Ore 19:00 circa del 03.04.2013. La giornata è stata difficile. Come per molti di voi c’erano da smaltire le scorie di Champions e affrontare il capo, i colleghi che ti sanno “juventina”, la salute che ogni tanto si prende delle pause, le faccende di famiglia. E’ quasi ora di cena e l’ora legale ti volge al desio e quasi t’intenerisce il core. Ennesimo servizio sulla prestazione scintillante del Bayern messa in relazione all’immaturità bianconera. Ma il telegiornale di SKY sta raccontando qualcosa di nuovo, spiegando in maniera asciutta la partita:
“Loro, le grandi d’Europa spendono e noi no”. L’avevo notato in giornata. Non eravamo i soliti bianconeri, ma gli italiani al confronto con i tedeschi, in una sorta di riedizione dello scontro perenne che vede le più titolate nazionali della storia l’una contro l’altra armata. Un sussulto patriottico che continua ad agitarmi e fa rincorrere i miei pensieri cercando il famigerato punto
ubi consistere verso il quale orazianamente la mia cara insegnante di arte del liceo ha cercato pervicacemente di indirizzare tutti i suoi allievi fino all’ultimo istante della sua ultima ora di lezione.
Andiamo con ordine. Sgomberiamo per un attimo i sentieri dall’emotività che la CL scatena dentro di me. Ha vinto il più forte. Tutto sommato la delusione non è stata cocente perché lo sapevo. Anche se, come sottolineano anche a SKY, la Juventus, ma non solo la Vecchia Signora, che pure l’edizione di CL dello scorso anno non è stata da meno, ci ha fatto vedere in passato che è possibile sovvertire ogni pronostico. Tuttavia bisogna dirlo: sono più forti, ma il primo gol è nato da una papera di Buffon, temo non incolpevole nemmeno sul secondo, che parrebbe viziato da un fuorigioco. Episodi, non dovremmo appellarci a questi, ma se Pirlo avesse centrato lo specchio della porta su quella punizione, un episodio ci avrebbe rimesso in corsa. Anche se con Vidal e Lichtsteiner fuori sembra di rivivere un poco la finale con il Milan senza Nedved. Di déjà vu in déjà vu.
Loro spendono, noi no. Emozionante il duello tra Vidal e Ribèry, due autentici campioni in una sfida che abbiamo compreso venire da lontano, dal campionato tedesco. Incedibile Arturo se vogliamo crescere, perché ci vogliono i soldatini, ma per stare al servizio dei grandi ufficiali. E i grandi ufficiali martedì sera hanno fallito. Ho visto in più occasioni Pirlo alle prese con una tosse maligna, forse non era al massimo della forma. Ma Buffon mi ha deluso, alternando parate da n. 1 alle solite sviste. Mi attirerò gli strali dei duri e puri del tifo, ma non chiedo scusa a nessuno. Nemmeno la Juve può mettermi il prosciutto sugli occhi. E’ quello che penso e lo dico. Loro spendono, noi ci teniamo Giovinco. Per giunta spendendo.
Si veniva da un doppio impegno in nazionale (che ci carichiamo sulle spalle nemmeno fossimo il Bersani di Crozza) e dalla madre di tutte le partite del campionato di casa. Quella nella quale tutti hanno potuto vedere la differenza tra uno Juventino e un Interista: Conte e Cambiasso. E che cos’è un saggio, per buttarla nel linguaggio caro alla politica. Sto parlando del giudice Tosel. Perché quando lambisci i nomi di Tosel e Abete, sei nella politica del calcio, o se preferite nel calcio della politica. Dove non conta il buon esempio e la lezione esemplare deve essere data solo se a essere punita è la Juventus.
“Loro spendono, noi no”.
Loro hanno speso 48 milioni di euro per un centrocampista la scorsa estate. E’ il seguito del servizio di SKY. Che ha avuto il merito di bandire l’ipocrisia e dire le cose come stanno.
Molte vittorie in Europa sono figlie dei debiti. Delle cifre stratosferiche investite nel calcio impunemente. Come in Italia. Dove il decreto spalma-debiti e la depenalizzazione “di fatto” del falso in bilancio hanno consentito a Inter e Milan di conquistare trofei di prestigio sul campo e anche a tavolino. E poco importa ai politici del calcio italiani ed europei, compreso Platini, se la sua Juve vinceva anche in Europa
“spendendo un tozzo di pane al quale aveva messo sopra il foie gras” . Gianni Agnelli dixit.
Sono stati bravi a SKY. E’ quello che il giornalismo dovrebbe fare. Dire la verità. Solo che dovrebbe dirla sempre. Tuttavia, tutti parlano di cambiamento. Un cambiamento che la Juventus, con il suo fare pragmatico sabaudo, ha iniziato quando si è liberata della Triade e ha costruito uno stadio di proprietà. Una spending review dolorosa, di nome calciopoli.
Amici di SKY, avete dimostrato di non essere solo “Bergomi&Caressa”. Volendo, di cose da dire ce ne sarebbero tante. A voi la parola.
A noi restano 90’ minuti da vivere sul campo dello Juventus Stadium contro il Bayern Monaco. Forza Juve.
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