Così le parole del presidente della seconda squadra di Milano al termine della partita Inter-Atalanta, conclusasi con il risultato di 4-3 in favore degli orobici:
"Credo siano 21 le partite in cui non ci danno un rigore. Statisticamente credo sia impossibile non avere mai avuto occasioni in area per 21 partite. Dopo un rigore così inesistente non credo alla buona fede".Ebbene, statisticamente nella passata stagione 2011-2012, alla giornata numero 31, equivalente dunque del campionato attuale, la Juventus aveva beneficiato di un solo penalty, concesso in Juventus-Cesena del girone d'andata; concesso sull'1-0, fra l'altro inesistente, e che per questo costò un lungo ostracismo all'arbitro Doveri che lo aveva erroneamente assegnato.Si trovava pertanto nella condizione di non aver ottenuto tiri dal dischetto a favore per ben trenta partite su trentuno.
Eppure si laureò campione d'Italia alla fine della kermesse. Per i tifosi della società che ha goduto della prescrizione per i reati commessi in campionati passati, e con ritardo relazionati da Palazzi, forse sarebbe stato più di buon auspicio ricordare un'altra statistica: l'ultima volta infatti che la compagine meneghina perse tre partite consecutive casalinghe fu nel campionato 1955-56, al termine della quale stagione, tuttavia, riuscì ad ottenere il terzo posto in classifica.
Evidentemente il presidente dei nerazzurri
predilige le statistiche atte ad alimentare la cultura del sospetto, rispetto a quelle che potrebbero migliorare la cultura sportiva o infondere più fiducia nella propria squadra. E in effetti, a ben pensarci, analizzando tutte le dichiarazioni del signore in questione fino ad oggi, forse si scoprirebbe che statisticamente è così.
Non crediamo poi che sarebbe difficile da dimostrare che, sempre statisticamente, quando dirigenti di altre squadre si permettono dichiarazioni nello stile del patron nerazzurro, essi
vengono squalificati; mentre nel suo caso,
il presidente di Lega si limita non voler entrare nel merito della questione, poichè sono parole a caldo (sebbene si dica esplicitamente di non credere nella buona fede, come del resto già avvenuto dopo inter-cagliari...).
Del resto all'epoca in cui ci fu lo scandalo dei passaporti falsi, per i quali la seconda squadra di Milano avrebbe dovuto subire l'onta della penalizzazione con conseguente retrocessione, come riportato da più fonti, i vertici della FIGC si giustificavano dietro il fatto che non fosse possibile mandare in B chi aveva investito più di 650 milioni nel mondo del pallone.
E qui sfidiamo chiunque a dimostrare che non sia vero il fatto che, statisticamente sia chiaro, il denaro conti.
Commenta l'articolo sul nostro forum!