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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. LANCIERI del 11/04/2013 08:24:26
Un complotto anti-interista

 

Prima di innalzarsi al ruolo che gli compete, quello di Presidente della Repubblica (effettivamente, un ripiego dettato dal fatto che con il Papa dovremmo essere a posto ancora per un po’), invitiamo Guariniello a non soprassedere sulle accuse, come al solito circostanziate, provenienti dalla sponda nerazzurra di Milano.
Già nel 2006, grazie alla preziosa attività di dossieraggio, pedinamenti e intercettazioni ordinata da chissà chi, si scoprì il drammatico bubbone di calciopoli: un complesso sistema per cui Moggi e Giraudo riuscivano a far sì che la Juve si aggiudicasse valanghe di scudetti, rubandoli sempre all’inter, inesorabilmente beffata di un soffio sul traguardo (come nel 2006, in cui la differenza la fecero solo 15 punti). Un’organizzazione a delinquere, che si serviva di scaltrissimi arbitri che, anziché farla vincere, ogni volta che arbitravano la Juve, si rivelavano una sciagura per i bianconeri. Ma la cupola fu capace di governare il campionato, senza truccare i sorteggi, alterare le partite e di conseguenza la classifica. Certo, sembra la tesi di un alcolista in preda ad allucinazioni, ma ci sono sentenze di ogni genere in grado di confermare questa sacrosanta (ed onesta) verità, che a chi si limita a ragionare con il cervello anziché con l’anima (nerazzurra) potrebbe apparire bislacca.
Nonostante la pulizia operata da San Guido Rossi da Telecom e nonostante i 4 anni di grandi vittorie interiste, caratterizzate da record di ogni tipo (come il mitico gol con 6 giocatori in fuorigioco), c’è ancora del marcio in Danimarca… pardon, nell’italico campionato. Un assaggio l’abbiamo avuto la scora estate, quando Antonio Conte è stato incastrato da un credibilissimo pentito per l’affaire calcio scommesse. Certo, tutti gli altri giocatori della rosa del Siena (la squadra che allenava ai tempi del misfatto) spiegarono che quelle dichiarazioni erano calunniose. Ma l’adamantino Carobbio, un uomo di specchiata moralità ed integerrima onestà, fu ritenuto l’unico degno di essere preso in considerazione. A causa di un persistente e rigido inverno, il letargo in cui è piombato il super-procuratore dai super-poteri Palazzi si è prolungato più del previsto, ma certamente il nostro eroe saprà scovare qualche altro testimone, pronto a giurare che la caduta dell’Impero Romano avvenne a causa di uno juventino (il barbaro Vidal?). Attendiamo fiduciosi.

Torniamo a noi e alla dritta che volevamo girare a Guariniello, che in questa difficile missione potrebbe farsi aiutare proprio da Palazzi (e, perché no, anche da Auricchio). Il campionato è falsato: l’ha annunciato in pompa magna Galliani e l’ha confermato Moratti. Ciò che pochi hanno ancora compreso è la portata di queste macchinazioni. Certo, gli arbitri sono tutti alla mercé della Juve. Per farsene una ragione, basta guardare chi li guida in ambito europeo (lo juventinissimo Collina) ed in ambito italiano (l’ex militante dei Drughi, Braschi). Ma questa volta la rete è ben più ampia. Ad esempio, nel caso di Inter-Atalanta, Gervasoni, da solo, non sarebbe riuscito a compiere l’illecito. E così è arrivato l’aiuto di un altro appartenente alla rifondata organizzazione: Ranocchia. Il collegamento alla Juve è semplice: anche lui era stato associato al giro delle partite truccate ai tempi di Bari e sicuramente è rimasto in contatto con Bonucci, Pepe e Conte. Da parte sua, poi, c’è anche l’inesperienza di chi è alle prime armi, in questo genere di trucchi: se l’errore di Gervasoni è grave ma comprensibile, quello di Ranocchia è troppo grossolano per passare inosservato. Proseguiamo. Nessuno si è chiesto il motivo dei tanti, troppi, infortuni ai fuoriclasse nerazzurri? La risposta è semplice: tutto il team medico interista è in combutta con Conte, Marotta e Paratici, per mettere i bastoni fra le ruote di cotanta squadra. Per non parlare, poi, di Stramaccioni: che un allenatore di tale levatura non sia riuscito a dare uno straccio di gioco alla sua squadra, dopo un intero campionato seduto sulla panchina, si può spiegare solo con l’attiva partecipazione ad un complotto. Per allontanare i sospetti, Strama ha spergiurato che non allenerà mai la Juve. Ma la sua promessa è logica: ai bianconeri, un mister del genere fa certamente più comodo tra i ranghi degli avversari che nella propria rosa. E chi è la punta di diamante di questa Spectre de noartri? Basta avere acceso la tv questi giorni: Paolo Bonolis. Lo showman targato Mediaset è il più scaltro di tutti! Gli interisti avevano capito benissimo che dietro a queste nefandezze c’era la longa manus juventina, perché per certe cose loro (che sono diversi) hanno un sesto senso infallibile. Ma poi salta fuori Bonolis e sorprendentemente mette in mezzo i cugini rossoneri. Quella di Galliani che manovra gli arbitri, magari incontrandoli di nascosto in un ristorante chiuso, è un’ipotesi troppo assurda per pensare che Bonolis ci creda davvero. Chiaramente, anche lui è in forza alla vecchia Signora. E allora Guariniello cosa fa? Indaghi! Parta subito chiamando Zeman, il migliore allenatore del mondo, esonerato per l’ennesima volta, perché troppo scomodo: il boemo saprà indirizzarlo verso la strada giusta. Poi si tratterà solo di convincere Elkann e Montezemolo ad affidare la difesa juventina nuovamente a Zaccone. E per l’inter finiranno i tempi dei sospetti e riprenderanno le fulgide vittorie.

PS: al termine di questo articolo, mi rendo conto che ciò che dovrebbe essere ironicamente surreale, in realtà è tragicamente concreto, ripensando a quanto accaduto nel 2006. Anche questa è l’Italia…

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