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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. FILIPPIN del 14/03/2013 14:04:50
Ma quanta paura fa Antonio Conte?

 

Le ultime partite internazionali hanno confermato quanto già si sapeva: l'unica squadra italiana a dimensione europea è la Juventus.
A dire il vero anche la Lazio sta facendo bene, ma in Europa League e a costo di un crollo verticale in campionato, dove, probabilmente, ha viaggiato ad una andatura superiore al suo reale potenziale.
E le altre? A parte un mercoledì in cui qualcuno ha sfruttato una vacanza dei più bravi, c'è ben poco di cui andare fieri, anzi.
E per il prossimo futuro? In campionato la musica sembra la stessa, anche perchè (forse) le spintarelle settimanali di cui sempre qualcuno continua a godere, nel silenzio generale, paiono insufficienti (stavo per scrivere tardive, ma in realtà sono iniziate già da tempo, si veda la partita di andata).
Il “rischio” concreto è che la situazione permanga immutata anche per il prossimo campionato, in cui il Napoli si troverà quasi certamente con molti soldi in tasca e un Cavani in meno, l'Inter, probabilmente, ci sorprenderà ancora piacevolmente come nelle ultime stagioni, il Milan ha già dato fondo a tutti i risparmi disponibili anche per le prossime annate, per rinforzare il reparto che meno aveva bisogno e la Roma continua a fare e disfare.

Dalle parti di Torino, invece, la ricerca di un vice Pirlo e di un bomber in grado di piazzarsi in classifica in una posizione migliore del 24° posto occupato da quelli attuali non pare frenetica, parendo la squadra sicuramente migliorabile ma già in grado di ripetersi, almeno in Italia, così com'è.
Che il merito di tutto questo vada attribuito per un buon 80 % (per difetto) ad una persona sola è innegabile: Antonio Conte.
Ma vi pare possibile che si accetti tutto questo?
La domanda, assolutamente retorica, ha una risposta sola: NO.

Da più parti, infatti, sono cominciati i soliti attacchi su più fronti, nel tentativo di indebolire (o magari affondare), quella che sembra una corazzata, colpendo direttamente nel punto che può farle più male: il suo comandante.
Si parte dalla stampa, che, come è noto, è sempre benevola nei nostri confronti e prodiga di notizie.
Veniamo così a sapere che i rapporti tra allenatore e dirigenti sarebbero pessimi, con divergenze (se non addirittura liti) quotidiane sui programmi futuri, con Conte che, evidentemente ben conscio della situazione economica mondiale, pretenderebbe top players per ogni reparto, magari anche più di uno, per sostituire i nostri “scarsi” giocatori.
Dalla prestigiosa e autorevole fonte Dagospia (poi ci lamentiamo dello stato comatoso dell'informazione italica) apprendiamo che, in realtà, avrebbe praticamente già raggiunto un accordo con il Chelsea di Abramovich e che, se potesse, fuggirebbe da Torino anche subito, senza attendere la fine di quelle seccature che sono il Campionato e la Champions League.
E se così non fosse è solo perchè sta trattando con qualche altra squadra, non importa quale, purchè non gli “tocchi” rimanere alla Juve.
D'altra parte che non gli passi per il cervello di restare dov'è lo dimostrano i “soli” quindici anni bianconeri, tra campo e panchina, fin qui trascorsi.
Le smentite sue e dei dirigenti, ovviamente, sono solo di facciata.
Peccato, però, che la stampa in Italia possa “solo” indirizzare l'opinione pubblica e, che, quindi, più di tanto, nel caso in questione, non possa fare in concreto.
Serve altro.

Ad abbattere il fenomeno Conte, però, potrebbe intervenire un secondo fattore, a noi già noto.
Scommessopoli due, filone Bari o come diavolo lo si voglia chiamare.
Ovviamente si parla di partite comprate, di accordi per falsare i risultati, di bande e organizzazioni internazionali, ma in realtà, il bersaglio grosso da colpire è solo chi, a conoscenza di una combine che lo avrebbe danneggiato senza portargli alcun vantaggio, avrebbe taciuto di buon occhio, chissà perchè.
Capiamo la tranquillità di Conte in materia: chi è innocente non può neppure immaginare di essere coinvolto in una questione così assurda, seconda solo a quella che lo ha coinvolto la prima volta.
Ma proprio perchè sappiamo come è andata incredibilmente a finire non dormiamo sonni tranquilli.
Per nulla.
Dopotutto un procuratore dovrebbe verificare l'esistenza di eventuali illeciti e, in assenza di elementi concreti a sostenere l'accusa, evitare anche un deferimento inutile che non porterebbe a nulla.
O comunque, se anche il Procuratore ritenesse di portare avanti in ogni caso l'accusa, c'è sempre la garanzia per l'imputato data dal giudizio di organi terzi e indipendenti, pronti a fare Giustizia.
Il primo caso è quello che accade in un mondo perfetto, il secondo quello che accade in uno stato di diritto.
Ma noi siamo in Italia.

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