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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di L. BASSO del 27/04/2013 08:46:11
Balotelli va tutelato, Alessio e Riccardo no

 

Una delle notizie che, in questi giorni, ha tenuto banco su giornali e siti web sportivi, è la multa comminata alla Juventus per i presunti cori razzisti nei confronti di Boateng e per i cori offensivi nei confronti di Balotelli. Chi si indigna per questi episodi di inciviltà, chi invece si straccia le vesti per la "mano leggera" che sarebbe stata usata nei confronti della società bianconera...
Premesso che cori ed atteggiamenti razzisti sono da condannare senza se e senza ma da qualsiasi parte provengano (per informazioni chiedere anche a chi ipotizza una "Coppa dei Formaggi" per il Cagliari reo soltanto di giocare la sua partita senza "scansarsi") e premesso anche che, a quanto mi ricordo (ma di sicuro sarà la mia memoria a far difetto, voi capirete, l'età avanza...) la Juventus è stata l'unica ad essere punita con la squalifica del campo per un coro che non aveva nulla di razzista; di cattivo gusto sì, becero sì, ma non razzista, premesso tutto questo, dicevo, secondo me è il caso di analizzare un attimo questo caso, affiancandolo ad altri, consumatisi -ironia della sorte- durante lo stesso Evento sportivo.

Mettiamo un attimo da parte i cori contro Boateng (che, nel caso ci fossero stati, sarebbero da condannare oltre che per razzismo, anche per imbecillità conclamata... forse che Asamoah e Pogba non dovrebbero offendersi un pelino a sentir paragonare un ragazzo ad una scimmia solo per la sua pelle scura?) e fermiamoci a quelli contro Balotelli.
Per carità, la simpatia e l'antipatia sono cose personali, a volte uno le prova senza nemmeno un motivo fondato ma "a pelle". A chi scrive, ad esempio, non va proprio giù l'Antonella nazionale, quella che la TV di Stato ci propina quotidianamente tra i fornelli, poi tra i bambini cantanti, poi tra i bambini in cucina e poi ancora tra i cuochi cantanti... non l'ho mai incontrata, non mi ha mai fregato un parcheggio, non ha mai scosso i tappeti sulle mie lenzuola stese... ma non la reggo!
Immagino che questa antipatia sia ancora più marcata se il soggetto in esame non fa nulla per risultare simpatico o, addirittura, spesso e volentieri fa proprio il contrario.
E da persona che fin da piccolo ama il calcio, per il sottoscritto nei confronti del "Balo" la cosa è ancora diversa. E' quel sentimento che ai più potrebbe sembrare invidia ma che in realtà è solo rabbia per vedere uno che innegabilmente è uno dei maggiori talenti calcistici di questi anni che sciupa buona parte delle sue doti per, diciamo così, "difetti caratteriali". Mi viene in mente, per citare uno sullo stesso piano, Adriano. Ma santo cielo, hai delle doti calcistiche formidabili, hai un fisico ed una potenza mostruosi... con un briciolo di testa avresti potuto mandare in ferie per un decennio la Giuria di France Football e invece? Ti scassi di birra e cocktail in serate interminabili nei peggiori (per un atleta, s'intende) locali della Movida.
Beh, fatta questa doverosa (quanto magari tediosa, me ne scuso) premessa, arrivo al punto.
Offendere Balotelli (bada bene, non con insulti rivolti al colore della pelle ma alla persona) è punibile con una multa. Perchè è un tesserato, perchè è il centravanti della Nazionale, perchè ha avuto un'infanzia difficile, perchè giocava in una squadra di Milano e adesso nell'altra, ugualmente esempi di moralità e sportività, e bla bla bla...
Ok, mi sta bene. Qualcuno tempo fa disse: "le sentenze non si commentano, si rispettano" e io farò così. Anche perchè, a scavare bene bene fino in fondo, so che l'ipocrisia non sta di casa solo nei Tribunali sportivi ma anche nelle curve. Se Balotelli domani vestisse i colori bianconeri (e spero di no ma soltanto perchè è un personaggio difficile da gestire in uno spogliatoio, si attaccherebbe con il Sergente Conte dopo 5 minuti) molti di quelli che oggi cantano "se saltelli..." lo acclamerebbero come Dio in terra al primo goal segnato. Non sparate sul redattore, ma la penso così.

Onestà per onestà, però, qualcuno mi deve spiegare perchè offendere la memoria di due adolescenti (per tacere di quella abusata, insozzata, stuprata di 39 semplici tifosi amanti del calcio) è invece da considerarsi lecito.
Alessio e Riccardo non avevano fatto nulla di male per attirarsi tanta antipatia da parte di una curva. Non avevano rilasciato dichiarazioni ai giornali, non avevano fatto gestacci all'indirizzo dei tifosi avversari, non avevano seminato figli in giro, non avevano posato per foto con i Boss di Scampia e, soprattutto, non avevano umiliato le loro squadre sotto valanghe di reti (l'uno) o con parate che salvano il risultato (l'altro).
Forse un giorno l'avrebbero potuto fare (parlo di goal e parate in serie A) ma il destino ha deciso diversamente, in una fredda e triste giornata d'inverno.

Eppure, il tifoso Italiota si sente in diritto di offenderne la memoria, di negare a loro quella pietas misericordiosa che la sua parte "umana" stende sulle spoglie di Sarah, di Yara e di Alfredino e su quelle di mille altri ragazzini andati in cielo troppo presto. Perchè il loro peccato mortale è stato quello di vestire i colori "sbagliati" e perciò meritavano di morire. Di più, meritano di essere sbeffeggiati persino nel ricordo.

E questo atteggiamento che per l'ennesima volta ci conferma che "Homo Homini Lupus", come già suggeriva Plauto duemila anni fa, trova assoluzione ed -anzi- incoraggiamento nel silenzio tombale della Giustizia (?) Sportiva.
Balotelli va tutelato, Alessio e Riccardo no.
Perchè non erano "nessuno", non riempivano le pagine dei giornali, e soprattutto perchè vestivano quella maglia che "è un dovere insultare", a quanto pare.

Cari tifosi avversari, caro Giudice Tosel, non preoccupatevi, continuate pure così. Non ho mai confidato, nè confiderò mai un solo minuto in voi. Io pongo la mia fiducia in una Giustizia Superiore, che come recita un saggio detto piemontese "a paga tard ma a paga largh".
E pertanto state molto, molto attenti a quando affronterete quelle "odiate maglie" la prossima volta. Potrebbe capitarvi di vedere Buffon compiere una parata impossibile. O Marchisio realizzare un goal da fantascienza. E potreste accorgervi che per un attimo, un impercettibile attimo, in quei due campioni che si abbracciano, il numero 1 e il numero 8, c'è qualcosa di diverso, qualcosa che vi sfugge, e che nessun obiettivo di macchina fotografica riuscirà mai a immortalare.
Perchè gli angeli non sempre scendono sulla terra con le ali e con la spada fiammeggiante per fare giustizia. A volte lo fanno molto più in silenzio, con scarpini da calcio sporchi di fango, con magliette sudate.
E si divertono molto di più così, forse.

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