La difesa della propria società dagli attacchi esterni che sempre più spesso, per i più svariati motivi (spesso ovviamente strumentali), arrivano da più parti, è uno dei compiti principali di un dirigente.
A volte non sono necessarie azioni eclatanti o querele a tutto spiano, ma è sufficiente alzare un po' la voce: i risultati arrivano comunque.
Di esempi ne possiamo fare molti.
Dopo poche ore dalla pubblicazione online delle prime notizie che associavano (seppur molto timidamente)
il Milan allo scandalo Fuentes (ricordate l'appunto del medico indagato per doping, con indicato, tra “R.Soc.” e “Alfredo”, il nome “Milan”?), sul sito rossonero apparve il seguente comunicato:
“L’A.C. Milan non ha mai avuto direttamente o indirettamente contatti di alcuna natura con il dott. Eufemiano Fuentes. Qualsiasi riferimento alle attività del dott. Fuentes con la società è dunque ad evidenza frutto di equivoco interpretativo o di errore. L’A.C. Milan agirà nelle sedi competenti nei confronti di chiunque affermi, prospetti o insinui fatti in termini diversi da quelli sopra precisati". Avete più sentito parlare della vicenda?
Altro esempio.
Cavani attraversa un momento difficile (normale per un attaccante che non può certo segnare ogni domenica per un anno intero).
Sulle reti Mediaset appare un servizio secondo cui Cavani sarebbe convinto che le voci di una sua relazione extra-coniugale sarebbero state messe in giro dallo stesso Napoli per screditarlo, per rendere meno amara per i tifosi la sua futura partenza (o almeno mi pare fosse questa la tesi ultracomplottistica di Mediaset, che faceva acqua da tutte le parti....).
Pochi minuti e sul sito del Napoli appare il seguente comunicato
"La SSC Napoli, preso atto con sbigottimento e indignazione delle affermazioni, del tutto false e pretestuose, e perciò gravemente diffamatorie, contenute nel servizio di apertura di Sport Mediaset, secondo le quali "… Cavani pensa che l'indiscrezione su una presunta love story napoletana sia stata fatta girare ad arte da fonti vicine alla proprietà del Napoli per cominciare a preparare il terreno a una sua inevitabile partenza, con l’intento di mettere in cattiva luce il giocatore con i tifosi… ", ha inviato una comunicazione formale, smentendo radicalmente la circostanza e chiedendo l’immediata pubblicazione con lo stesso rilievo ed importanza della rettifica. Da lì in poi Cavani è ritornato ad essere per i media un marito fedele e un padre affettuoso e, ma è un caso, ha ripreso a segnare come e più di prima....
E la Juve? Siamo sinceri. Se dovessimo elencare le persone che in questi anni si sono rese protagoniste di diffamazioni nei confronti della società, dei suoi dirigenti, dei tifosi (sì, anche dei tifosi) e dei giocatori, non basterebbe un rotolone di quella carta su cui, in una pubblicità, Dante riesce a scrivere tutta la Divina Commedia....
Qualche risposta ufficiale e, anche, qualche azione in sede giudiziaria per i casi più eclatanti, non guasterebbe: ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta. La linea della società, però, è un'altra, ben spiegata in occasione dell'ultima Assemblea dei soci:
"La comunicazione va già bene così...ci sono troppi antijuventini, non si può stare dietro a tutti".A tutti no, certo, ma almeno a qualcuno?
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