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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. GIACOMINI del 04/04/2013 07:25:55
Diplomazie al lavoro per i vice della Figc

 

Tavecchio. Macalli. Albertini. Lotito. Quattro nomi per due posti. I posti, anzi le poltrone, sono di quelle che pesano e sono i troni di vice presidenti della Federcalcio italiana.
Nel dedalo di notizie, conferme e smentite ci sono alcuni punti che si uniscono e tracciano così la linea esatta di quello che sta accadendo: solo due saranno i vice di Abete.

Da una parte Carlo Tavecchio ha in mano tutte le carte per essere confermato vicario, oppure dovremmo dire aveva perché una lettera inviatagli dalla Lega di Milano e che porta la firma di mister “diciamo” Beretta, gli conferma l’appoggio della confindustria del calcio a patto che il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti voti Claudio Lotito come altro vice . Dov’è il problema? Facile da dire: Tavecchio quel voto lo aveva promesso a Mario Macalli numero uno della Lega Pro. Ora che fare? Sembrerebbe che la macchina della diplomazia sia già in moto, per cercare di far passare la linea della Lega di Milano. Ora la missiva milanese apre scenari insoliti che potrebbero portare ad uno stallo o a clamorose svolte qualora non si trovasse l’accordo con Firenze.

Il 5 aprile, giorno del Consiglio federale si sveleranno le mosse e si capirà quale sarà l’indirizzo che le Leghe vorranno dare al futuro della Federcalcio, perché avere due vice come Tavecchio e Lotito non faranno dormire sonni sereni al “non legato alle logiche della poltrona” visto che il numero uno della Lazio non ha mai perso occasione per criticarlo e qualcuno ci ha detto che Carlo Tavecchio, nel suo precedente vicariato, non ha mai posto la sua firma sulle scelte del presidente federale. Vero anche il contrario e cioè che: Lotito dopo un’avversione politica nei confronti di Abete che lo aveva portato ad affermare che il sistema calcio era senza credibilità e la colpa era del presidente, aveva invertito la marcia e il giorno dell’elezione-conferma del numero uno di Via Allegri aveva spiegato che: “Abete è la continuità nel rinnovamento”, un po’ come dire che la supercazzola è la nuova frontiera del tutto cosmico. In pratica è come dire tutto senza dire la verità e cioè che “si è mercanteggiato sulle poltrone a discapito di una crescita del movimento calcio”, come molti affermarono dopo l’elezione di Abete e quella avvenuta subìto dopo di Beretta alla Lega di A, quegli stessi, però, che votarono il “non legato alle logiche della poltrona” in fase di Assemblea elettiva.

Ringraziamo Professione calcio per la collaborazione


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