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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 07/03/2013 08:52:59
Il calcio italiano, tanto tuonò che piovve

 

Esasperazioni anche mediatiche hanno portato a disputare lo scontro al vertice del campionato di serie A in un clima di guerra. La Juventus a Napoli è stata presa di mira dall’odio più becero con assedio all’albergo che la ospitava, impossibilitata a svolgere la rifinitura a Fuorigrotta per problemi legati alla sicurezza, scortata con un massiccio impiego di polizia durante il tragitto che dall’albergo la portava allo stadio, con tensioni dovute a una sassaiola che ha colpito, distruggendolo, il vetro dietro cui sedeva Asamoah. Non solo. I tifosi della Juventus, i cui pullman sono stati colpiti da altre follie degenerative del tifo, hanno dovuto raggiungere a piedi lo stadio, senza di misure di sicurezza atte a preservarne l’incolumità, con tutti i pericoli dovuti al possibile contatto tra tifoserie estreme.
Al di là dal campanilismo mediatico per il presidente De Laurentiis, di là dal folklore degenerato in violenza pura, di là dalla politica interessata a sfruttare l’ennesima occasione pubblica per raccogliere consensi, una presa di posizione è necessaria e non solo auspicabile. Basta coprire e insabbiare!
E’ possibile che la Juventus debba giocare a Napoli in uno stato di guerra mettendo anche a rischio l’incolumità dei suoi giocatori? E’ possibile che, nel clima di tensione inasprito negli ultimi anni, un quotidiano nazionale fomenti ancor più un’atmosfera così calda con deliri in prima pagina condizionando persino la designazione del fischietto? Perché nessuno interviene per regolamentare e correggere un atteggiamento sbagliato degenerato nelle barbarie cui abbiamo assistito? E’ interesse del governo del calcio dare esempio di buon comportamento con punizioni esemplari o nascondere quello che tutti abbiamo visto bollandolo solo come folklore? Il procuratore Palazzi, aprirà un fascicolo d’inchiesta per far luce e per punire atti così pericolosi o si adagerà cullandosi dietro l’emotività del tifo napoletano? I 20.000,00 € comminati da Tosel chiuderanno la vicenda? E se alla Juventus, provvedimento rimasto unico, hanno chiuso la curva per razzismo per aver intonato dei cori, al Napoli calcio, una qualche punizione avrà dovuto, oppure daranno il via libera per un nuovo assalto ai bianconeri per il prossimo anno? Se la città di Napoli e la società partenopea non riescono a garantire sicurezza alla Juventus, magari, anziché correre rischi inutili, perché non pensare a ospitare la sfida in un altro stadio, in un’altra città? Chiunque accetti supinamente certe manifestazioni di inciviltà, coprendosi dietro il cameratismo di mecenati pronti a tutto pur si sfruttare l’onda emotiva di un certo tifo violento, se ne rende complice. Che si chiami Napoli o Juventus.

La Corte di giustizia federale, in risposta alla richiesta della Lega di un parere sul caso Preziosi, aveva espresso il suo diktat: Preziosi non può fare il consigliere. Da quel momento è sceso il silenzio sull’argomento e nessuno ha ufficialmente sospeso il Presidente del Genoa. Su tutte le vicende che hanno coinvolto in modo negativo direttamente Preziosi - sono fin troppe quelle annoverate negli anni - c’è sempre questa estrema protezione, quelle pene alleggerite, quegli accordi secretati, quell’assurdo silenzio che, di fatto, gli permette ancora di occupare un posto di rilievo nel governo del calcio. Perché per qualcuno è rimandato il rispetto delle regole?

Situazioni complicata anche per Cellino, altro consigliere di Lega, oggi agli arresti domiciliari la cui situazione si è ulteriormente aggravata dopo gli interrogatori della scorsa settimana. Anche in questo caso, vista anche l’impossibilità a svolgere i lavori di Lega, per quale motivo non viene sospeso dal suo incarico? E siamo certi che Lotito, Consigliere Federale, non dovesse in qualche modo informare dei contenuti delle conversazioni avute col presidente Cagliari che gli confidava quei comportamenti poi contestati come reati?

“Tanto tuonò che piovve”, e dopo diversi comportamenti contestati alla tifoseria laziale, l’Uefa non perdona: il club paga per la recidiva con due partite a porte chiuse per i fatti della partita col Borussia (l’accusa di saluto romano di 300 ultrà). E’ stato presentato ricorso, sarà discusso nei prossimi giorni forse direttamente da Lotito. Rimane l’immagine di una squadra italiana impegnata in Europa che non sa accogliere e organizzare, in sicurezza, una partita di coppa. Oppure vogliamo fingere che non sia successo niente?

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Pubblicato da Professione Calcio: ANNO 5 - N° 9 - 6 marzo 2013

 
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