Il campionato è falsato. Lo ha affermato Adriano Galliani, vicepresidente vicario del Milan, dove conduce una brillante carriera di dirigente sportivo dal 1986 e vice presidente di Lega della serie A, carica alla quale è stato eletto il 18 gennaio di quest’anno. L’uscita è avvenuta in una settimana piuttosto calda. Una settimana di passione, ma non per il calcio giocato.
La Juventus conduce in testa la classifica di serie A mantenendo a distanze siderali le avversarie, tanto da preoccupare i giornalisti della televisione e della carta stampata, che hanno dovuto fare ricorso a tutti i possibili e immaginabili ex di quella famigerata partita del campionato 1997/’98 nella quale non fu concesso un presunto rigore a Ronaldo, per tentare con qualche residuo di veleno di riaccendere gli animi e le aspettative intorno a una partita per decenni definita “Derby d’Italia” e oggi niente più che uno scontro qualunque tra la prima della classe e una squadra di mezza classifica. Poi sono venuti i tributi a Totti per i venti anni di carriera e le sue “esagerazioni” intorno all’attuale Roma, vista come prossima alla vittoria dello scudetto.
Perciò quando è arrivata la chiusa di Galliani mi sono sinceramente chiesta se non fossero stati tutti a festeggiare il record dell’VIII Re di Roma e non avessero per caso bevuto dello stesso vino.
Perché mai il campionato sarebbe irregolare?
Forse per la questione del calcio scommesse? In effetti, come vicepresidente di Lega, Galliani dovrebbe ricordare alla Federazione che mentre qualcuno ha già pagato, altri hanno avuto abbuoni e ad altri ancora non si è iniziato nemmeno a stilare il conto. Invece Adriano Galliani al Corriere della Sera ha dichiarato:
“La situazione dell’Is Arenas è paradossale, noi abbiamo giocato in uno stadio pienissimo, qualcuno invece gioca a porte chiuse. Il campionato è palesemente falsato e quindi presenteremo ricorso” .
La situazione dell’Is Arenas e del Cagliari è davvero paradossale e addirittura sintomatica del calcio italiano, attraversato da un malessere che non sembra mai guarire. Che Galliani voglia farsi carico della ridicola situazione degli stadi italiani, dichiarare che anche il Milan ha iniziato a costruirne uno affinché affianchi la Juventus, mosca bianca che può esibire con lo JS il suo gioiello di proprietà? E’ una questione molto spinosa, che come sempre la Federazione evita di affrontare, dal basso della sua incompetenza. Anche se ci sono state disparità di trattamento proprio a causa della situazione di tanti stadi. La Juve, per esempio, la scorsa stagione, si vide rimandare a Napoli una partita con il sole. La Roma ha ottenuto 3 punti a tavolino durante questo campionato a causa delle precarie condizioni proprio dell’Is Arenas.
Le motivazioni che hanno spinto il vicepresidente di Lega a fare certe esternazioni tuttavia non sono così nobili, perché non sono state dettate dalla volontà di perseguire un miglioramento della situazione per tutti. Guardando la classifica prima della giornata pasquale di campionato la situazione vedeva la Fiorentina intenta a raggiungere il terzo posto nella classifica finale di serie A, al fine di disputare il preliminare per la prossima Champions League. Sei punti dividevano i viola dal Napoli, a 4 dal Milan, terzo. I timori di Galliani erano dunque dovuti all’ipotesi di vedere nella Fiorentina una probabile antagonista per la conquista di un posto nella prossima CL, agguantabile vincendo facile a Cagliari per l’assenza del dodicesimo uomo della squadra di casa, che pure aveva già dimostrando di poter vincere anche in undici. Infatti, tanto per rendere ancora più patetiche le pretese del dirigente rossonero, il Cagliari ha sconfitto la squadra di Montella e il Milan ha realizzato il punteggio pieno contro il Chievo.
Oltre a ricordare i numerosi favori dei quali ha goduto il Milan in questo campionato, nel quale molto più che l’acquisto di Balotelli e le cose buone fatte vedere da El Shaarawy hanno pesato sulla
suaremuntada alcuni regalini della solita scuderia, che basterebbero da soli a invalidare un campionato, mi sembra opportuno ripercorrere alcune tappe della
carriera del dirigente Galliani. Non ci sono solo i numerosi trofei nazionali e internazionali vinti con il Milan Stellare, il vicepresidente del Milan nel 2002 era stato eletto addirittura presidente di lega della Serie A, dimettendosi il 22 giugno del 2006, in seguito al
coinvolgimento in calciopoli. Il conflitto di interessi di quella carica congiunta a quella di vicepresidente vicario del Milan anziché nuocergli però gli giovò, tanto che il Milan non fu condannato alla serie cadetta e la Corte Federale gli limitò i danni condannandolo in secondo grado ad una squalifica di soli 9 mesi, ridotta a 5 mesi più una multa dall’arbitrato del CONI.
Negli stessi anni vi fu un altro scandalo nel calcio italiano, abbondantemente coperto dai fatti di calciopoli. Il vicepresidente dell'Inter Rinaldo Ghelfi, l'ex dirigente Mauro Gambaro e l'ex amministratore delegato e vicepresidente vicario del Milan, Adriano Galliani, furono
rinviati a giudizio e indagati nell'ambito dell'inchiesta sul falso in bilancio condotta dal PM Carlo Nocerino. Avrebbero rivisitato e corretto i conti dei due club calcistici milanesi attraverso lo scambio di alcuni giocatori i cui prezzi sarebbero stati gonfiati. Il Milan e l’Inter sono stati accusati di aver violato la legge 231 che obbliga le società
"a predisporre modelli organizzativi atti a prevenire reati". I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra 1999 e il 2003. Con sentenza del 31 gennaio 2008 il GUP di Milano, Paola Di Lorenzo, ha prosciolto sia Galliani, sia la società A.C. Milan da ogni addebito perché il fatto non costituisce reato e non perché non sussiste.
In ambito sportivo è stato modificato il codice di giustizia sportiva, sono stati introdotti due articoli relativi alla prescrizione e alla collaborazione con gli inquirenti e Milan e Inter hanno potuto godere di sconti e prescrizioni,
senza che questi illeciti ancora una volta riconosciuti, come è stato nel caso dell’Inter con calciopoli, abbiano condotto a pene severe come quella che ha visto la Juventus condannata alla B e privata di due scudetti nel 2006 per un illecito strutturato. Che dopo quasi sette anni di processi appare sempre più inventato.
Nonostante il falso in bilancio sia ritenuto dall’avvocato di diritto sportivo Mattia Grassani
“un reato secondo, nella giustizia sportiva, solo a quello sportivo” . E
“Dopo la corruzione di un arbitro, nella scala di gravità ci sia un bilancio falso per iscriversi al campionato al quale non si ha diritto”. Il Pm Carlo Nocerino ha dichiarato riguardo alla posizione dell’Inter di quegli anni:
“L’equilibrio finanziario sarebbe saltato se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie e l’Inter non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l’iscrizione al campionato 2005-2006”. Campionato vinto dalla Juventus sul campo. A tavolino dall’Inter.
Falsare i bilanci ha falsato i campionati. Inter e Milan lo hanno fatto. La Juventus no, perché Moggi e Giraudo sono stati assolti nel novembre 2009 dalle accuse di doping amministrativo.
Ricordiamo anche lo scandalo dei passaporti falsi, per il quale l’Inter non è mai stata processata, pur avendo falsato ogni partita nella quale Recoba ha giocato da sesto extracomunitario. La stessa cosa ha fatto la Roma falsando il suo ultimo campionato vinto e giocato con un numero di extracomunitari in esubero rispetto a quanto stabilito dal regolamento, ritoccato proprio mentre i giallorossi vincevano lo scudetto.
Duole che un dirigente come Galliani, che con il Milan ha vinto tutto quello che si poteva vincere scoprendo ed esaltando grandi talenti del calcio, si riduca a certi mezzucci per interessi di bottega.
Altrettanto duole che due grandi dirigenti come Moggi e Giraudo siano stati radiati per sempre dal mondo del calcio.
E che la società Juventus non alzi un dito né proferisca una parola perché certi fatti siano chiariti e diventino giustamente di dominio pubblico. Come è accaduto con le bugie di calciopoli. Commenta l'articolo sul nostro forum!