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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di G. FIORITO del 24/05/2013 21:08:03
Calciopoli. Il ritorno del processo

 

Bergamo presenta il conto a Moratti

Slitta al 3 luglio il processo di appello di calciopoli. Il ritorno sul banco degli imputati, previsto per venerdì 24 maggio, è saltato a causa di un difetto di notifica all’indirizzo, tra gli altri, di Mencucci, AD della Fiorentina.

Come ricorderete, il processo di primo grado si era svolto a Napoli e si era concluso l’8 novembre del 2011, con le sentenze che avevano condannato gli ex arbitri De Santis e Bertini a 1 anno e 11 mesi e a 1 anno e 5 mesi ; Moggi a 5 anni e 4 mesi; Bergamo e Pairetto a 3 anni e 8 mesi; Lotito a 1 anno e 4 mesi; i fratelli Diego ed Andrea Della Valle a 1 anno e 3 mesi.

Le motivazioni della sentenza si erano focalizzate non su una frode compiuta e concretizzata, quanto piuttosto su un reato di tentativo di frode sportiva, finanche subdolo nella difficoltà della sua dimostrabilità e tuttavia penalmente rilevante. La pesante condanna rimediata da Luciano Moggi si spiegava con il ruolo di capo della presunta associazione a delinquere, che avrebbe agito in grazia di quelle sim che l’ex DS della Juventus avrebbe fornito ad arbitri e designatori.
A un anno e mezzo di distanza, più che mai si ha la sensazione che le indagini furono svolte a senso unico. La selezione delle intercettazioni operate dall’accusa è stata infatti integrata negativamente da diversi comportamenti anomali dei carabinieri e delle procure, che si sono industriati addirittura di adulterare le prove. Come è avvenuto nel caso del video scomparso dei sorteggi truccati e con il trasferimento sospetto del computer a suo tempo sequestrato a Tavaroli nell’ambito del processo Telecom a Roma in via In Selci, a disposizione degli uomini di Auricchio, che lavoravano per Narducci a imbastire le accuse, nonostante l’obbligo vigente per legge dell’accertamento di prove sia da intendersi nei confronti dell’accusa che delle difese.

Per questi motivi l’ennesimo spostamento dei tempi del processo conduce alla facile deduzione che possa esserci da parte degli inquirenti la volontà di raggiungere i termini della prescrizione, che potrebbero arrivare a riguardare lo stesso Moggi nel marzo del 2014. Il processo di calciopoli torna a entrare in un ambiguo guinness dei primati che non solo l’ha visto stravincere le classifiche dei tentativi di ricusazione del suo giudice, ma lo ritrova a perseguire con ansia un finale da prescritti per le accuse e non per gli imputati. Secondo le ultime notizie essi avrebbero manifestato la volontà di rinunciare a quello che non ritengono l’ombrello salvifico della prescrizione, ma la pietra tombale che chiude definitivamente i conti con la loro dignità, negando per sempre ogni possibilità di fare veramente luce su cosa accadde nel campionato 2004/2005, che le sentenze definiscono regolare e non falsato.

Intorno a calciopoli continua a gravare il peso di fatti accertati e di responsabilità di alcuni soggetti che sono sempre riusciti a evitare il giudizio di una corte. Costoro hanno avuto una parte attivissima e certa nel dare l’avvio a uno scandalo che ha colpito chi subì un danno grave e oggi ne chiede il risarcimento.

Anche Bergamo ha presentato il conto all’Inter per gli spionaggi illegali condotti contro la sua persona. Presso la seconda Sezione Civile del Tribunale di Firenze, poiché in quella provincia era la sede dell’agenzia di investigazioni Polis d’Istinto di Cipriani che si occupò di pedinare molti esponenti del mondo del calcio, il Giudice Luca Minniti avrebbe proposto giovedì 23 maggio una conciliazione fra l’ex designatore Paolo Bergamo e l’Inter, sulla base della stessa cifra che in primo grado ha ottenuto l’ex calciatore Bobo Vieri per essere stato oggetto di pedinamenti illegali nei primi due anni del duemila. Insieme con l’ex designatore Paolo Bergamo, anche Fabiani, Racalbuto e Reuca, consorte della signora Fazi, hanno intentato causa all’Inter, la cui azione di mandante di quei pedinamenti è stata testimoniata al processo Telecom di Milano da Caterina Plateo, già segretaria del defunto Adamo Bove, da Giuliano Tavaroli, responsabile della sicurezza di Telecom e da Emanuele Cipriani. I dossieraggi illegali nacquero dalle confidenze che Danilo Nucini e Giacinto Facchetti si scambiarono per un lungo periodo, come ha testimoniato l’ex arbitro al processo di Napoli, aggiungendo di aver ricevuto in cambio la possibilità di eseguire colloqui di lavoro grazie all’interessamento di diversi dirigenti della società nerazzurra, e non sono stati smentiti nemmeno da Moratti, che nel 2006 dichiarò a diverse testate giornalistiche che Tavaroli si era offerto di effettuare indagini. Lo stesso Tavaroli aveva suggerito a Moratti di rivolgersi alla procura di Milano, ma la giudice Boccassini, dopo un colloquio con Nucini, aveva archiviato la pratica non riconoscendovi indizi di reato.
Se il 4 dicembre la conciliazione tra le parti non ci sarà, inizierà il processo, vista la volontà del giudice, che secondo Tuttosport ha respinto “tutte le eccezioni avanzate dall’Inter, dalla Telecom e dalla Pirelli, a partire dalla prescrizione (invocata dalla società nerazzurra) e dall’incompetenza territoriale”.

Sulla vicenda pesa la differenza di giudizio espressa dagli organi giudicanti nei confronti di Vieri, che ha ottenuto un sia pur esiguo e simbolico risarcimento in confronto alla cifra di quasi 24 milioni di euro richiesta, e dell’ex arbitro De Santis, che si è visto bocciare analoga richiesta dal tribunale civile di Milano.
In special modo si attendono le motivazioni di questa sentenza, per capire se la società nerazzurra ha davvero impostato la sua difesa scaricando ogni responsabilità su Giacinto Facchetti, nonostante la presidenza dell’Inter fosse passata a lui dal dimissionario Moratti solo il 19 gennaio 2004.
Al fine di avere un quadro più chiaro ricordiamo ancora una volta:
1) l’input agli spionaggi illegali fu dato presso la SARAS a Tavaroli che lo girò a Cipriani nel settembre 2002;
2) il Dossier Ladroni risale ai primi mesi del 2003;
3) presso una sede londinese della Polis d’Istinto è stata trovata documentazione attestante il pagamento di attività spionistiche per conto della Pirelli;
4) il filone dei processi scaturiti dallo scandalo Telecom non si esaurisce qui. Una doppia vertenza è in corso tra Marco Tronchetti Provera e i piccoli azionisti di Telecom e un altro processo vede Dondarini contro il pm Narducci per avere quest’ultimo fatto dichiarazioni false sul suo conto nel libro su calciopoli del quale è autore.

L’indecente cavillo della prescrizione ha solo la parvenza di una legalità troppo spicciola per restituire un’eco di giustizia. Del “massimo” fruitore di calciopoli wikipedia non canta le gesta di presunto mecenate volute un tempo dall’alleato Carraro, bensì ricorda: “Complessivamente nei 15 anni dell'era Moratti (1995-2010) l'Inter ha accumulato perdite per 1,2 miliardi di euro e debiti per oltre 460 milioni di euro. In tale periodo il presidente Moratti ha dovuto provvedere personalmente a circa 735 milioni di euro di iniezioni di capitale, cifra molto vicina ai 750 milioni di euro incassati con il collocamento in borsa dell'azienda di famiglia SARAS, avvenuta nel 2006”. Se calciopoli è una spy-story, questo è un movente.

Il tentativo di stendere un velo pietoso su calciopoli ritorna. Riuscirà a tornare il processo di calciopoli?

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