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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di E. LOFFREDO del 19/04/2013 15:19:25
Culturalmente alla pari

 

Lo sport è innegabilmente un fatto culturale. Ahinoi spesso assurge a pretesto per sfoghi sottoculturali. Se domattina incontrassi una persona dal basso livello etico e morale e con scarso senso civico, non la considererei degna di stima solo perché magari si professa tifoso juventino. Diciamo che avendo un buon bagaglio di cultura civile, il tifoso, di qualsiasi bandiera, ha migliori chances di divenire uno sportivo culturalmente apprezzabile.

Ci ha fatto pertanto ridere di tristezza l'incitamento che Aurelio De Laurentiis ha voluto dare all'ambiente azzurro in occasione della finale di ritorno della Coppa Italia Primavera: «Mi piacerebbe che tutti i napoletani sostenessero i nostri ragazzi della Primavera nella finale di Coppa. Napoli-Juventus è sfida calcistica ma anche culturale. Domani voglio un mare di napoletanità al San Paolo». Sul fatto che il cineasta e compagni vogliano identificare Napoli con la SSCNapoli è un assunto che abbiamo già rigettato in passato. Ma che una partita tra due squadre giovanili debba essere considerata la contrapposizione tra due poli culturali è davvero esagerato. Quali sarebbero i valori culturali di ciascuna delle due compagini De Laurentiis non lo ha detto.

Io che sono napoletano (non di tifo) so che Napoli non è solo i luoghi comuni che si tramandano, non è «'a carta sporc» cantata da Pino Daniele e non è “'a pizz e 'o mandulin” . Di Torino posso dire poco, ma sicuramente non è solo la Juve o la Fiat, In entrambe le città ci sono eccellenze culturali quali la Federico II all'ombra del Vesuvio e il Politecnico sotto la Mole. A Torino ci sono molti napoletani che vi lavorano e a Napoli ci sono moltissimi juventini non tifosi del ciuccio. Ecco, siamo belli che mescolati juventini, partenopei (tifosi), napoletani e torinesi. Si sono forse vicendevolmente sporcate le culture? Quali culture?

Il fatto è che De Laurentiis per esaltare un suo tornaconto ('o napule è sempre un affare per lui), ha forzato un po' troppo la dialettica pre-gara di una partita tra le due squadre giovanili e ha detto una fesseria. Non potremo mai condividere un discorso così culturalmente pericoloso, perché in fondo si tratta solo di una partita di calcio! Diversamente, se aderissimo al pensiero del presidente della SSCNapoli, dopo la vittoria della Juve al San Paolo, dovremmo forse sentirci culturalmente superiori solo perché “abbiamo” fatto un gol in più dell'avversario azzurro? E io che sono juventino nato a Napoli, culturalmente come mi devo sentire, superiore o sottomesso?

Da tifoso invece non ho dubbi, a De Laurentiis risponderei: “...'o fra', quann parl 'e pallon cu' nù juventin, statt, staje a'sott!”

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