Premetto di non essere un grande estimatore di Sebastian Giovinco.
Non lo sono da un po', perlomeno da quando, dopo l'esordio in maglia bianconera e la prima stagione dopo il prestito all'Empoli in cui pareva promettere davvero bene, mi ha sempre dato l'impressione di mancare di quel quid che rende un giocatore come lui, dalle indiscusse capacità tecniche, un fuoriclasse o, almeno, un giocatore da grande squadra.
Ad ogni partita non all'altezza non ho mai mancato di esprimere le mie perplessità, qualche volta andando sopra le righe.
Personalmente ritengo, però, che le chiacchiere tra amici, così come le discussioni in un forum e le critiche costruttive, abbiano un peso specifico relativo, non paragonabile ai fischi e alle feroci contestazioni dirette al giocatore allo stadio, che non possono che
influire negativamente sul suo stato d'animo durante la partita. Quello a cui stiamo assistendo da un po' di tempo, però, è ben altro.
Sempre più spesso, navigando qua e là, sui vari siti bianconeri, leggiamo
commenti che vanno a colpire non solo il giocatore, ma anche l'allenatore (che da due anni ci sta portando a livelli ai quali ormai temevamo di non poter più ambire – lo scrivo per chi evidentemente non se lo ricorda) che insisterebbe su di lui contro ogni logica, essendo un vero e proprio testone, al punto che c'è chi preferirebbe risolvere il problema alla radice liberandosi di entrambi.
Cose da pazzi.
E' di questi giorni la notizia della chiusura da parte di Giovinco della pagina Facebook, sempre più bersaglio di attacchi e insulti non di tifosi avversari (ci siamo oramai abituati), ma di tifosi juventini che, evidentemente, non trovano di meglio da fare.
La notizia non è stata né confermata, né smentita. Sempre più spesso (nella quasi totalità dei casi, direi) quelle che riguardano commenti pubblicati su Facebook o tweet scomodi da parte di personaggi famosi,
si rivelano delle vere e proprie bufale, vista l'impossibilità di porre un freno alla creazione di falsi profili sui social network.
Ovviamente, però, nessuna tra le testate che l'ha pubblicata in prima pagina si è preoccupata di verificarla prima: tanto al massimo di può sempre smentirla successivamente senza pagare alcun dazio; se la notizia è succulenta e riguarda una possibile polemica sulla Juventus, poi, perché porsi un freno?
Al di là dei soliti commenti sul livello della nostra informazione, quello che mi preoccupa, però, non è se la notizia sia vera o meno, ma il fatto che sia quantomeno verosimile.
Lo scontro tra una larga fetta della tifoseria bianconera e il numero 12 è ormai palese: ad ogni partita casalinga il buon Giovinco deve essersi convinto di giocare sempre in trasferta, subissato di fischi e insulti alla prima giocata sbagliata, con mugugni malcelati già alla pronuncia del suo nome alla lettura delle formazioni.
Che un giocatore non possa rendere al meglio in questo stato di cose è evidente, come è evidente che è assurdo vedere un giocatore segnare e limitare la sua esultanza al minimo sindacale, in aperta polemica con i propri tifosi.
E' un atteggiamento producente? Penso proprio di no. Di nemici ne abbiamo sin troppi e gli attacchi gratuiti è meglio lasciarli fare ai nostri avversari. Tranquilli che non ce ne faranno mai mancare.
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