Non c'è che dire: sempre sul pezzo.
Mi riferisco all'ultima intervista di Giancarlo Abete in cui, con tono perentorio, ha così precisato:
«Il Cagliari, per iscriversi alla A, dovrà risolvere il nodo stadio. Non potrà più essere oggetto di una fibrillazione che ha danneggiato il sistema calcio».Evidentemente ci si è accorti alla 33sima giornata di campionato, dopo una farsa fatta di tira e molla con cadenza quindicinale, di provvedimenti dell'ultimo minuto di prefetti e sindaci, di partite non giocate e assegnate a tavolino, di gare spostate, rispostate e poi spostate ancora, di inchieste della magistratura, di ricorsi e controricorsi, di incontri a porte chiuse o socchiuse, che forse c'è qualcosa che non va e che magari è il caso di intervenire.......
Ovviamente una parola la merita anche la
Lega Calcio che ha accettato tutto in silenzio, salvo poi far dire al suo vicepresidente....pardon, all'amministratore delegato del Milan, che il campionato è falsato perchè i rossoneri hanno dovuto giocare a Quartu.....
Vedremo se alle parole bellicose (come se qualcuno ci credesse davvero), seguirà il pugno duro della Federazione per evitare che si ripeta anche l'anno prossimo questa farsa.
Ma il Paese delle mille deroghe e delle mille proroghe è sempre in agguato.
Per noi la questione era semplicissima e poteva (e doveva) essere risolta già la scorsa estate: chi si iscrive al campionato deve avere uno stadio già pronto e a norma (anche se per Cellino non sarebbe a norma neppure lo Juventus Stadium....).
Era sufficiente il buon senso e, almeno, un pizzico di competenza.
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