Le motivazioni dell’abbreviato del processo calciopoli mostrano ancora una volta
l’arduo lavoro di chi è chiamato a provare le “chiacchiere da bar” . Il filo logico a volte viene meno, sostituito da quelle forme di circostanza adattate ad una realtà che ha visto più volte mutare le accuse. Siamo passati, infatti, nel corso dei vari step del processo dalle accuse che ipotizzavamo ammonizioni mirate, arbitri compiacenti e sorteggi truccati, all’alterazione delle griglie, ultima frontiera dell’associazione. Il consolidamento dell’associazione per delinquere, secondo la Corte, avviene attraverso le cene tra i designatori e i dirigenti juventini. Poco importa se avvenivano anche con buona parte dei dirigenti della massima serie (non solo quelli juventini).
Sostanzialmente la Corte d’Appello si allinea con il giudizio di primo grado del rito ordinario:
nessuna prova di alterazione del campionato (i risultati delle partite non sono stati manipolati), ma frutto di manipolazione sono le griglie attraverso telefonate e cene. Da qui un’escalation di situazioni riproposte in diverse salse, a volte anche condite da errori macroscopici (e non è la prima volta) che dovrebbero provare l’associazione per delinquere, ma che non dimostrano con certezza (oltre ogni ragionevole dubbio) la colpevolezza dei condannati.
E’ dal 2006 che cerchiamo di trovare una logica nelle accuse e nell’inchiesta senza mai avere la sensazione di poterla raggiungere. Gli arbitri “compiacenti” sono stati man mano assolti nella quasi totalità, rimangono: Bertini, De Santis, Racalbuto e Dattilo. Le nuove intercettazioni scoperte dalle difese hanno fatto cadere diversi capi d’accusa per frode sportiva. Sono stati assolti: Dondarini, Rocchi, Baglioni, Foschetti, Gabriele, Griselli, Messina, Pieri nel rito abbreviato; Mazzei, Rodomonti, Ceniccola, Ambrosino, Gemignani, Lanese, Fabiani, Fazi, Cassarà, Mazzei, Ghirelli, Scardina nel rito ordinario. Arbitri assolti, frodi sportive cadute di conseguenza, ma l’associazione a delinquere non viene messa in dubbio, pur rimanendo priva di diversi elementi di spicco alla base delle originarie accuse. E’ ancora così credibile sostenere questo teorema?
Stiamo parlando di un’accusa che non solo ha ridisegnato la classifica dei due campionati sotto indagine, ma ha condizionato quelli successivi; che non solo non è riuscita a dare certezza alle accuse, ma che a sua volta è stata messa sotto inchiesta. E’ notizia recente l’apertura da parte della Procura di Roma di "un'inchiesta sull'inchiesta", che ha fatto seguito all’esposto presentato dall'ex arbitro Dondarini, assolto nell'appello di Napoli (rito abbreviato).
Questa è una storia la cui parola fine è ancora lontana dall’essere scritta. Abbiamo scoperto, grazie al lavoro delle difese telefonate ignorate dai titolari dell’inchiesta nonostante i baffi che ne segnalavano l’importanza; siamo venuti a conoscenza di un video, con il quale l'accusa doveva dimostrare che il sorteggio arbitrale era truccato, misteriosamente scomparso e sostituito da una serie di fotogrammi, nei quali i protagonisti sono indicati in modo errato. Possiamo continuare nell’elenco delle anomalie, anche se questi fatti sono già esplicativi dell’approssimazione con cui è stato sconvolto il mondo calcio.
Di anomalia in anomalia, questo scandalo si è trascinato per anni, con i rappresentanti delle istituzioni sportive più concentrati a
mantenere questo stato di “incertezza” che a fare chiarezza, con il contorno di titoli assegnati a tavolino, inchieste sportive prescritte, perdita d’immagine di quello che fino a qualche anno fa era il campionato più bello del mondo.
Non sono storie raccontate da un manipolo di tifosi, ma la semplice lettura non condizionata della realtà. Perché ancora oggi, l’incessante lavoro dei media complici della farsa, tende a coprire gli sviluppi meno edificanti delle inchieste, cercando di condizionare e sostenere quella parte colpevolista del tifo che da anni è nutrita di notizie parziali.
Dobbiamo ripartire dalla verità e dobbiamo essere noi a richiederla a gran voce.
Pubblicato da Professione Calcio: ANNO 5 - N° 12 - 28 marzo 2013

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