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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di N. REDAZIONE del 07/05/2013 14:34:23
Juventus e informazione, un male non affrontato/3

 

“Quando sei parte di un sistema non puoi sottrarti alle regole e alle richieste di quel sistema”

(Terza ed ultima Parte: Una proprietà a dir poco tollerante)


La Juventus ha un problema con l'informazione, ormai lo abbiamo capito tutti e da anni, ma la sua proprietà no.
Fiat da anni non ha problemi con l'informazione e invece motivi (e tanti) ne avrebbe; per rimanere in ambito sportivo non ha problemi nemmeno Ferrari, che magari viste le ultime stagioni non proprio esaltanti dovrebbe anch'essa averne.
Non solo: Exor detiene rilevanti quote di proprietà anche nel ramo RCS a cui paradossalmente risultano agganciate realtà editoriali come Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera.
La domanda quindi sorge spontanea … Perchè questa anomalia? Perchè questo accanimento dell'informazione su Juventus non contrastato dalla proprietà?
Per capirlo dobbiamo ricollegarci alla parte conclusiva del pezzo precedente:
L'informazione è uno strumento potentissimo ed è uno strumento che vale non solo per il calcio, ma vale per tutto. E il calcio come fenomeno sociale di massa che non poteva e non può restare estraneo a questo sistema.
Per deduzione quindi la risposta è proprio nel sistema: Exor è inserita in un sistema, un sistema che inquadra il calcio come fenomeno sociale di massa per indirizzare, distrarre e condizionare l'opinione pubblica. Quel sistema ed Exor sanno che il calcio svolge un ruolo anestetico e distraente nell'opinione pubblica.
Ai tempi dell'impero romano, ad esempio quel ruolo veniva svolto dai combattimenti nel colosseo, nelle arene, nelle lotte tra gladiatori, erano un mezzo per controllare e distrarre l'opinione pubblica dalle scelte politiche e amministrative della classe dominante, dei senatori illustri e delle famiglie imperiali. Alle masse venivano dati in pasto i combattimenti nel colosseo e quegli spettacoli non dovevano in alcun modo generare malumori, anzi dovevano sollazzare e distrarre il più possibile le masse. “Duas tantum res anxius optat … Panem et circenses” (trad. Due sole cose ansiosamente il popolo brama: mangiare e i giochi circensi).
Il problema è che nel calcio se qualcuno non vince per tanto tempo, o meglio se qualcuno vince troppo e per troppo tempo, questo provoca malumori nella fazione di chi rimane “a digiuno”, ecco che quindi quel fenomeno sociale possa richiedere dalla classe dominante delle correzioni “artificiali” e pilotate per tentare di ricalibrarlo in un contesto in cui accontenti tutti o almeno in un contesto che torni ad essere piacevole per le principali fazioni e senza scontentare nessuno.
Ricordate quella famosa uscita di quel dirigente Fiat, Luca De Meo, in un importante convegno, nell'immediato post farsopoli? Era il giugno 2008 credo, trovate ancora i link sul web: “Fiat ha oggi un posizionamento che non ha mai avuto nella sua storia, e perderlo sarebbe un peccato dopo il lavoro degli ultimi anni”. Ad una ulteriore domanda se Lapo Elkann fosse stato un fattore importante per la ritrovata simpatia del marchio fiat aggiunse: “Si, ha aiutato assieme alle sconfitte della Juventus”.
De Meo era responsabile marketing di fiat, non un'opinionista qualsiasi. Quella sparata non poteva essere solo sua, stava parlando a giornalisti, è chiaro che parlava dopo una attenta analisi finanziaria condivisa dal gruppo. Ovviamente i responsabili della comunicazione Fiat corsero subito ai ripari, ma quella sparata restò, monumentale ed emblematica.

Insomma, fate 2+2 e capirete del perchè ad Exor non interessi difendere la Juventus più di tanto, per Exor le priorità e gli interessi primari risiedono altrove, la Juventus è solo un tassello, un tassello che in primis non deve sfuggire dal controllo e creare eccessivi scontenti nelle altre “parrocchie” (leggasi altre grandi società gestite da altri potentati) e tassello che all'occorrenza può anche essere “ricalibrato” come è accaduto appunto nel 2006.
Insomma, attaccare la juventus è quasi uno sport nazionale ed Exor lo sa, ma lascia stare le cose così perchè utilizza quell'asset (il marchio juventus) in modo specifico e non certo come profitto, e non si sogna di venderlo perchè gli fa comodo tenerlo e tenerlo così.

Con Gianni e Umberto Agnelli vivi calciopoli non sarebbe mai esistita, ma il ricambio generazionale e le lotte intestine all'interno di quella famiglia hanno portato a stravolgimenti che hanno reso calciopoli una cruda e impietosa realtà fin lì improponibile. Bisogna prenderne atto.
Quella di noi tifosi è una categoria speciale, noi proviamo un senso di appartenenza a determinati colori perchè abbiamo la nostra passione che ci lega indissolubilmente a determinati sentimenti che sviluppiamo fin da bambini. Come dissi a suo tempo: l'amore per una bandiera è come quello per una persona, accade e non vi è nulla di razionale, nulla di scientificamente spiegabile, nessun tornaconto materiale, eppure è un sentimento che ci lega per la vita, e solo chi lo vive lo può capire e apprezzare appieno.
Per questo a volte non comprendiamo e non ci capacitiamo che un proprietario che non condivide quel nostro stesso immortale sentimento, possa considerare quella bandiera in modo differente, anche come un bene all'occorrenza sacrificabile, barattabile o ridimensionatile. In ambito finanziario e industriale è prassi consolidata operare in quell'ottica, per noi puri appassionati è indiscutibilmente una spregevole aberrazione.

Sogno una Juventus non più ostaggio di una proprietà collusa al sistema, una Juventus indipendente ed estranea agli squallidi giochetti tra gruppi di potere, una Juventus finalmente libera, che possa dispiegare tutto il potenziale di seguito fornito dai propri indomiti appassionati.
Forse è utopia, forse è una visione, forse appunto è solo un sogno, ma sarei pronto a contribuire e lottare fin d'ora per la sua realizzazione.

Pace e bene.

Di Lothar

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Le precedenti puntate

Juventus e informazione, un male non affrontato /1. “Troppo spesso la storia che si racconta non è mai l'avvenimento in sé, ma l'interpretazione che ci viene fornita da chi racconta quell'avvenimento”

Juventus e informazione, un male non affrontato/2 . “La percezione è tutto, ogni evento viene filtrato attraverso la nostra percezione e interpretazione” .
 
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