Mentre l'Italia anti-juventina in modo altezzoso parlava di “ventinovesimo scudetto”, tempestiva arrivava la risposta bianconera: un enorme scudetto con impresso il numero 31 e grande quanto il cerchio di centrocampo, veniva steso sul terreno dello Juventus Stadium. Letteralmente “31 sul campo”. Per rendere ancora più chiaro il concetto, e cioè che per noi sono 31,
anche giocatori e allenatore sventolavano scudi che rivendicavano i due titoli scippati dalla giustizia sportiva nell'estate di calciopoli. Immediato il dibattito si è surriscaldato. In RAI, nella trasmissione del dopopartita, il giornalista tifoso del Napoli approfittando della presenza ai suoi microfoni del consigliere federale Caludio Lotito, ha chiesto se la manifestazione juventina, quella di riconoscersi 31 anziché 29 scudetti, potrebbe essere oggetto di conseguenze a livello federale. Lotito ha glissato affermando che al momento non aveva evidenze e che quando ci sarebbero state avrebbe considerato la questione nelle sedi opportune.
Ebbene sì, sono 31! Avete visto e sentito bene: l'ambiente juventino reclama come propri gli scudetti del 2005 e del 2006.
Quel “31” messo lì sul campo è stato urlato al mondo intero e spiattellato in faccia alla federazione degli incompetenti. Ora il fatto è: la FIGC aprirà un procedimento nei confronti della società Juventus per aver criticato la contabilità della federazione e leso la reputazione della giustizia sportiva?
Qui si tratta di avere coraggio, perché aprire un procedimento del genere potrebbe significare non avere a che fare solo con quello che è successo allo Juventus Stadium domenica 5 maggio 2013,
potrebbe voler dire riaprire i faldoni dell'affare calciopoli, far rivedere la luce a carte e incartamenti su cui in via Allegri vogliono far depositare la polvere. Se la società Juventus ha spiegato quell'immenso tricolore con un intento del genere, bisogna farle i complimenti. Ora non resta che vedere se e come gli incompetenti abboccheranno.
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