Che fossero invasati per la loro squadra di calcio era evidente, che avessero sentimenti di antipatia per tutto quanto è altro da loro era altrettanto chiaro. Che per una partita di calcio un'intera città potesse dare il peggio di sé era nei desideri solo di quelli che sono sempre pronti a denigrare quella collettività.
Abbiamo assistito alla più bieca degenerazione di un'isteria fomentata da chi ha tutto l'interesse che il fenomeno proliferi di stupido seguito e che con ciò gli porta ritorni economici. Agli altri lasciano la favola del "riscatto sociale". Beh, se quello è riscatto, allora l'abisso in cui giace quella città è molto più profondo di quanto si pensasse. Un abisso da cui purtroppo quella comunità non viene sollevata nemmeno dalla presunte intelligenze civili locali. Forse anche nel loro caso il tifoso viene prima del cittadino, la coscienza civica abdica di fronte alla possibilità di avere un biglietto in tribuna vip.
Bella figur'emmerd! Una domanda per il primo cittadino e per tutti gli altri intorno a lui: siete contenti dell'immagine che avete dato di voi stessi? Quando in altre parti del Paese sarete accolti con slogan che definite razzisti, sulla scorta di quello che si è visto in questa settimana, come oserete replicare che sono solo squallidi luoghi comuni.
La consolazione è che dopo una partita di calcio simili manifestazioni si affievoliscono (purtroppo non l'inciviltà da cui scaturiscono). L'amara consapevolezza è che alla prossima partita da riscatto sociale (magari con lo stesso avversario) assisteremo alle medesime manifestazione di folklore. In entrambi i casi
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