Giulemanidallajuve
 
 
 
 
 
 
 
  Spot TV
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 04/05/2013 05:48:02
5 Maggio 2002 – 5 Maggio 2013. La storia siamo noi

 

Per uno Juventino che si rispetti “Il Cinque Maggio” non è un’ode di Alessandro Manzoni. Il 5 Maggio è la storia di oltre un decennio di calcio italiano che racconta come “cadde, risorse e giacque” il mito di scrivere la storia . A 48 ore da quella data fatidica cercherò di rendervene conto “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”.

Il 5 Maggio del 2002 si arrivò all’ultima giornata del campionato di calcio di serie A con una situazione di vertice della classifica che vedeva in testa l’Inter con 69 punti. Seguivano Juventus e Roma, staccate rispettivamente di 1 e 2 punti. L’Inter andò a giocare a Roma contro la Lazio, la Juventus contro l’Udinese. Nel corso dell’ultima trasferta laziale della Juventus, Gigi Buffon e la curva celeste si sono resi protagonisti di un episodio di sportività come in Italia se ne vedono pochi, con uno scambio reciproco di omaggi e applausi nonostante la Juventus abbia portato a casa un bottino pieno. Ma non è sempre stato così, poiché tradizionalmente quella laziale è una tifoseria che sente molto la rivalità con la Roma e la Juventus e ha riconosciuti sentimenti amichevoli con quella interista. Il 5 maggio del 2002 all’Olimpico il clima era disteso, l’Inter forse troppo sicura di sé. Vieri e Di Biagio la portarono per due volte in vantaggio, ma le reti di Simeone e Inzaghi e addirittura una doppietta di Poborsky, già in rescissione di contratto, segnarono la cocente disfatta che consegnò lo scudetto alla Juventus, che intanto aveva risolto in 11 minuti con Trezeguet e Del Piero il match con l’Udinese. Si girò il remake del film già visto nel 1967, quando in una quindicina di giorni, tra il 25 maggio e il 6 giugno, naufragarono le speranze della Grande Inter, che andò a perdere contro il Celtic Glasgow a Lisbona la finale di Coppa dei Campioni e contro il Padova la semifinale di Coppa Italia, subendo l’1 a 0 dal Mantova in campionato il 28 maggio. Dopo aver guidato in testa tutto il campionato l’Inter crollava, lasciando il tricolore alla squadra bianconera.

Nell’estate 1997 l’Inter aveva preso Recoba, ma dopo un felice esordio, non essendo il suo rendimento quello sperato, lo aveva spedito al Venezia, per poi pentirsene e richiamarlo in rosa quando di stranieri se ne ritrovava già 5, la soglia massima concessa dal regolamento: Simic, Jugovic, Ronaldo, Cordoba e Mutu. Maturò allora “l'affaire passaporto falso”, che venne consegnato a Recoba il 12 settembre 1999, poco dopo due mesi dal rientro in casacca nerazzurra. Artefice dell’operazione fu Oriali, che si accordò con Baldini (attuale dg della Roma, quello del” ribaltone” di calciopoli), il quale tramite un amico faccendiere, tale Barend Krausz von Praag, fu in grado di portare avanti l’intrallazzo.
Recoba fu sospeso dall'Inter dal 1 febbraio 2001, in attesa della sentenza e subì una squalifica di 4 mesi, da giugno al 31 ottobre, per una vicenda che costò anche una penale di 2 miliardi di lire all’Inter. Nella stessa inchiesta fu condannato il direttore sportivo nerazzurro, Gabriele Oriali (ma anche Ghelfi era stato coinvolto). La giustizia ordinaria, con sentenza definitiva del 25 maggio 2006, sanzionò Recoba e Oriali, che ammisero le proprie responsabilità e patteggiarono con la pena di 6 mesi di reclusione con la condizionale per i reati di ricettazione e concorso in falso, commutati successivamente in una multa da 25.400 euro.

La Juventus vinse nella stagione 2002/2003 campionato e Supercoppa Italiana. Si aggiudicò anche il campionato 2004/2005, invalidato da calciopoli, che rappresenta lo spartiacque non solo della rivalità tra Inter e Juventus, ma probabilmente dell’intera storia del calcio recente. Nell’estate del 2006 fu ignorato l’affare dei passaporti falsi e l’Inter non solo non andò in serie B, ma non fu nemmeno processata dalla giustizia sportiva, impegnata a punire la Juventus per un illecito strutturato che come ammise la sentenza non aveva falsato nessun campionato.

Si narra che Carraro non potesse mandare in B un mecenate che aveva speso 600 milioni di euro senza vincere nulla. Secondo Il Sole 24Ore fu questa più o meno la cifra che costò all’Inter lo scudetto di cartone che le fu attribuito a tavolino dopo essere arrivata terza nel campionato 2005/2006, che non è mai stato sfiorato da indagini, a 15 punti di distacco dalla Juventus. Il 23 novembre 2006 Cragnotti ha dichiarato di aver ricevuto il giorno antecedente la partita tra Lazio e Inter che chiuse il campionato 2001/2002 una telefonata di Massimo Moratti, che lo sollecitava ad un incontro dopo il match per definire l’acquisto di Nesta, nonostante ne avesse gonfiato il prezzo adducendo come scusa una trattativa già avviata con la Juventus. L’Inter perse e quell’incontro non ci fu mai.
Eliminata la Juventus, penalizzato di 9 punti il Milan, l’Inter si aggiudicò il secondo dei cinque titoli consecutivi, culminati con il “triplete”.

Dalla mezza diaspora Juventina era riuscita a guadagnare l’arrivo di Ibrahimovic e Vieira per un tozzo di pane, anche se si racconta che il foie gras ce l’abbiano messo sopra Milito, Mourinho e un certo Benquerença, più tre ingaggi favolosi: Nucini, Tavaroli, Cipriani. Nel corso del campionato 2001/2002 erano accaduti altri due fatti degni di rilievo. Uno racconta che il 3 dicembre 2001 la Juventus fu quotata sul listino della borsa italiana. L’altro lo ha testimoniato al processo di calciopoli di Napoli l’ex arbitro Danilo Nucini, quando ha ammesso di essere entrato in rapporti stretti e confidenziali con Giacinto Facchetti in seguito a una delle partite di quel campionato, Inter Udinese, quando per aver risparmiato un’ammonizione a Di Biagio ricevette i suoi ringraziamenti. Queste frequentazioni condussero ai dossieraggi illegali Telecom, commissionati a Tavaroli, il capo della sicurezza di Telecom, che rimise il mandato di spiare Luciano Moggi e altri esponenti del mondo del calcio al titolare della Polis d’Istinto Cipriani. Nucini riferì a Facchetti di un presunto incontro con Moggi al fine di porsi al servizio della cupola e ottenere in cambio favori nella carriera di arbitro. La realtà processuale ha demolito questa tesi, confermando che in cambio ebbe solamente la possibilità di qualche colloquio di lavoro propiziatogli proprio da Facchetti e Paolillo, un altro dirigente interista. Il 15 marzo 2011 Nucini ammise di essersi recato dal pm Boccassini, forse per una denuncia che non si sentì di portare avanti. Fu aperto un fascicolo rimasto segreto nonostante le richieste per esibirlo nei processi di calciopoli.
Nel 2007 la FIGC ha dichiarato chiusa l’indagine sui dossieraggi illegali. Nel luglio 2011 Stefano Palazzi ha prescritto coloro che amano definirsi i vincitori morali di calciopoli.

Domenica prossima, 5 Maggio 2013, la Juventus ha la possibilità di conquistare in casa contro il Palermo l’ultimo punto che le consentirebbe di vincere il 31° scudetto della sua storia sul campo con 4 giornate di anticipo. Dopo aver guidato in testa il campionato dalla prima giornata, al comando di un Capitano di nome Antonio Conte che ama vincere come faceva Capello nel 2004/2005 e nel 2005/2006. L’Inter è settima, ma quel distacco che nel 2006 si quantificava in 15 punti, si è quasi raddoppiato, giungendo a 27 lunghezze.
La Juventus si è qualificata agli ottavi di finale di CL, salutando l’accesso ai quarti contro il Bayern di Monaco, cha ha forse posto la firma sulla fine di un ciclo strabiliante e indiscutibile di vittorie del Barcellona. Piaccia o non piaccia, è mancato lo scontro con una grande antagonista: la squadra bianconera distrutta da calciopoli.

“Chi vince fa la storia” , ha detto Antonio Conte. “In un'aula di tribunale vince chi racconta la storia migliore , dal film "Amistad" di Steven Spielberg.

Commenta la poesia sul nostro forum!
 
  IL NOSTRO SONDAGGIO
 
Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
  TU CON NOI
   
 
   
 
  AREA ASSOCIATI
   
 
 
 
  DOSSIER
   
 
   
 
  LETTURE CONSIGLIATE
   
 
   
 
   
 
  SEMPRE CON NOI
   
 
   
 
Use of this we site is subject to our