L’Italia è ufficialmente fuori da tutte le competizioni Europee e come se non bastasse, nel mese di aprile, perde tre posizioni rispetto a marzo nel ranking Fifa scivolando all’ottavo posto.
Nell’ultimo periodo registriamo altri fallimenti della giustizia sportiva e dell’inchiesta sul calcioscommesse. Il Novara, partito da una penalizzazione di 10 punti per Novara-Ascoli, Chievo-Novara, Novara-Siena, termina il suo iter nei diversi gradi della giustizia sportiva con il TNAS che, in parziale accoglimento delle richieste del club, riduce la penalità a -2. E’ stato premiato anche il fatto che la società aveva affidato alla Federbet (società belga di controllo e monitoraggio sui match fixing) un discorso di controllo ed expertise. Pensate solo che grazie a questo sconto, il Novara può tornare a sperare nei playoff.
Ridotta dal TNAS da tre anni e nove mesi a 14 mesi la squalifica a Riccardo Fissore, condannato dalla Disciplinare per un presunto illecito in Empoli-Mantova del 23 marzo 2007 e per omessa denuncia
in Grosseto-Mantova (15 marzo) e Brescia-Mantova (24 aprile); il TNAS ha riconosciuto l’omessa denuncia per le tre gare e il sostanzioso sconto di 31 mesi.
Derby di Roma all’insegna della violenza: 8 feriti, tutti accoltellati; quattro le persone arrestate dalla polizia a seguito degli scontri. Sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati una trentina di oggetti, tra cui coltelli, cacciavite e manici di piccone, oltre a dieci bastoni e un'ascia: materiale accuratamente nascosto nei pressi dello Stadio. Situazione sicurezza sotto controllo insomma…
Ira Moratti ("Volontà di colpirci") nei confronti della classe arbitrale con accuse dirette all’indirizzo dell’arbitro Gervasoni, reo di aver commesso un errore. Solo una curiosità. Lo stesso Gervasoni fu il fischietto di Inter-Parma del 20 gennaio 2008, finita 3 a 2 per l'Inter, con il Parma ridotto in 9 e fino a pochi minuti dalla fine in vantaggio per 2-1. Palese contestazione che ha fatto da richiamo all’ambiente nerazzurro vip: le parole di Bonolis e La Russa hanno riempito interi palinsesti televisivi lanciando accuse di ogni genere. Situazione che si ripete dopo pochi giorni di distanza con nuove contestazioni seguite ad un rigore dubbio assegnato al Cagliari. Esempio contrario di cultura sportiva.
Continua la tradizione delle rivelazioni post fine carriera. Uno dei protagonisti del calcio italiano tra la fine degli Anni Ottanta e l’inizio degli Anni Novanta, Walter Casagrande Junior, nella sua biografia fa emergere alcuni particolari. Scrive in merito al doping: “Ci obbligavano a fare dell’iniezioni intramuscolo e il risultato era sbalorditivo”. Ma che bella la storia di questi campioni che sono riusciti nell’impresa di farla franca!
Iniziata dal suo arrivo in Italia, l’operazione “recupero immagine Balotelli” ha raggiunto l’apice nei giorni scorsi. Protagonista sul campo di una frase “ingiuriosa” nei confronti dell’arbitro Doveri, ripresa da diverse telecamere, ha rimediato 3 giornate di squalifica nel momento più importante del campionato. Carte false da parte del Milan per ottenere una riduzione della sospensione; l’ultima frontiera sembra essere la carta “razzismo”. I rossoneri proveranno a sostenere -secondo indiscrezioni della stampa- che Balotelli avrebbe insultato l’arbitro perché infastidito dai cori. La corte potrebbe riconoscere lo stress di Balotelli, costretto a giocare in mezzo ai fischi razzisti, aiutata dalle immagini televisive che prontamente saranno prodotte come prova. Insomma, se passerà questa tesi, ad ogni fischio del pubblico Balo potrà insultare qualcuno… Non c’è che dire, facciamo passi da gigante nella lotta al razzismo…
Nel momento in cui il gap tra l’Italia e altre realtà europee, come Spagna e Germania, non può essere più nascosto, soprattutto a causa dell’evidente divario nelle infrastrutture, nel nostro Paese ancora tiene banco la storia dell’IS Arenas. Ci vorrà veramente tanto tempo prima di recuperare posizioni…
Se qualcuno pensava di aver toccato il fondo si sbagliava. La giustizia sportiva sta mostrando da anni tutti i suoi limiti, eppure alla guida rimane Stefano Palazzi. Il movimento calcistico viaggia all’indietro come i gamberi, eppure c’è ancora Abete a rappresentarlo. Gli arbitri continuano a sbagliare e tanto, eppure l’AIA rimane un fortino di Nicchi. Possiamo legittimamente chiederci se questi problemi in realtà non sono altro che risorse per chi ha bramosia di potere e lasciandoli irrisolti un modo concreto per indirizzare i movimenti di un intero sistema sportivo? Pubblicato da Professione Calcio: ANNO 5 - N° 15 - 18 aprile 2013

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