perché siamo stati danneggiati". Il tutto condito da un bel vaffa… a furor di telecamere indirizzato al direttore di gara.

Queste invece le parole di Pozzo: “La direzione del signor Doveri è stata devastante. Tutti gli episodi sono stati fischiati a nostro sfavore, alcune decisioni mi sono sembrate assurde. L’Udinese è stata bravissima a pareggiare questa partita. Penso che non avrebbe mai potuto vincerla. Credo che, chi sceglie gli arbitri, debba fare una profonda riflessione, perché così è impossibile andare avanti”.

Non ci possiamo nascondere dietro un dito fingendo che nulla stia succedendo. E non trascuriamo che così è nata e cresciuta calciopoli, la più grossa farsa che ha coinvolto lo sport italiano. Ci sono delle evidenti responsabilità cui nessuno pensa di porre rimedio e c’è chi ha in mano un grande potere e lo usa per favoritismi non più giustificabili.

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Pubblicato sul numero 45 di : :



 
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