"Non mi piace. Si è presa una cattiva abitudine allo Juventus Stadium. Non mi riferisco solo a Giovinco, ma anche ai fischi per appoggi sbagliati. In un anno e mezzo questa squadra ha fatto grandi cose e restituito il senso d'appartenenza ai tifosi. Trovo inopportuno fischiare".Questo, in estrema sintesi, il pensiero di Conte su una situazione, il "puzzo-sotto-al-nasismo" del tifo bianconero, che in realtà affonda le preoccupanti radici da ben prima di quest'ultimo episodio.
In verità Conte avrebbe persino scagionato da tal comportamento le due curve, ma se andiamo a vedere le esultanze di Vucinic dopo il gol alla Fiorentina e di Giovinco domenica, si nota chiaramente come i due attaccanti bianconeri abbiano accuratamente evitato di festeggiare due segnature importanti e decisive sotto il settore più caldo dello stadio e, nel caso di Giovinco, entrandone velatamente in polemica.
Conte, attento psicologo, ha colto perfettamente l'essenza di questo problema: un pubblico che improvvisamente passa dall'essere dodicesimo uomo in campo a loggionista isterico de La Scala, può provocare
instabilità psicologica all'interno dello spogliatoio; può provocare un sentimento di
insoddisfazione da palese irriconoscenza nella testa dei giocatori, ma anche dell'allenatore, che non a caso a fine intervista ha ribadito che prima o poi, indipendentemente dai risultati acquisiti alla Juve, vorrà provare l'esperienza all'estero e questo per una bandiera, per un tifosissimo della Juve, suona allarmante.
La rabbia di Conte è rivolta non solo ai loggionisti col marchese dello Juventus Stadium, ma al tifo in senso generale e per questo anche ai
fenomeni da tastiera, o meglio: da baraccone, che almeno, ripeto: almeno da Juve-Samp 1-2, si stanno esibendo in una tristissima, istrionica autocelebrazione di sè, del più mediocre stereotipo dell'italiano medio, esperto C. T., esperto Presidente del Consiglio, esperto di tutto, ma in realtà esperto assolutamente di niente.
Un popolino nerazzurro, più che bianconero, del quale non mi stancherò mai di denunciare l'incapacità, l'incompetenza, l'arroganza, l'isteria, la superbia e l'irriconoscenza; un popolino che ha i suoi capi e capetti, soprattutto nel web; un popolino che pretende una perfezione assoluta, forse per mitigare, a livello inconscio, la propria imperfezione e la propria mediocrità.
Come dicevo qualche tempo fa, facile profeta, Abete, Palazzi e i loro sgherri, a quattro giorni dalla partita che potrebbe di fatto assegnare lo scudetto 2013, hanno rimesso nel mirino della vomitevole procura sportiva proprio Antonio Conte; guarda il caso... E come ho sempre sostenuto ciò avviene anche per due ragioni ben precise, strettamente collegate fra loro:
la prima è che Abete, Palazzi, Artico, Sandulli e inquisitori varii sanno benissimo chi sia Antonio Conte e che straordinario peso abbia nella rinascita tecnica, e per certi versi anche mediatica, della Juve; il secondo è che, invece, clamorosamente, tristemente,
questa consapevolezza una buona parte del tifo bianconero non ce l'ha. Quel tifo che non ha difeso il suo Capitano nell'estate del 2012; quel tifo che lo considera un qualsiasi allenatore di una qualsiasi Juventus; quel tifo che se gli togli le vittorie roboanti comincia a fischiare, a storcere il naso, a dare a Conte del pazzo, della caricatura di Mourinho, dell'inesperto, dell'arrogante, di colui che fa preferenze ai suoi "cocchi" e bestialità simili; un tifo a cui interessa solo il campo, solo le vittorie e solo se ottenute con la perfezione che può pretendere solo il mediocre, che di perfezione non ne ha in nessun aspetto della sua vita.
A questo tifo, da cui mi dissocio con tutto me stesso, dico solo di tornare coi piedi sulla terra, di
apprezzare e di proteggere quanto oggi ci sta riavvicinando il più possibile alla juventinità più genuina, di smettere di provocare un uomo, perchè alla fine di un uomo si parla, che in campo e in panchina si eleva a vero eroe della nostra storia, perchè quando quest'uomo, questo eroe ci lascerà, torneranno inevitabilmente i tempi bui, quelli che Abete, Palazzi e compagnia inquirente, nel senso dell'inquisizione, ci stanno sapientemente preparando, nel mentre noi disquisiamo se Juve-Samp 1-2 sia stata la peggior sconfitta della nostra storia...
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