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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. GALAZZO del 19/04/2013 07:35:59
Odio verso la Juventus

 

Chi sia Mimmo Carratelli non ne ho la minima idea, che scriva per il quotidiano Il Roma può essere un suo vanto, ma non è né l’uomo, né il quotidiano che possano ergersi a cambiar il destino del mondo.

E’ chiaro però che, sia esso un professionista o un semplice dilettante della tastiera, ha ben recepito come innalzare la propria considerazione nei confronti di tutto quell’elettorato pallonaro colto dalla smania di votar contro la Juve non appena in campo sportivo tornano a sventolar vessilli bianconeri, non appena una minima capacità aziendale riporta una società anni avanti il resto della truppa.

Il Buon Mimmo (mi si perdoni la confidenza) in realtà utilizza un assurdo mix di verdure per preparare un indecente minestrone anti-Juve, passando senza tregua dalla presidenza all’allenatore della prima squadra, da un giovanotto della primavera ad una colonna della prima squadra, tutti, a suo dire, appannati dal rancore del post farsopoli, accecati da un'ira per una retrocessione indigesta che - sempre a suo dire - è stata più un premio che una condanna.

Ora, a parte l’assurdo processo, forse l’amico Mimmo passa più tempo al bar “De Noantri” che a leggersi le motivazioni, le testimonianze e le carte processuali; però bisogna anche fargli capire che un minimo di obiettività pretenda di osservare anche l’altro lato oscuro (mica tanto) della realtà.

Quell’ultrà della panchina, che a suo dire esprime rabbiosa superiorità e selvaggia e cattiva educazione, può forse scatenar sentimenti di invidia, mascherandola con un tanto ipocrita quanto infimo sdegno, proprio perché, povero diavolo scatenato, ha la malasorte di essere tesserato per il nemico assoluto.
Non è forse il buon Mimmo (a cui tanti altri nobil penne fanno compagnia) il "ciecato" dall’odio? Non é forse il buon Mimmo a nascondere, dietro un articolo con un taglio da inviato di guerra in Afganistan, a confondere indegnamente la cultura del lavoro, un gioco apprezzato universalmente, una finalmente competitiva programmazione, con un livore che ha origine nella recente storia juventina?

La risposta è evidentemente scontata: Marchisio corre e segna, la Juve gioca e spesso vince, non ho visto elmetti, non ho visto cacciatori di caviglie e menischi, non ho visto una società che non ha il coraggio di ammettere che un suo giovane ha passato il confine della sportività.
La risposta e altrettanto evidente perché non ho letto dal buon Mimmo un accenno che fosse uno, alle pietre, agli insulti, agli attacchi che ogni domenica i media cercano di nascondere o minimizzare con quell’ipocrisia che regna sovrana. Quella è una battaglia, quella si che è una battaglia, caro Mimmo, quella dovrebbe essere la battaglia contro la cattiva educazione, la cattiva informazione che nessuno ha la forza, la cultura e la professionalità di intraprendere.

Cosa aggiungere, Mimmo? Poco altro, anzi nulla, pur di non farLe credere che poi Lei sia cosi importante. Rimane solo un appello da rivolgere a quel giovane presidente che, a suo dire, ha sostituito lo stile con il vittimismo infantile, il rancore con l’educazione e il rispetto.
Giovane Presidente, legga Mimmo, non me, non noi; legga Mimmo, i centinaia di Mimmo che imperversano nella indegna galassia anti-Juve. E si metta l’elmetto. Lo indossi per davvero.

L'articolo
Carratelli su il Roma è drastico: "Lo Stile Juve è morto nel 2003! Conte un ultrà della panchina, esprime rabbiosa superiorità e selvaggia cattiva educazione"


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