I più attenti l'avevano sottolineato già all'indomani della sentenza Moggi: ok, Luciano è stato condannato (senza vere prove di colpevolezza, in realtà), ma la società Juventus è uscita dal processo del tutto estranea ai fatti.
L'ex dg è stato infatti riconosciuto colpevole solo per un reato di “pericolo” e senza che mai tale “pericolo” si sia tramutato in illecito consumato, tanto é vero che si legge nero su bianco che i sorteggi erano regolari e che il risultato del campo non è stato in alcun modo alterato.
Da questo deriva che
le basi su cui si reggono le sentenze sportive, ossia l'alterazione del risultato sportivo, sono state minate. E cosa ci dicono le motivazioni dell'appello Giraudo, procedimento forse ancora più importante perchè l'imputato in questo caso era un dirigente con potere di firma?
Già sapevamo della condanna ad un anno e otto mesi, adesso si conferma quello che già si era intuito:
Giraudo è stato condannato quale mero partecipe (e non promotore) di quell'associazione illecita capeggiata dal sodale Moggi. Possiamo anzi dire che scorrendo le motivazioni è proprio Luciano il vero protagonista, dato che viene citato più volte lui che non i reali imputati di questo processo.
Questo però vuol dire che tutte le considerazioni fatte all'indomani della condanna in primo grado dell'ex dg valgono anche, adesso, per la condanna a Giraudo, e cioé che tale fantomatica associazione a delinquere
ha semplicemente “tentato” di alterare il risultato sportivo (senza peraltro riuscirci) e che non agiva nell'interesse della società Juventus ma per soddisfare i personali fini di Moggi, in primis, e degli altri associati in seconda battuta.
E quindi, scorrendo queste motivazioni, gazzettari e colpevolisti hanno meno ragioni per esultare di quante ne avrebbero volute.
Leggiamo infatti che:
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“quanto al sorteggio in senso stretto gli elementi in possesso non consentono di formulare un giudizio di irregolarità” , tradotto: i sorteggi erano regolari, altro che colpi di tosse!;
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“deve escludersi che l'alterazione delle metodologie di designazione e/o sorteggio, a monte, possa ritenersi sufficiente per ritenere, automaticamente, che l'arbitro scelto, accettando la designazione, si sia reso 'disponibile' ad alterare la gara” , tradotto: il risultato sportivo non è stato alterato, altro che Juve ladra!
Questo, per inciso, spiega anche perchè tutti gli arbitri sono stati assolti: non essendoci prova di alterazione del risultato sportivo, i direttori di gara non sono colpevoli di nulla.
Di fatto la sentenza ritiene che
gli associati abbiano ottenuto l'unico risultato di aver salvato la Fiorentina dalla retrocessione (sic!) e di aver alterato “la corretta e genuina procedura di individuazione delle cd griglie arbitrali” . Giraudo è stato quindi condannato, di fatto, per le famose “grigliate”.
Anzi, nel caso di Giraudo, per una sola: quella relativa all'incontro Juventus – Udinese, dove avrebbe di fatto concordato con Moggi la griglia da suggerire a Bergamo.
Questo è però un punto che rischia di saltare in Cassazione per un evidente errore di fatto:
alla fine l'arbitro designato per quella partita fu Rodomonti, ossia – con buona pace del collegio giudicante - un nome diverso da quelli suggeriti da Moggi! Staremo a vedere.
Ma lasciando da parte la sorte personale dei due imputanti e tornando a bomba alla domanda iniziale,
che c'azzecca la società Juventus in tutto questo? Niente, grosso modo.
Cosa resterebbe, sulla base di queste motivazioni, delle sentenze sportive che revocarono due scudetti e spedirono il club bianconero in serie B?
Poco, veramente molto poco.
Ed allora, fermo restando che prima di tirare le conclusioni bisogna aspettare l'esito dell'appello di Moggi e della Cassazione per Giraudo, ci permettiamo di dare un piccolo consiglio all'attuale dirigenza juventina:
spiegatele bene queste cose, ai vostri avvocati. Dario (Juve1897-2006) Commenta l'intervista sul nostro forum!