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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. DEL RE del 14/04/2013 08:03:25
La Juve di domani

 

La stagione 2012/'13 è oramai agli sgoccioli: mancano sette giornate alla fine del campionato; sette giornate in cui la Juventus dovrà gestire un consistente vantaggio di 9 punti sul Napoli ed un notevole vantaggio di 13 punti sul Milan. Purtroppo i nostri non avranno più il dispendioso, ma esaltante, impegno europeo infrasettimanale da gestire, per cui potranno concentrarsi esclusivamente a conseguire la certezza matematica del titolo, ovvero ad incamerare al minimo 12 punti a partire dalla trasferta di lunedì sera a Roma contro la Lazio, fino alla trasferta di Genova contro la Sampdoria all'ultima giornata.

Poi sarà di nuovo calciomercato, la ex fiera dei sogni tramutatasi lentamente, ma inesorabilmente nel mercatino delle pulci a partire dall'anno zero della distruzione del football italico: il 2006.

Per preparare la nuova stagione dovremo innanzi tutto capire quali saranno le strategie future del club, ovvero dovremo capire se le parole di Conte e di Marotta dopo l'eliminazione ai quarti di Champions' League ad opera del Bayern siano veritiere oppure se siano strategiche, finalizzate ad un basso profilo di circostanza, ma non di sostanza.

Nel dubbio, noi miseri dilettanti della tastiera, faremo un'analisi tecnica del prossimo mercato ponendoci "a mezza via", ovvero prevedendo un mercato che riconfermi la Juve leader indiscussa in Italia, ma che la avvicini ulteriormente alle superpotenze tecniche ed economiche del pianeta.

La stagione che va a concludersi ci ha detto che tatticamente la Juve si è dovuta fossilizzare sul collaudato 3-5-2 per vari motivi legati alle caratteristiche dei suoi giocatori, ma anche a causa dell'assenza di Pepe, unico elemento in rosa che secondo Conte dava i giusti equilibri tattici al 4-3-3, modulo che l'anno scorso produsse vittorie accompagnate dal bel gioco. Tralascio in questa sede i dubbi personalissimi sul fatto che per l'allenatore né Giaccherini, né Isla fossero in grado di sostituire degnamente Pepe nel ruolo di esterno destro nel trio d'attacco, sia perché ormai acqua passata non macina più, sia perché ritengo che Conte avesse tutte le informazioni a disposizione per scartare queste due ipotesi e mi dedicherò a quelle che secondo me dovranno essere le strategie da applicarsi nella prossima sessione del calciomercato.

Dal basso della mia esperienza, se così la si vuol chiamare, ma dall'alto della mia arroganza tipica dell'italiano medio nonché commissario tecnico "ad honorem", mi permetterò di analizzare, stanti le conferme e le cessioni sotto riportate, vizi e virtù dell'attuale rosa e di proporne gli aggiustamenti necessari.

L'anno prossimo sarà necessario poter avere almeno un altro elemento in rosa che possa garantire l'attuabilità di altri moduli e non mi riferisco solo all'ormai celeberrimo, rimpiantissimo 4-3-3, ma anche ad altre soluzioni tattiche che comprendano l'utilizzo del trequartista, questa sì vera e unica mancanza a livello tattico nello scacchiere attuale; ciò non toglie che lo schema 3-5-2 non dovrà assolutamente essere accantonato, ma al più perfezionato.

CONFERME E CESSIONI

PORTIERI - Confermato Buffon; Storari appenderà scarpe e guantoni al chiodo; Rubinho rimarrà come terzo portiere.

DIFENSORI - Confermati tutti, da Caceres a Chiellini; nessuna cessione prevista.

CENTROCAMPISTI - Confermati tutti, a parte Ziegler che quest'anno dovrà essere per forza piazzato; gli altri esuberi attualmente in prestito e De Ceglie, a meno che Peluso non venga ricollocato fra i difensori e non si riesca a trovare un terzino sinistro di qualità che sappia interpretarne meglio il doppio ruolo di esterno sinistro sia nel 3-5-2 che nel 4-3-3

ATTACCANTI - Confermati Vucinic e Giovinco; da cedere Matri e Quagliarella, con Bendtner ed Anelka che torneranno all'Arsenal, il primo, e nella "lista svincolati", il secondo.


RIENTRI E CESSIONI DI PRESTITI/COMPROPRIETA'

Nessun rientro previsto. Si dovrà monetizzare con le cessioni del già citato Ziegler e di Melo, delle metà di Pasquato e Immobile e di tutti i giocatori rientranti nelle operazioni minori imbastite in questi anni. Boakye e Chibsah potranno rimanere in Serie A col Sassuolo per verificarne la compatibilità col calcio dei "grandi"; Leali, Masi e Gabbiadini li vedrei ugualmente bene a Sassuolo per consentir loro il definitivo salto di qualità; soprattutto per Gabbiadini che deve finalmente trovare un tecnico che lo faccia giocare stabilmente prima o seconda punta e non ala sinistra. Bouy, Appelt e Beltrame potrebbero essere dirottati a Siena, o comunque in un contesto tecnico relativo ad una squadra che faccia un campionato di Serie B competitivo, ovvero con l'obiettivo della promozione.

ACQUISTI

PORTIERI - E' necessario acquisire un secondo portiere (quello che una volta era il portiere di riserva...) che abbia le caratteristiche di Storari, ovvero che sappia sostituire Buffon ed abbia l'esperienza per non subirne la pressione. In tal senso Consigli, che si libera a parametro zero a giugno, potrebbe essere un nome interessante, a meno che non si voglia provare da subito Leali.

DIFENSORI - Premesso che l'anno prossimo la squadra dovrà disporsi in difesa senza patemi e senza defezioni sia a tre che a quattro, sarà necessario acquisire un difensore centrale che sappia interpretare sia il ruolo di esterno sinistro a tre che di centrale (sia destro che sinistro) a quattro. I nomi che circolano sono quelli del giovanissimo talento brasiliano Doria, sinistro naturale e perfetto vice-Chiellini, del parametro zero Diakite (pare, però, destinato al Napoli o all'estero), del giovane talento empolese Regini, più simile a Chiellini dei precedenti due, per ruolo ed evoluzione tattica, oppure del costoso brasiliano Dedè, considerato l'erede di Thiago Silva, ma, essendo di piede destro, potrebbe trovare difficoltà a disporsi a sinistra, soprattutto nella difesa a tre. In ultima analisi, si potrebbe scalare Peluso a sinistra, ma l'ex atalantino nella difesa a quattro potrebbe ricoprire solo il ruolo di terzino sinistro, non di centrale.

CENTROCAMPISTI - In questo reparto la situazione è molto più fluida, nel senso che si dovranno valutare bene le caratteristiche di Isla e di Asamoah: su Isla vale la pena insistere, perché sia da esterno a cinque che da interno a cinque come a tre può esprimersi con profitto, nella speranza che torni il giocatore ammirato ad Udine prima dell'infortunio; su Asamoah andrà valutato se la sua metamorfosi in terzino sinistro a cinque sia del tutto completata, oppure se dovrà tornare al suo ruolo naturale di interno sinistro a cinque come a tre. Da valutare anche il cosiddetto erede di Pirlo: sarà Pogba, che comunque è piaciuto maggiormente da interno? Oppure si dovrà valutare, ad esempio, il baby Cevallos, che comunque è più trequartista che non volante basso? Oppure dovremo ancora attendere, nel rimpianto di Verratti, tempi migliori? Inoltre: se Peluso verrà ricollocato fra i difensori puri le opzioni sono: o tenere ancora De Ceglie, oppure verificare le possibilità sui solidi Kolarov o Marcelo (da trovare le formule di acquisto, visti i probabili costi altissimi) e sul giovane talento francese Digne. Ma torniamo ai centrocampisti puri: il nome più gettonato è quello del doriano Poli, discreto interprete da interno nel centrocampo a tre e giusto vice-Marchisio; personalmente ho una passione mai troppo nascosta per l'altro doriano, Obiang, che si sistemerebbe interno destro portando Pogba a sinistra; altra ipotesi potrebbe essere ingaggiare un vero vice-Pirlo "low cost", cioè Lodi, ma sarebbe un'operazione sinceramente minore, sia in prospettiva che dal lato puramente tecnico. In sintesi: Verratti, Verratti... Perchè sei tu Verratti?

ATTACCANTI - Qui dobbiamo capire, come anticipato in premessa, cosa vorrà fare da grande la Juve: se vorrà continuare ad essere solo la regina di un piccolo regno potrebbe bastare il solo acquisto di Llorente, il recupero di Pepe, la conferma di uno fra Quagliarella e Matri ed al limite provare, almeno in ritiro estivo, le doti di un giovane in prospettiva, tipo Zaza, che però è punta classica, o meglio: tipo Berardi, abile a fare sia l'esterno su entrambe le fasce nel 4-3-3, che il trequartista classico, ruolo questo, per il quale si fa insistentemente il nome di Diamanti, che personalmente ritengo calciatore re in provincia, ma vassallo laddove il calcio conta di più; per non parlare della carta d'identità che recita 30 primavere; se invece vorrà provare ad ambire alla corona del regno d'Europa, o quanto meno a diminuire il gap consistente palesatosi nel doppio confronto coi bavaresi, bisognerà affiancare a Llorente il cosiddetto "top player", il fuoriclasse, l'attaccante che segna oltre 20 gol a stagione ed in tal senso i nomi altisonanti di Ibrahimovic, di Higuain e di Benzema mi sembrano tutti da scartare per vari motivi, sia tecnici (Higuain sarebbe solo un doppione di Llorente, mentre Ibrahimovic ha sempre dimostrato di non essere decisivo in Europa), che economici (costano tutti cifre spaventose ed hanno ingaggi altrettanto spaventosi) e nel caso di Ibra anche anagrafici, avendo lo svedese ormai 32 anni suonati. Per il ruolo di ala d'attacco è spuntato anche il nome del portoghese Nani, gran talento che "puzza", però, tremendamente di Quaresma, per cui il rischio non varrebbe la candela; personalmente credo che la soluzione perfetta consisterebbe nell'ingaggio di una prima punta mobile, capace di ricoprire più ruoli d'attacco e l'identikit porta inevitabilmente a Suarez e nell'ingaggio di un trequartista che sappia anche esprimersi su entrambe le fasce nel 4-3-3 e in questo caso le opzioni sono due: o il già citato Berardi, oppure tentare un'operazione tipo prestito oneroso con obbligo di riscatto per Nasri, poco utilizzato nel City e per questo bisognoso di rilanciarsi in un ambiente che gli garantisca ben altra presenza in campo.

Per concludere: la squadra dovrà essere migliorata, sia che gli obiettivi rimangano più "terreni", sia che si aspiri al "cielo"; a questo punto starà alla dirigenza ed all'allenatore valutare le strategie, valutare le disponibilità economiche, valutare, in summa, se sia meglio puntare tutto sui giovani in prospettiva, su uno, massimo due grandi giocatori, oppure se fare un mix fra le due opzioni. L'importante è che si agisca senza commettere errori, che si individuino gli elementi migliori per rinforzare la rosa, che il lavoro volga più ai Pogba, ai Vidal e ai Pirlo che non ai Martinez, agli Elia ed ai Krasic, perché, alla fin fine, se pensiamo che Cavani è costato quanto Krasic, El Saharawi quanto Martinez e che Verratti a Gennaio sarebbe costato quanto Elia i rimpianti per mercoledì sera aumentano e i sogni per l'anno prossimo si fanno meno nitidi.

Buon lavoro a Marotta, a Paratici ed a Conte.

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