La presentazione della terza edizione del Report Calcio elaborato dal Centro Studi, Sviluppo e Iniziative Speciali della Figc, ha dato la possibilità ad Abete di presentare un calcio in ripresa. +7,0% sul totale del valore della produzione del calcio professionistico italiano nel 2011-2012; - 1% sulla generazione dei ricavi della serie A (passa dall’82% all’81%); perdite nette in diminuzione del 10% (da - 430 a -388 milioni di euro). I ricavi da stadio rappresentano solo il 9% del totale del valore della produzione delle società professionistiche.
Ruolo centrale per il calcio che percepisce dal Coni 64 milioni: il calcio contribuisce per un miliardo e 70 milioni a livello previdenziale e fiscale; il 90% delle scommesse sportive (introito fiscale netto di circa 170-180 milioni di euro) è sul calcio.
Nella stagione 2011-2012
la Serie A ha registrato un calo dell'1,6 % di spettatori, mentre la B un aumento del 22,6 %. Calo dovuto principalmente all'inadeguatezza degli stadi, che hanno un'età media di 57 anni e 15 - sui 36 totali tra A e B - non possiedono i requisiti per accedere alla più bassa categoria Uefa.
Tutto bene quindi? Non proprio. Andiamo a vedere come nello specifico è gestito questo business e come sono impiegate queste risorse.
Non abbiamo tenuto il conto complessivo
degli sconti operati dal TNAS sulle sanzioni inflitte dai precedenti gradi della giustizia sportiva, ma ogni settimana assistiamo all’ennesimo smontificio delle inchieste condotte da Stefano Palazzi sul calcioscommesse. L’ultima notizia arrivata in ordine di tempo è la riduzione a un anno della squalifica di 4 anni inflitta dalla Commissione di Appello Federale ai danni di Luca Fiuzzi. Le partite oggetto della contestazione al giocatore sono Cremonese/Monza, del 27 ottobre 2010 e Pisa/Monza, dell’8 dicembre 2010. Sulla base delle dichiarazioni rese dal pentito Gervasoni, si era prima provveduto al deferimento e in seguito alla condanna nei primi due gradi di giudizio. Condanna che rimane, ma molto alleggerita: 3 anni sono un’intera vita calcistica per un professionista. A proposito di Gervasoni, il pm di Martino ha dato avvio alla procedura del patteggiamento (di poco inferiore ai due anni). Non è questa la strada da percorrere essere credibili.
A 8 giornate dalla fine del campionato ancora si parla di IS Arenas. Il Cagliari ha ufficialmente comunicato di rinunciare allo stadio rescindendo la convenzione triennale col comune di Quartu per l'uso di Is Arenas. La sede, per le 4 partite interne ancora da disputare, dovrebbe essere quella comunicata alla Lega ad inizio stagione: il Nereo Rocco di Trieste. Lega che cerca ancora di mediare una soluzione con il Comune di Quartu che si era detto disposto ad abbreviare le procedure, ma la società cagliaritana non ha desistito:
"Vorremmo giocare le prossime partite in uno stadio aperto al pubblico per avere le minime risorse indispensabili alla nostra sopravvivenza. ”
Una situazione di mala gestione, favoritismo politico, mancanza di concretezza delle istituzioni , che ha portato gravi perdite al club sardo e un’immagine ancora più buia del nostro calcio. Anche il
progetto della Roma calcio, dopo la presentazione in pompa magna in piena campagna elettorale del nuovo stadio, sembra subire una fase di stallo. Il Comune di Roma non è più così ottimista sulla tempistica per l’apertura della nuova struttura inizialmente prevista inizialmente per il 2016-2017; l’area di Tor di Valle è particolare, i costi (e i tempi) per allestire tutte le infrastrutture sono elevati. Inoltre nessun capitale fresco entrerà in società e dopo la bufala legata al fantomatico sceicco Al Qaddumi, per Pallotta continua la caccia di nuovi finanziatori.
L’unica concreta azione da registrare è quella dell’
Udinese. La società investirà 26 milioni sul nuovo impianto che sarà pronto per il 2014. Il club friulano ha ottenuto la concessione del diritto di superficie sull’area dello stadio per i prossimi 99 anni. Non è lo stadio di proprietà in senso stretto ma è come se lo fosse.
Breve ma efficace fotografia di uno stato comatoso delle istituzioni sportive. Non sono in grado di proteggere il calcio dagli scandali (calciopoli, premiopoli, scommessopoli, agentopoli) e non riescono ad essere garanti di una giustizia “giusta”.
Laddove società lungimiranti si muovono in modo autonomo, come la Juventus e l’Udinese, nascono progetti all’avanguardia, in tutti gli altri casi siamo alla fase zero: debiti, ostacoli burocratici ed economici impediscono una reale crescita. Eppure le risorse ci sarebbero, basterebbe farle gestire a manager competenti, meno politicanti e meno rappresentativi degli interessi di parte.
Pubblicato da Professione Calcio: ANNO 5 - N° 14 - 11 aprile 2013

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