Come se non bastasse la stampa italica che ad ogni occasione ci prende di mira, come se non bastassero gli antijuventini militanti (in Italia non si può semplicemente
“non essere Juventini”, bisogna essere per forza
“antijuventini”...) per i quali distruggere la Juventus è una missione di vita, come se non bastasse la Società che sbandiera allo stadio, con rinnovato orgoglio, il numero 31, salvo poi non portare avanti nelle sedi competenti le proprie legittime richieste....
Dobbiamo confrontarci anche con quella parte di tifo, che si qualifica “bianconero”, che bianconero non è e che spesso viene usato ad arte per attacchi trasversali. In base a non precisati conteggi saremmo circa 14 milioni.
Che il numero esatto sia questo o che sia sbagliato di qualche milione per difetto o per eccesso, non fa, però, differenza.
In realtà i veri tifosi sono molti meno, non contando quelli di circostanza per i quali si è Juventini solo quando c'è da festeggiare qualcosa (a maggio il numero sale in maniera vertiginosa), salvo poi far finta di nulla quando ci sarebbe, invece, da alzare da testa (quelli che dicono
“sì, una volta ero Juventino ma non seguo più il calcio”... ).
Lo abbiamo visto più volte in questi anni post farsopoli; lo abbiamo visto quest'estate quando Conte, per alcuni, andava scaricato dalla società e non difeso, già dopo le prime notizie che lo riguardavano; lo abbiamo visto quest'autunno quando, dopo una vergognosa condanna, si diceva che dall'alto si vede meglio la partita e che tanto vincevamo comunque....
Lo abbiamo visto domenica pomeriggio.
Intervistato (all'inizio non si capiva bene per quale motivo, divenuto, poi, chiarissimo dopo le sue parole) a
Stadio Sprint dal sempre più azzurro Varriale, Pippo Baudo ci ha illuminati con il suo pensiero:
“Sinceramente se gli scudetti sono 29 a me va bene lo stesso. Sono molto dispiaciuto di questa cosa dei 29 o 31 scudetti. Bisogna riconoscere che il fattaccio c'è stato. I fenomeni corruttivi per colpa di dirigenti che non si sono comportati bene hanno infangato la squadra che non meritava questa cosa”. Per carità, stiamo parlando di un programma in cui il primo punto della scaletta settimanale è attaccare la Juventus e stiamo parlando di un personaggio a cui, in evidente crisi di astinenza da TV, non è parso vero avere cinque minuti di diretta, anche a costo di prestarsi più o meno volontariamente al disegno del conduttore.
Personalmente, in generale, ritengo che l'ignoranza di certi argomenti non sia una colpa. Non si può sapere né interessarsi di tutto: è pienamente legittimo non sapere nulla di calciopoli, dei suoi sviluppi e di quanto è stato fatto e disfatto ad arte.
Ci sono tanti hobby che si possono avere nella vita e il tempo a disposizione per dedicarvisi è sempre troppo poco.
Bisognerebbe, però, che dall'alto della propria totale inconsapevolezza (chiamiamola così) ci si astenesse dal proferire tante sciocchezze tutte insieme, professandosi nel contempo, però, Juventino: questa sì che è una colpa, e pure grave.
“Se gli scudetti sono 29 a me va bene lo stesso”fa rabbrividire.
“Fenomeni corruttivi”??? “Il fattaccio c'è stato”???
Pippo Baudo non è il primo e, probabilmente, neppure sarà l'ultimo: di tifosi che si sono fatti indottrinare per bene negli anni e che hanno creduto, e credono ancora, acriticamente a tutto quello che gli è stato raccontato, nei 14 milioni ce ne sono molti,
per i quali è sufficiente sbandierare un giorno all'anno un tricolore (non importa neppure con che numero stampato sopra). Essere Juventini, però, è un'altra cosa: è un mestiere a tempo pieno in cui, per meritarsi le tante gioie che questo dà, bisogna essere pronti ad affrontare ogni giorno le tempeste a testa alta.
E non importa se questo significa essere molti meno di 14 milioni.
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