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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 07/04/2013 10:03:28
Fabio Ghioni: i paradisi fiscali del Tiger Team?

 

Tratto da un’intervista a Il Giornale di lunedì 29 novembre 2010: “Fabio Ghioni, 46 anni, è l’hacker più famoso d’Italia. Ex mente informatica del Tiger team, che proteggeva la rete della Telecom, poi scivolato in grane giudiziarie. Di pirateria e giochi sporchi dietro le quinte se ne intende…”.
“Assange e Wikileaks fanno tutti da soli o c’è qualcuno dietro?
«Non scherziamo. È impossibile che facciano tutto da soli, come paladini della trasparenza. Basta dare un’occhiata alla mole di documenti raccolti e resi pubblici. Stiamo parlando di intere banche dati. Dietro a tutto c’è qualcuno interessato a fare uscire queste informazioni in maniera chirurgica e a senso unico»”.
Link

Secondo Repubblica è scoppiato un nuovo caso: il wikileaks dei grandi evasori, ovvero l’occhio dei media puntato sui paradisi fiscali. Link
“Due milioni e mezzo di file, relativi a 130mila titolari di conti correnti e investimenti tramite 12mila società offshore lungo un arco temporale di 30 anni, analizzati da 86 giornalisti per il «colpo più duro mai sferrato all'enorme buco nero dell'economia mondiale»”. Un’indagine condotta da 38 testate di tutto il mondo, coordinate dal Consorzio internazionale dei giornalisti d'inchiesta (Icij) con sede a Washington. “Tutto è cominciato un anno fa, quando un ‘pacchetto’ fu recapitato anonimamente tramite posta a un indirizzo australiano. Al suo interno un disco rigido della portata di 260 gigabyte. Il materiale fu poi trasmesso all'Icji” . Una storia che ricorda quella che ha riguardato lo scandalo Telecom, allorché il pomo della discordia fu un cd recapitato al maggiore gestore telefonico italiano nel terreno di caccia dell’acquisizione di Brasil Telecom. Un affaire che vide coinvolto il Tiger Team di Ghioni, che si scontrò con la gestione tradizionale della sicurezza di Telecom, capitanata da Tavaroli e coadiuvata da Cipriani, nel gioco delle attribuzioni delle responsabilità delle migliaia di operazioni di spionaggio condotte illegalmente, tra le quali anche quelle ai danni di Moggi, Vieri, De Santis e molti altri esponenti del calcio italiano giocato e delle istituzioni.
Il referente italiano di questa inquietante ondata di news è l’Espresso, che ha pubblicato l’elenco di 200 italiani coinvolti, tra i quali “Gaetano Terrin, all'epoca commercialista dello studio Tremonti e "custode" di un trust delle Isole Cook; Fabio Ghioni, hacker dello scandalo Telecom, indicato come "beneficiario" da una società offshore nelle Isole Vergini; un complesso sistema finanziario legato a tre famiglie lombarde di imprenditori e gioiellieri; infine, un trust che riporta come direttori i commercialisti milanesi Oreste e Carlo Severgnini, che hanno incarichi professionali nei più importanti gruppi italiani”.

Trema anche il mondo del calcio, perché secondo il tg di SKY nelle mani dei commercialisti citati sarebbe stata anche la gestione dei conti di alcuni allenatori e calciatori di spicco del nostro campionato.
Tuttavia non sarebbe da sottovalutare nemmeno il coinvolgimento di Ghioni, poiché potrebbe essere interessante seguire il percorso compiuto dal denaro. Specialmente se guadagnato in modo da eludere la legge e infrangere il codice penale.
Si potrebbe capire se Ghioni, così come gli altri componenti il Tiger Team, che come ricorderete, secondo le deposizioni rese al processo Telecom di Milano da Caterina Plateo, segretaria di Adamo Bove, e dallo stesso Tavaroli, aveva il potere di intervenire sulle intercettazioni che hanno riguardato calciopoli, ma anche Cipriani in qualità di titolare dell’Agnezia Polis d’Istinto, agivano effettivamente nei propri interessi e venivano quindi pagati profumatamente dai committenti esterni alla Telecom o avevano accumulato ingenti guadagni direttamente da fonti interne ad essa.

Tronchetti Provera si è sempre dichiarato estraneo ai gravissimi fatti di spionaggio illegale avvenuti in seno all’azienda della quale era presidente. Ricostruendo brevemente le sue vicende giudiziarie scaturite dallo scandalo, ricordiamo che i gruppi Telecom e Pirelli risultarono indagati in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società e il 2/2/2010 presentarono un’istanza di patteggiamento per 7 milioni di euro. Nel giugno 2010 il giudice Mariolina Panasiti riconobbe che i dossieraggi erano stati prodotti nell'interesse dell'azienda, ma l’accusa fu ribaltata nel novembre 2012.
Dando seguito alla richiesta di azione di responsabilità verso Tronchetti Provera fatta lo scorso ottobre da Asati (Associazione Azionisti Telecom Italia), Bernabé e Telecom Italia hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo milanese a carico di Marco Tronchetti Provera, imputato per ricettazione in relazione alla vicenda del cd contenente una serie di dati captati illegalmente dall'agenzia di investigazione Kroll nel 2004, all’epoca dei fatti avvenuti in Brasile.
Tronchetti Provera ha dato a sua volta mandato ai suoi avvocati di portare avanti un’azione legale contro Telecom Italia, poiché il suo ruolo sarebbe stato ispirato alla tutela dell'azienda.

Nel luglio del 2011 il procuratore sportivo Palazzi ha riconosciuto la responsabilità dei dirigenti della società Internazionale quali mandanti dello spionaggio illegale operato da Telecom ai danni di esponenti del calcio, ma ha prescritto i reati, in modo che non sono stati perseguiti dalla giustizia sportiva e nemmeno lo scudetto detto di cartone sia stato rimosso dall’elenco dei trofei nerazzurri.
Nell’ambito delle indagini realtive al processo Telecom di Milano è stato scoperto presso un una filiale londinese della Polis d’Istinto un assegno della Pirelli, di cui Tronchetti Provera è presidente, già sponsor dell’Inter, che prova il pagamento dei dossieraggi alla Telecom.

Nonostante la spada di Damocle della prescrizione gravi sul nostro desiderio di fare giustizia dei fatti gravi di spionaggio industriale che sono all’origine di calciopoli, non possiamo fare a meno di assistere allo stillicidio di notizie che da ogni parte riconduce a quella genesi, della quale Massimo Moratti e molti altri dirigenti interisti sono stati responsabili.
Le tonnellate di sabbia che la FIGC con la complicità della stampa ha riversato su quelle verità non potranno mai cancellarle. Esse riaffiorano costantemente come quei reperti archeologici dei quali si racconta nelle produzioni cinematografiche di Indiana Jones: chincaglieria senza valore nel momento in cui viene prodotta, ma che riscoperta molti secoli dopo può fare luce su quanto accadde un tempo.
La ricomposizione del puzzle completo di calciopoli è vicina alla soluzione. Non rimane che avere il coraggio di guardarla.

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